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Commento da Eugenio Righi il 5 Maggio 2011 a 13:24
Commento da Mr Volare aka Alberto Cottica il 24 Marzo 2011 a 18:07 Allora Eugenio,
La tua prima risposta era quello che mi aspettavo. Conteneva infatti tutti gli elementi che mancavano a formarmi un quadro preciso, e già che ci siamo ti consiglio di integrare queste informazioni nel riepilogo progettuale e/o nel documento di progetto nel momento in cui vorrai scriverlo.
La seconda e la terza risposta meritano invece una precisazione sui diversi ruoli che abbiamo in questo ambito.
Eugenio, io non devo essere necessariamente convinto della bontà della tua idea. Per me le idee sono tutte buone e sono pronto a sostenerle tutte, ideologicamente parlando.
Il mio ruolo, qui su Kublai, è quello semmai di mettere a nudo e evidenziare le eventuali incogruenze o sottolineare quello che ai progettisti appare scontato ma scontato non è, con l'obiettivo di arrivare alla redazione di un documento di progetto sostenibile e convincente.
Quindi la mia opinione in merito al valore dell'idea progettuale deve essere più o meno ininfluente, anche se (visto che sono umano) ci sono progetti che mi prendono più di altri.
E mi pare superfluo sottolineare che nessun progettista ha la sfera di cristallo per poter prevedere la positiva realizzazione della propria idea.
Peraltro, se così fosse, nessuno verrebbe su Kublai per confrontarsi.
Sia quindi chiaro che non ho nessun interesse a criticare l'dea di nessuno, tanto meno la tua.
Ciò premesso, vai pure avanti con il tuo progetto (e in questo senso ti assicuro tutto il mio sostegno nella progettazione dell'idea) ma se proprio devo darti la mia opinione, personalmente non lo trovo così straordinario radunare persone nei bar ad ascoltare un CD.
Commento da Eugenio Righi il 24 Marzo 2011 a 15:54
Commento da Eugenio Righi il 24 Marzo 2011 a 15:54 Quando dico che le band non hanno nulla da perdere, dico che un flop nel Sound Circle non costituirebbe per loro un danno di immagine.
Ed aggiungo: questo ragazzi è un progetto sperimentale, io non ho la sfera di cristallo e non ho mai costruito una comunità. Ma vogliamo una volta per tutte ammettere che è straordinario radunare persone nei bar per ascoltare musica di alto profilo, in compagnia, potendosi confrontare, discutere e sentire la musica come cosa viva? L'esperienza condivisa di qualcosa ha un forte valore emotivo e comporta affezione. Ma chi non ha bisogno un valido pretesto per incontrarsi!
Commento da Eugenio Righi il 24 Marzo 2011 a 15:44 Effettivamente forse la spiegazione non era così chiara come pensavi, non mi pare di aver letto da nessuna parte che parlavi di un circuito di bar.
Veniamo alle tue precisazioni
1. Programmazioni ripetute e costanti. Programmate sulla base di cosa? Dell'afflusso? Temporalmente? Ma se programmi una sessione di ascolto e nessuno interviene non rischi di "bruciare" la band? Cosa garantisce che le persone intervenga ad ascoltare? E quanto durerebbe nel tempo il "lancio" di una band? Un mese? due?
2. "Pensi che in una provincia come Modena non si possa creare nel tempo una comunità con tali numeri?" Sinceramente, senza conoscere il tessuto sociale della provincia di Modena e senza sapere di che musica stai parlando ci vorrebbe un indovino per saperlo.
E sinceramente credo che non è neanche mio compito saperlo. Il mio ruolo non è entrare nel merito dell'idea progettuale, mi limito a verificare se l'idea sta in piedi progettualmente.
Quindi, non per polemizzare, ma il progettista sei tu. Se tu ritieni di riuscire a creare una comunità del genere, tanto meglio per il progetto.
3. "Quanto alla musica..." Bene, se la tua conoscenza non è marginale, avrai sicuramente coscienza di quanto sia facile bruciare nomi e band se non supportate adeguatamente. Personalmente sono rimasto al progressive inglese quindi non faccio testo.
4. "Ma come fai a vendere oggi il prodotto CD..." Ecco. Se sai che non si riesce a vendere il prodotto CD, mi spieghi cosa ti da certezza che invece riusciresti a diffondere il tuo prodotto? (Al di la del fatto che l'hai fatto tu, ovviamente)
Commento da Eugenio Righi il 23 Marzo 2011 a 18:46 Eugenio,
1) Senza nulla levare alla creatività dell'idea ed al fatto che l'opera l'hai creata tu, non so se le due ragioni che hai elencato bastano a rendere fruibile al pubblico il Sound object.
2) Sarò pessimista, ma raggruppare un migliaio di persone per ascoltare in un bar il CD di un gruppo emergente non mi sembra un obiettivo così alla portata di mano. Conseguentemente temo che potrebbe essere un problema garantire un afflusso di questa portata ad un gestore di locale pubblico, senza contare che locali che possono ospitare un migliaio di persone comodamente non sono così comuni, almeno da queste parti. E come intendi gestire l'esclusività del luogo? Ovvero il bar dovrebbe restare chiuso per l'avventore occasionale?
3) Il bar ha le spese di allestimento e quelle inerenti all'ospitare un migliaio di persone in uno stesso luogo, senza contare che questo potrebbe (non conosco a fondo le norme che regolano gli spettacoli pubblici) rendere necessario la notifica dell'evento alla pubblica sicurezza o ai pompieri o al servizio medico o a tutti e tre.
4) Io non credo che contare esclusivamente sulla molla della socialità sia una buona idea.
5) Mi fido del tuo gusto, ma non credi che, conoscendo solo marginalmente il mondo musicale, parlare di "proposte musicali di altissimo profilo" per gruppi musicali emergenti sia quanto meno prematuro?
Commento da Eugenio Righi il 22 Marzo 2011 a 18:11 Il Sound Object è speciale per due ragioni strettamente collegate: è simbolo di appartenenza ad una comunità, che puoi appendere alla parete, e riporta un'opera originale stampata su tela in esclusiva per Sound Circle. Ce n'è una terza: l'ho fatto io ;-)
Il break even point? Beh basta che in un'area come modena e provincia la comunità raggruppi un migliaio di persone ed hai afflusso sufficiente ai concerti live che generano introito mediante il cachè: poter garantire al gestore di un pub e di un club una certa affluenza permette al management della band di richiedere un compenso di un certo tipo, ed addirittura di organizzare concerti in spazi adeguati (questo col tempo, naturalmente). Come già detto, il circuito di bar non ha spese ed ha tutto da guadagnare... in quanto al motivo di affluenza delle persone ai bar, benchè la band trasmessa dal loro impianto stereo non sia famosa, la molla è la socialità favorita dall'ascolto musicale e l'adesione ad una iniziativa autentica ed esclusiva, nonchè la possibilità di conoscere proposte musicali di altissimo profilo sebbeno non mainstream.
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