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Progetto di cooperativa sociale Seconda Chance

Informazioni

Progetto di cooperativa sociale Seconda Chance

cooperativa sociale volta al recupero di Senza fissa dimora, attraverso dei servizi per la cittadinanza

Luogo: Milano
Membri: 22
Attività Recenti: 5 Nov 2011

Presentazione dell’idea: Seconda chance è una cooperativa sociale situata nel quartiere Isola a Milano e rappresenta un luogo dove le persone senza fissa dimora possono avere una “seconda chance” per riabilitarsi alla socialità e al lavoro. La cooperativa offrirà una serie di servizi al quartiere erogati tramite l’impiego delle persone senza fissa dimora (regolarmente messe sotto contratto dalla cooperativa) ovvero: giardinaggio, dog sitting, piccole commissioni per anziani e disabili, imbiancatura, sgombero cantine e solai, officina delle biciclette, piccoli lavori di riparazione e un piccolo punto di ristoro. L’obiettivo della cooperativa è quello di reinserire gradualmente i senza fissa dimora nella società, creando un percorso di interazione tra queste persone e la comunità del quartiere in cui vivono e lavorano.

Descrizione dell’idea: L’idea centrale è quella di creare un centro gestito da una cooperativa formata da una comunità di quartiere (volontari e operatori) che provvede al recupero delle persone senza fissa dimora, offrendo loro servizi per la riqualificazione professionale e il reinserimento sociale, attraverso lo scambio di lavoro, di esperienze, momenti e spazi di aggregazione da condividere con il quartiere.
La cooperativa lavora su due fronti: da un lato offre servizi a coloro che per motivi economici o famigliari si trovano a non avere più un lavoro e una casa, dall’altro valorizza le potenzialità di queste persone offrendo un sistema di servizi rivolti agli abitanti del quartiere.
Il servizio non opera con tutti i senzatetto, ma è mirato a coloro che si trovano in questa situazione da breve tempo, in quanto sono più facilmente recuperabili anche a livello psicologico (circa il 50% dei senzatetto si trova in strada per motivi legati alla perdita del lavoro o per problemi familiari).
Si tratta di soggetti che attualmente usufruiscono dei dormitori della città, ma presentano la volontà di reintegrarsi nella società attraverso una seconda chance offerta dalla Cooperativa.

Il centro Seconda Chance verrà situato inizialmente nel quartiere Isola, scelto per la sua particolare realtà sociale (età e composizione della popolazione, storico legame con le attività artigianali, ricchezza di iniziative sociali). Questo non esclude che se l’iniziativa dovesse funzionare centri come questo, potrebbero sorgere in altri quartieri della città. Il legame con il quartiere è infatti fondamentale per il funzionamento del servizio, in quanto i cittadini diventano i clienti del centro e creano con questo un rapporto di fiducia possibile solo all’interno di comunità ristrette.
I senza tetto che si presentano nei dormitori e che possono essere recuperati, vengono indirizzati al centro. Il centro si occupa del loro recupero offrendo formazione professionale e un lavoro part-time della durata di sei mesi, in cui il senza tetto svolge lavori per il quartiere, aiutato da tutor volontari. Allo stesso tempo il centro supporterà queste persone nella ricerca di un’abitazione e di un lavoro definitivo per concretizzare il loro reinserimento.
L’intervento proposto è innovativo soprattutto per il suo modello economico in quanto Seconda Chance è pensato per essere socialmente ed economicamente autosufficiente (esistono molte realtà come quella proposta da noi, però quasi tutte legate a forme di beneficenza o di assistenzialismo), basandosi principalmente sulla partecipazione attiva e lavorativa dei “mai più senza tetto”, che riducono al minimo le spese di gestione del centro.
Seconda Chance favorisce la ri-costruzione di un rapporto di fiducia tra la comunità del quartiere verso le persone spesso emarginate dalla società e con pochissime occasioni di riscatto sociale. Il meccanismo della fiducia è il nodo, la chiave mancante in altre realtà di questo tipo.

Forum di discussione

Seconda chance slides prima versione giugno 2010 1 Risposta 

Inserisco qui una presentazione che spero chiarisca meglio il nostro progettoPieraContinua

Iniziata da piera giordano. Ultima risposta di Nicola Salvi 28 Lug 2010.

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Commento

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Commento da GIUSEPPINA BROGNA il 15 Aprile 2011 a 1:05
non conoscendo milano, non so dove sia esattamente questo quartiere isola, sembrerebbe per l'offerta di servizio dedicato, inserire la cooperativa nei pressi della stazione ferroviaria, in modo che sia il più vicino possibile alla "domanda". la scelta del quartiere isola è attinente anche a un problema di affitto in zone diverse, come quella appena proposta? spesso i senzatetto non sono informati delle possibilità loro offerte, un luogo diverso da quello abitualmente frequentato porterebbe al rischio di forbice tra domanda ed offerta, a meno che non vi sia una perenne attività di promozione del centro nei luoghi opportuni. inoltre, il quartiere è facilmente raggiungibile dalla stazione centrale? quanto pesa al senzatetto raggiungere il posto ideato? si tratta di un'idea piena di umanità, ma spesso si tratta di una scelta di vita alterata, difficilmente modificabile, quindi sarebbe opportuno anche un buon supporto psicologico.  a seguito di un'effettiva volontà del soggetto, si potrà procedere a una seconda chance..spesso le uniche cose che cercano sono cibo e un buon letto, e soprattutto tanta "compagnia"...che a volte è più utile di una seduta dal psicanalista...utilizzabile come prima fase dell'accoglimento, cui far seguito il reinserimento sociale; il vedersi catapultare immediatamente in una realtà "distante" e per certi versi "sconosciuta" potrebbe spaventare chi versa in una situazione disagiata. considerando anche lo spavento e la sfiducia verso il prossimo insita in questi soggetti, che fuggono da una realtà considerata frustrante e sfruttatrice. qual'è la percezione di un clochard di fronte a una nuova proposta di lavoro? credo la prima impressione sia "date le mie condizioni, vogliono sfruttarmi", quindi sarebbe opportuno anche una sorta di indagine diretta tramite questionario sui desideri di questi ultimi, in modo da indirizzare il proprio agire futuro...in bocca al lupo
Commento da piera giordano il 25 Giugno 2010 a 13:23
ciao alberto,abiamo visto l'iniziativa, mi sembra ottimo l'intento (non assistenziale) e lo scopo principale, se ho capito bene, si limita soltanto alla vendita delle riviste,: la cosa mi ricorda un po' l'iniziativa milanese "scarp de' tenis".
Apriremo una discussione sul forum per il benchmarking, grazie ancora.
Commento da Mr Volare aka Alberto Cottica il 24 Giugno 2010 a 23:43
Ciao Piera, ho riletto un po' di cose e mi è venuta in mente l'iniziativa madre di tutte quelle che collegano disagio sociale a attività economiche di mercato (non, quindi, assistenziali): The Big Issue, a Londra. Anzi, forse varrebbe la pena che aprissi una discussione sul forum per fare quello che alcuni chiamano benchmarking, cioè "una rassegna di esperienze simili al mio progetto, con una discussione delle somiglianze e differenze tra queste e quello".
Commento da piera giordano il 23 Giugno 2010 a 17:27
grazie a te per la tua partecipazione al nostro progetto!
Speriamo di risentirci presto!
Commento da Luca Massimo Ferrabue il 23 Giugno 2010 a 17:23
Piera ti prego di continuare in questo senso. Devo purtroppo abbandonare la discussione per andare a prendere mio figlio all'oratorio estivo.
Grazie per le tue spiegazioni e le tue idee.
LMF
Commento da piera giordano il 23 Giugno 2010 a 17:12
non preoccuparti! Se hai altri commenti da farci sono sicuramente i benvenuti.
In realtà trovo molto utili tutti i commenti che ci sono stati fatti.
Ho modificato il testo del progetto con una versione aggiornata
Commento da Matteo il 23 Giugno 2010 a 17:08
Non avevo visto le slide della presentazione, sorry!
Commento da piera giordano il 23 Giugno 2010 a 16:49
Alcuni di questi servizi sono già ipotizzati nella nostra idea, per altri invece le competenze tecniche di base richieste sono troppo complesse, come l'elettricista o l'idraulico. La nostra fase di formazione dura due settimane circa
Commento da Matteo il 23 Giugno 2010 a 16:45
Una servizio che mi viene in mente e potrebbe essere in linea con la vostra idea potrebbe essere la "cooperativa dei lavori domestici", con dentro persone che imparino a fare l'elettricista, l'idraulico,il facchino,il falegname, il muratore.
Spesso sono servizi difficili da reperire senza una rete di conoscenze, diventare un punto di riferimento potrebbe essere una via, una sorta di Affidabili.it però in ogni quartiere.
Commento da piera giordano il 23 Giugno 2010 a 16:28
x Matteo
Noi abbiamo ipotizzato dei lavori semplici e molto legati all'artigianato, abbiamo previsto a questo proposito una fase di analisi del mercato potenziale del quartiere, prima di avviare il centro.
Sicuramente è una mancanza del nostro progetto quella di non aver controllato le offerte già esistenti in Isola, però vorremmo anche rendere applicabile lo stesso modello a qualsiasi quartiere di Milano.
 

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