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Social media magazine

Magazine indipendente online, in cui partecipano giornalisti e cittadini, centrato sui fatti che colpiscono da vicino la comunità.

Luogo: Trieste
Membri: 25
Attività Recenti: 1 Ago 2011

Alcuni elementi base

Il sito di news dovrebbe consistere in un nucleo di una decina di notizie su base settimanale, elaborate da giornalisti professionisti o pubblicisti, attorno al quale ruota un social network formato da social media reporters e lettori.
Ho già avuto l'offerta di una sede per la redazione ed esiste già un gruppo di giornalisti disponibili a scrivere.
Il nome che abbiamo scelto per il settimanale online è caffetriestenews.

Forum di discussione

Progetto per International Press Institute 11 Risposte 

Cari amici di Kublai,si avvicina la scadenza di IPI news contest, il premio finanziato da Google. Questo è il motto del premio:We want to foster the professionalism of online media, taking advantage…Continua

Iniziata da Tiziana Melloni. Ultima risposta di Tiziana Melloni 26 Mag 2011.

Help! Traduzione in inglese del progetto 6 Risposte 

Cari amici di Kublai,lancio un piccolo appello.Sto lavorando alla traduzione in inglese del progetto "Citizens share news through non profit associations" per l'IPI news contest.Allego la prima parte…Continua

Iniziata da Tiziana Melloni. Ultima risposta di Luca Massimo Ferrabue 24 Mag 2011.

Il sito di notizie è online ed è diventato un progetto regionale 7 Risposte 

Cari amici di Kublai,da febbraio ad ora qualcosa si è mosso, nel senso che con alcuni giornalisti di Pordenone stiamo promuovendo il sito …Continua

Iniziata da Tiziana Melloni. Ultima risposta di Tiziana Melloni 12 Apr 2011.

Versione aggiornata del progetto 4 Risposte 

Sulla traccia della guida del progettista, ho elaborato una versione più ampia del progetto di social media magazine.Ho anche dato un nome al sito di notizie, frutto di input dal gruppo dei promotori…Continua

Tag: media, magazine, social, progetto, versione

Iniziata da Tiziana Melloni. Ultima risposta di Criscia 24 Feb 2011.

Spazio commenti

Commento

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Commento da Luca Massimo Ferrabue il 28 Ottobre 2010 a 17:47
Ciao Tiziana, questa ultima notizia e' veramente importante, tale da rendere necessario un tentativo: per favore dimmi se sei gia' su questa linea e se si come pensi di agire.

Grazie ed a piu' tardi

LMF
Commento da Tiziana Melloni il 28 Ottobre 2010 a 11:46
E se ci facessimo finanziare da Google?

$5 million to encourage innovation in digital journalism
10/26/2010 10:00:00 AM
Journalism is fundamental to a functioning democracy. So as media organizations globally continue to broaden their presence online, we’re eager to play our part on the technology side—experimenting with new ways of presenting news online; providing tools like Google Maps and YouTube Direct to make websites more engaging for readers; and investing heavily in our digital platforms to enable publishers to generate more revenue.

But while we’re mostly focused on working with news organizations to develop better products for users, we also believe it’s crucial to encourage innovation at the grassroots level. That’s why we’re giving $5 million in grants to non-profit organizations that are working to develop new approaches to journalism in the digital age. Our aim is to benefit news publishers of all sizes.

We’ve granted $2 million to the John S. and James L. Knight Foundation, which has a proven track record of supporting programs that drive innovation in journalism. It will use $1 million to support U.S. grant-making in this crucial area. The other $1 million will augment the Knight News Challenge, which is accepting funding proposals from anyone, anywhere in the world, until December 1. Now in its fifth year, the News Challenge has supported projects like DocumentCloud, which aims to bring more investigative-reporting source material online so anyone can find and read it.

We’re eager to do even more internationally, so we will be investing the remaining $3 million in journalism projects in other countries through a similar partnership. Stay tuned for more details early next year.

We hope these grants will help new ideas blossom and encourage experimentation. As Thomas Edison once said, “When there’s no experimenting, there’s no progress. Stop experimenting and you go backward.” We look forward to working with the journalism community to help digital news move forward.

Posted by Nikesh Arora, President, Global Sales Operations and Business Development

http://googleblog.blogspot.com/2010/10/5-million-to-encourage-innov...
Commento da Tiziana Melloni il 26 Ottobre 2010 a 12:30
«far pagare agli utenti una parte dei contenuti on line, imporre ai motori di ricerca o alle telco una divisione degli utili e puntare sulle applicazioni a pagamento per i tablet possono essere forse utili palliativi, ma non colpiscono alle radici la malattia. Che si può invece affrontare solo individuando un nuovo modello di «ipergiornale» – come lo chiama l’autore (Enrico Pedemonte – giornalista studioso di new media e già corrispondente de “L’espresso” a New York – il suo ultimo libro è intitolato “Morte e resurrezione dei giornali”, Garzanti, 238 pagine, 4,60 euro) – fortemente caratterizzato da una funzione di pubblica utilità per una società trasparente e democratica. Insomma gli autori professionali di contenuti giornalistici possono reinventarsi solo se offrono "un impareggiabile valore aggiunto per gli utenti", in particolare per quanto riguarda il ruolo di cane da guardia del potere (locale o nazionale), di database, di controllo e verifica, di individuazione e analisi del sentire comune, ma anche di dialogo continuo con e tra gli utenti-lettori per lo sviluppo di servizi utili alla comunità».

Da:

http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/10/26/idee-pe...
Commento da Michele Forbicioni il 22 Ottobre 2010 a 11:19
Ciao Tiziana, auguri per il progetto. A porposito della tua richiesta per la realizzazione del piano di impresa. Io posso girarti uno strumento che ho creato per le mie esigenze è una serie di fogli di calcolo, è necessario entrarci un po dentro ( ma è uno scoglio che devi passare con qualsiasi strumento). Ovviamente free use.
Commento da Tiziana Melloni il 22 Ottobre 2010 a 11:13
Non sono sparita! Continuo a pensare attivamente al progetto di social magazine.

Ieri ho partecipato al seminario online della Poynter university "Covering Communities in a Time of Change: Reporting With Patchwork Nation".

Il seminario era molto centrato sulla realtà USA, tuttavia trovo molto intrigante il progetto

http://www.patchworknation.org/

che vi invito a visitare.

In tempi di citizen journalism, l'asticella per i professionisti deve alzarsi. La qualità dell'informazione è la vera sfida e non si può prescindere dalle banche dati.

Questo secondo me si collega al progetto citato da Alberto Cottica "Spaghetti open data"

http://www.cottica.net/2010/10/04/spaghetti-open-data-aggiornamento...

L'ingrediente determinante di un uso innovativo delle basi di dati secondo me è l'impiego preciso del geotag.
Commento da Tiziana Melloni il 20 Ottobre 2010 a 11:25
Grazie a tutti per i commenti. Una domanda: esiste su Kublai o altrove (open source), uno strumento più o meno preconfezionato per fare un business plan?

@angela: sono felice che in Kublai ci sia l'aspetto del coaching. Un particolare che a mio parere va molto curato è proprio quello della relazione tra tutte le persone che a vario titolo sono coinvolte in un progetto.

L'aspetto metodologico è secondo me fondamentale. A costo di impiegare magari un anno in più per far partire un'iniziativa, è essenziale gettare delle fondamenta solide di: democrazia interna ed esterna; partecipazione; elaborazione ed attuazione delle decisioni.

@marco: il punto più forte dei magazine locali che ci sono in giro è proprio quello di essere fortemente legati alla città-provincia ed immediati dintorni. (Aggregatori di notizie nazionali o addirittura internazionali soffrono del fatto di essere molto dispersi, a meno che non ci sia un'organizzazione molto ben curata, il che costa un botto). Le debolezze - per i siti italiani - sono: notizie non particolarmente rilevanti; notizie riprese da quotidiani locali o da comunicati stampa; commenti inappropriati; scarsa interazione tra cittadini-lettori e giornalisti. Quest'ultimo punto vale anche per The Voice of San Diego. I californiani sono da seguire ma bisogna pigliarli con le pinze perché la cultura giornalistica americana è molto diversa dalla nostra.

La piattaforma joomla è la mia base di partenza: 1) la usano i miei amici ingegneri softwaristi che creano i siti (farebbero anche quello del magazine); 2) costa poco; 3) la sappiamo già usare almeno in tre-quattro e non è difficile da imparare; 4) prevede già un pacchetto con social network integrato.
Commento da Marco il 20 Ottobre 2010 a 6:46
Ciao Tiziana...bellissima idea progettuale!
Io credo tu abbia 2 possibilità:
a) realizzare un buon magazine online
b) realizzare un magazine innovativo.
Io sarei per la seconda che ho detto.
Vengo al sodo.
Io trovo il tuo progetto fortemente innovativo.
Certamente per la linea editoriale che hai scelto, ma anche perchè intendi "montarlo" su un social network.
Ora però devi progettare il magazine. E devi progettare il social network.
Devi capire come il social network interagirà con il magazine (il social network sarà il motore di crowdsourcing del magazine?).
Devi capire quali altre iniziative tipo la tua sono già in pista (online) e quali sono i loro punti di forza/debolezza (ad esempio quali sono i punti di forza/debolezza di voiceofsandiego?)
Hai pensato di differenziare ulteriormente il tuo social media magazine agganciandolo a iniziative innovative di giornalismo come spotus.it?
Hai già immaginato se e come lo aggancerai ad altri social network (fabebook) e sistemi di micro-blogging (twitter)?
Hai già scelto la piattaforma tecnologica per il magazine e la piattaforma tecnologica per il social network? Sai già come integrarle in modo trasparente per l'utente? Oltre ai giornalisti, hai già le persona che ti cureranno l'infrastruttura software?
Allora, la mia proposta è questa: perchè non inizi con il piede giusto tirando giù una bozza di documento progettuale e consentendoci di aiutarti a migliorarlo?
Sinceramente penso il tuo progetto sia uno di quelli a cui kublai può dare un grosso contributo.

Io partirei sintetizzando i seguenti punti:
1) Bisogno (che il progetto intende soddisfare)
2) Obiettivo
3) L'Idea
4) Carattere Innovativo della proposta.

Insomma io scriverei bene un executive summary (qui lo chiamiamo elevator pitch). Poi, dopo i primi commenti partirei con la stesura del progetto completo fino ad arrivare al piano economico finanziario.
Potrà sembrarti un grosso impegno o forse anche una perdita di tempo, ma, questa valutazione facciamola alla fine della fiera vuoi?
Commento da Angelita Levato il 19 Ottobre 2010 a 11:27
Ciao Tiziana,
innnazitutto mi presento, faccio parte dello staff di coaching di kublai, sono esperta in sviluppo locale e mi occupo in particolare di individuare potenziali finanziamenti pubblici di supporto nella fase di start up e di sostegno delle idee imprenditoriali. Mi pare che la tua idea sia, già ad un buon punto di realizzazione. Hai individuato la sede, pertanto ritengo tu abbia già definito anche il piano degli investimenti. Hai, già, fatto un elenco delle attività materiali (ed anche immateriali) che vengono acquisite ed impiegate nel nuovo progetto? Come, inoltre, pensi di configurarti sotto il profilo giuridico? Sono entrata immediatamente nel merito del progetto, solo perchè ho letto che hai già la disponibilitò della sede e le risorse professionali adeguate.
Pertanto, stringo i tempi. Attendo una tua prima risposta, per poi approfondire meglio gli aspetti economici e le potenzialità di finanziamento.
A presto
Angelita
Commento da Tiziana Melloni il 18 Ottobre 2010 a 22:54
I am enrolled in "Covering Communities in a Time of Change: Reporting With Patchwork Nation". https://www.newsu.org/reporting-patchwork-nation
Commento da Tiziana Melloni il 18 Ottobre 2010 a 22:27
Esistono alcuni siti di notizie locali o regionali (fvg24 ad esempio pubblica esclusivamente video) e radio molto vivaci che da poco sono disponibili anche su web. I primi si basano prevalentemente su notizie riprese da comunicati stampa, agenzie e articoli ripresi dal quotidiano locale, "Il Piccolo", che a Trieste è un'istituzione sacra. Le radio sono vispe per quanto riguarda eventi e spettacoli, non altrettanto per le notizie più legate agli interessi dei cittadini. Anche in questo caso riprendono da fonti comuni, non originali.

Il magazine che ho in mente è molto focalizzato su argomenti che riguardano da molto vicino la vita delle persone: scuola, sanità, energia, spazzatura, tasse eccetera. Di questo scrive il quotidiano locale nelle pagine di Trieste, che d'altra parte sono piuttosto concentrate sulla cronaca, preferibilmente nera, e sugli intrighi politici. Lo spazio per i cittadini resta quindi poco.
 

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