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Commento da Nicola Salvi il 14 Marzo 2011 a 15:14

 

ciao Rachele
è tanto tempo che non ci dai aggiornamenti sulla tua idea, come va?
Mi è parso di aver notato un certo incremento di attenzione sul tema del riciclo creativo, anche da parte di aziende importanti.
Mentre ho saputo che in Brasile si fanno moltissimi laboratori nelle scuole per il riciclo creativo.
Mi sembra una tendenza in espansione

Commento da Rachele Ronchi il 23 Giugno 2010 a 15:45
Grazie dei suggerimenti, il sito di reciclart lo conoscevo ed è anche ben fatto!Aprire un sito si, sarebbe l'ideale ma con le mie elementari conoscenze in campo di sviluppo devo per forza appogiarmi a dei professionisti ed il prezzo per il progetto ideale è piuttosto alto (per questo aspetto). Di siti italiani (e non) che trattano l'argomento ce ne sono molti, ciascuno orientato secondo il proprio taglio (chi si rivolge all'arte e agli artisti, chi al grande pubblico e relega l'argomento in questione a una sottocategoria, chi si rivolge ai designer..insomma di link ne ho raccolti diversi, ed alcuni portali - www.greenme.it- hanno messo a disposizione degli utenti una specie di guida simile a quell che volevo realizzare io).
Di collanti atossici ne esistono, certo, diciamo però che dal punto di vista della coerenza etica bisognerebbe utilizzare solo ed esclusivamente materiali di seconda mano, quindi i collanti sono esclusi quasi per definizione, non essendo (credo) in nessun modo riciclabili. A quanto ho avuto modo di vedere gli artisti diciamo 'integralisti', cercano di unire i pezzi altrimenti (ad esempio con ganci o simili)ma diventa piuttosto complicato e cavilloso, e a volte impraticabile.
Grazie comunque dei suggerimenti e, per chi si è linkato, spero che le idee che ho trovato e pubblicato fin'ora possano risultare interessanti. Appena riesco ad attivare il blog vero e proprio (ma per farlo volevo avere un piccolo 'bagaglio' di oggetti realizzati da me in modo da poter scrivere passo passo come fare) pubblicherò l'indirizzo.
a presto e grazie ancora
Commento da Federico V. il 22 Giugno 2010 a 10:16
Ciao Rachele sono Federico V. dello staff di Kublai
Complimenti per il progetto, lo trovo davvero molto interessante
Direi che il passo di aprire un sito è fondamentale per ricevere dei contributi attivi da parte delle (molte, ne sono sicuro) persone che sono interessate al riciclaggio.
A questo proposito, ho trovato molto interessate questo sito (credo sia governativo) inglese per l'organizzazione delle iinformazioni e questo italiano che sembra essere un punto di incontro per artisti che utilizzano materiale di riciclo per le loro opere.
Io gli darei un'occhiata tanto per orizzontarmi un po'...
Commento da Nicola Salvi il 22 Giugno 2010 a 10:10
Ciao Rachele, vado ad iscrivermi alla tua pagina su fb. Riguardo i collanti, non ne esistono alcuni atossici?
Commento da Rachele Ronchi il 21 Giugno 2010 a 20:24
Ciao a tutti, per il momento ho attivato una pagina Facebook dove posto gli articoli, progetti, artisti e notizie relative al tema ed ho inserito anche alcuni lavori.
Vi lascio il link, se vi interessa dare un'occhiata alle idee che sono riuscita a raccogliere e magari provare a metterle in pratica:
http://www.facebook.com/pages/RIcreAMI/122665111100119
Per quanto rigurda il database-portale è un progetto piuttosto costoso, per cui penso che per il momento mi limiterò ad aprire un eventuale sito Wordpress, nel frattempo sto verificando alcuni dei suggerimenti che ho trovato e pubblicato e risultano non solo fattibili, ma anche divertenti e semplici da realizzare. In particolare ho fatto alcuni fiori da bottiglie di plastica, sto completando una lampada in bottiglitte di probiotico, una scatola con i tappini dei dispenser del dolcificante e un'altra con i chip delle cartucce della stampante.
Sono tutte strutture modulari e facilmente assemblabili.l'unico problema resta l'etica, nel senso che evitare di usare collanti a volte risulta praticamente impossibile.
Commento da Nicola Salvi il 4 Maggio 2010 a 17:01
Certo, mi sembra di capire che sia un prodotto editoriale complesso ma che si possa partire anche con un CMS tipo wordpress... guarda questo per es http://www.tiragraffi.it/
Commento da Rachele Ronchi il 4 Maggio 2010 a 12:38
bé, non credo che non abbia avuto costi: mi sembra che sia molto più di un semplice blog, è un prodotto editoriale complesso.
Comunque grazie, appena avrò finito di stilare il piano progettuale vedrò di realizzare qualcosa di concreto, magari partendo dai social network
Commento da Nicola Salvi il 4 Maggio 2010 a 12:03
Rachele
in questi casi, vale più la pratica che la teoria.

Se pensi che ci sia interesse intorno all'argomento e vuoi realizzare un sito, c'è poco da pensare, fallo.

Non ci vuole nessuna infrastruttura costosa, basta un blog. Guarda greenme.it per esempio...
Commento da Rachele Ronchi il 3 Maggio 2010 a 23:45
Ciao a tutti.
Speravo di trovare altri suggerimenti critici o qualche commento, sempre critico, in merito agli obiettivi.
Quel che posso dire con un pò di rammarico è che ormai molte delle mie idee sono state implementate altrove, in siti già avviati e con un certo seguito.
Inoltre fortunatamente le industrie si stanno muovendo nell'utilizzo di materiali sempre più biodegradabili.
Se avete altri spunti utili...
Commento da Rachele Ronchi il 27 Aprile 2010 a 19:09
Allora,
anzitutto grazie, tante risposte!
Inizio dicendo che online ancora non c'è niente: ho aperto una pagina Facebook ma sto ancora pensando ad un logo.
L'idea fino a metà maggio resterà progettuale, nel senso che la sto ordinando perché è finalizzata principalmente ad essere presentata come risultato di un corso di formazione.
In relazione al mercato nero dei rifiuti non ho molte informazioni e, per quanto sia una bella problematica esula, diciamo. dai miei interessi, così come puntare su un riciclo che sia finalizzato al commercio successivo di materiali/elemnti da rivendere come ricambi o materie da riutilizzare.
L'obiettivo mio era duplice:
-permettere a chi opera tali pratiche di riciclaggio creativo, a qualsiasi livello (sia esso un'azienda, un artigiano o un ambiente sociale dove si svolgono corsi) di essere visibile chiaramente (per chi è cosa fa dove si trova e come raggiungerlo, tipo indirizziario) e se desidera, anche di pubblicare eventi e pubblicizzarsi, e soprattutto di individuare bene le aziende che posso essere disponibili ALMENO a prendere in considerazione le sue richieste. E' emerso infatti una certa difficoltà per chi opera su questo fronte di approviggionamento risorse. Esistono dei centri e associazioni che raccolgono alcune cose dalle aziende ma sono poche e li usano prettamente per i bambini e le scuole (mi riferisco a ReMida, piuttosto famoso come realtà) tagliando però così fuori tutta una serie di operatori che, solitramente, operano stabilendo contatti diretti con alcune aziende. Io volevo semplicemente render loro la strada più facile segnalando appunto le industrie che possono essere disposte, per quali materiali e a che prezzo.
-diffondere tali semplici pratiche anche alla 'massa' sia sfruttando il periodo di crisi che incentiva ad esser più parsimoniosi, sia l'attuale moda green che aiuta a superare i pregiudizi che c'erano fin'ora rigurdo alle cose di scarto, sia infine la tendenza alla personalizzazione/ricerca di unicità dei prodotti (un prodotto realizzato con 'scarti' non è mai identico a un altro)
la killer application dovrebbe esser un ricettario e la possibilità di trovare indicazioni su come fare per realizzare certi oggetti con certi materiali.
Ora, il preblema che più mi sta a cuore è l'incertezza legata all'effettiva utilizzazione: resta sempre una risorsa virtuale, per cui liberamente consultabile e poco quantificabile nella sua effettiva applicazione, e poco sicura come attività; per questo nel mio piccolo partirei con attivare dei laboratori insieme a qualche altra persona che già se ne occupa.
Altri problemi restano i costi (abbastanza elevati almeno per la realizzazione della piattaforma) e i ricavi (complicati da individuare e quantificare prima di un test effettivo della piattaforma).
In base a quanto ho potuto valutare sulla base delle esperienze di altri,lla risposta sembra buona e l'interesse verso le tematico ecosostenibili continua ad aumentare.
 

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