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Progetto Autismo

Fondare una struttura che si occupi dei ragazzi e di giovani adulti affetti da disturbi dello spettro dell'autismo cercando di svilupparne le capacità creative.

Luogo: Milano
Membri: 19
Attività Recenti: 12 Mag 2011

PROGETTO AUTISMO

PROGETTO AUTISMO Fondare una struttura che si occupi dei ragazzi e di giovani adulti affetti da disturbi dello spettro dell'autismo cercando di svilupparne le capacità creative, auspicando così il loro passaggio da disabili assistiti a cittadini.
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Premessa.
COS’E’ L’AUTISMO
L’autismo rappresenta un disturbo diffusosi purtroppo esponenzialmente nel corso degli ultimi vent’anni, un po’ su tutto il globo.
Esso interessa la funzione celebrale: la persona affetta da tale patologia mostra una marcata diminuzione dell’integrazione sociale e della comunicazione, anche se attualmente risultano ancora sconosciute le cause di tale manifestazione.
I SINTOMI DELL’AUTISMO
Questo disturbo interessa la funzione celebrale. Esso azzera o limita, attraverso il fenomeno dell’ecoalia (ripetizione di parole udite, con intervalli immediati o più prolungati), la comunicazione verbale dei soggetti colpiti. Inoltre questi si muovono attraverso azioni stereotipate, e manifestano una grande attenzione all’abitudine, all’ordine delle cose: al contrario, l’inquietudine dovuta, ad esempio, allo spostamento di un oggetto ed all’impossibilità di riportarlo al suo posto originario, può provocare crisi di pianto o di riso, aggressività, ma anche passività assoluta dinanzi a qualsiasi stimolo.
I TRATTAMENTI DELLA MEDICINA VERSO L’AUTISMO
La natura complessa della malattia non ha permesso lo sviluppo di una ’strada’ certa: non è possibile attuare trattamenti uguali per tutti i soggetti, per tutte le età, per tutte le molteplici esigenze. In ogni caso, sono previsti dei ‘percorsi’ di crescita, che vedono nelle figure dei genitori due pilastri fondamentali, poichè essi possono, durante la vita quotidiana, sfruttare il massimo periodo utile d’apprendimento dei bambini, limitando di fatto le conseguenze dovute allo sviluppo dell’autismo.

E DOPO?
Qui si presenta il primo grande ostacolo per i soggetti autistici , il passaggio da bambini (dove anche se in modo discontinuo e disorganizzato è garantito la frequentazione scolastica) ad adulti.
Il futuro (vero problema delle famiglie), nella maggioranza dei casi, gli autistici vivono con i genitori finché questi non potendo più assisterli li “affidano” ad istituti dove passeranno il resto della loro vita, alcuni i più fortunati vivranno in strutture assistite dove potranno eseguire dei piccoli lavori e vivere in comunità.

Perché PROGETTO AUTISMO

(Carattere Innovativo del Progetto).

L’intento di progetto autismo è trovare un’altra via all’integrazione. Forti di iniziative analoghe (l’officina dell’arte, cascina Rossago, ecc) dove è possibile percorrere e realizzare questo nostro sogno. Abbiamo pensato ad una struttura flessibile articolata in due parti:

La prima di sostegno ai ragazzi studenti, dove è possibile un aiuto concreto per la formazione scolastica, permettendo il superamento di difficoltà legate all’approccio educativo. Utilizzando educatori formati con metodologie specifiche (A.B.A.., T.E.A.C.C.H.).

La seconda, progetto autismo invece seguirà i ragazzi dopo la scuola inserendoli in un progetto artistico/professionale dove potranno conoscere e sviluppare processi lavorativi atti ad una creazione di un manufatto partendo dalla fase progettuale fino alla loro realizzazione. Finendo, (perché no?) anche ad una possibile vendita con il pubblico.

COME?
L’idea che avevo in mente per il progetto è la seguente:

creare una struttura che si occupi dei ragazzi (scuola superiore) e di giovani adulti affetti da “disturbi dello spettro dell'autismo”.
Chi verrà seguito dalla struttura dovrà essere autonomo per quanto riguarda la cura personale del proprio corpo, dovrà essere capace di eseguire piccoli compiti in autonomia.
I ragazzi saranno seguiti da educatori (formati sulla cura dell’autismo) per poter stabilire insieme il percorso didattico della scuola superiore. Dando la possibilità al ragazzo di creare un metodo di studio e poter affrontare eventuali difficoltà. Il servizio dovrebbe svolgersi nel pomeriggio (tre, quattro ore) dalle 14 alle 18.
Per quanto riguarda i giovani adulti si dovrebbero creare 2 gruppi uno alla mattina uno al pomeriggio (durata 4 ore) dove i ragazzi dovrebbero imparare un’attività artigianale seguito da un esperto e da educatori.
Sarebbe interessante anche condividere tra i due gruppi l’ora di mensa, dove sarebbe possibile avere un momento di condivisione comune.
La struttura vorremmo farla in un piccolo centro della regione Lombardia (ad esempio Crema)
In un posto il più silenzioso possibile o molto tranquillo con una discreta possibilità di accesso..
RISULTATO ATTESO
Il risultato atteso dal progetto, (di questo siamo pienamente convinti) è tracciare la via
ad altre attività analoghe, dove è possibile creare una rete sempre più fitta dove nessun
autistico sia lasciato solo nella sua disabilità.

Forum di discussione

Quale potrebbe essere la forma societaria più adatta? 1 Risposta 

Pensavamo ad una Associazione di persone, analizzando il fatto che, soprattutto inizialmente, dobbiamo commisurarci con grosse variabili. L' idea sarebbe poi di verificare i finanziamenti ricevuti e…Continua

Iniziata da Marino Pochintesta. Ultima risposta di Nicola Salvi 17 Mag 2010.

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Commento

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Commento da fabio valenti il 12 Maggio 2010 a 12:52
Grazie Angelita, sono contento che hai colto appieno il nostro progetto infatti il nostro obiettivo è proprio quello di portare il soggetto autistico dalla scuola superiore all’inserimento di processo lavorativo.
Per quanto riguarda l’intervento scolastico, nostra intenzione sarebbe quella di intervenire su soggetti che hanno superato le scuole medie. Vorremmo concentrarci con quei soggetti con una diagnosi di Autismo ad alto funzionamento o Asperger. Utilizzando con loro il metodo formativo in loro possesso. (T.E.A.C.C.H., o A.B.A)
Per quanto riguarda l’inserimento lavorativo all’inizio la necessità che abbiamo è quella di trovare soggetti autstici più compatibili con le nostre attività. Perché la creazione di un progetto, la lavorazione di un manufatto può coinvolgere negativamente alcuni soggetti invece di altri. Bisogna sapere che queste persone hanno (di solito) importanti problemi sensoriali, ma variano da soggetto a soggetto. Quindi più che ad un livello cognitivo o una gravità del problema autistico, bisognerà confrontarsi con il singolo soggetto per capire eventualmente se esistono delle difficoltà superabili (modificando il processo lavorativo, oppure mettendo delle cuffie se l’ambiente lavorativo è particolarmente rumoroso per il ragazzo, ) oppure insuperabili.
Commento da Angelita Levato il 6 Maggio 2010 a 17:39
Ciao Marino,
se ho compreso bene, nella bozza di progetto descritta da Fabio dovreste procedere su due linee di intervento, riabilitativo e abilitativo:
1) Con programmi di formazione scolastica;
2) Con programmi mirati alla formazione professionale e all’inserimento lavorativo;
Il due programmi di fatto sono parte integrante l’uno dell’altra. Magari è necessario approfondire questi due aspetti, strutturandoli anche per fasce di età e per tipologia di intervento offerto. Vi aiuterà, complessivamente, nell’organizzazione dell’intera struttura. Qual è la forma giuridica a cui avete pensato? Credo sia importante avviare rapporti con altre realtà ed enti non profit attivi sul campo. Creare una strutturata rete di partnership che sostengono a 360° la vostra iniziativa è per voi necessario. Avete già avviato qualche contatto? L’officina dell’arte ad esempio è nata anche grazie al sostegno di due fondazioni. Una è UMANA MENTE sostiene i progetti non solo con un contributo economico, ma creando con l'ente una partnership vera e propria; l’altra è la Fondazione Bambini e Autismo ONLUS, che, attualmente, ha Centri dislocati in Friuli Venezia Giulia e in Emilia Romagna - dove opera in convenzione e/o accreditamento con gli enti pubblici. Perché non provate a mettervi in contatto con loro?
A presto
Angelita
Commento da Nicola Salvi il 6 Maggio 2010 a 15:26
Ciao Fabio, è un buon inizio... mi prendo un po' di tempo per commentarlo.
Piuttosto Marino, potresti spostare questo testo lungo nella casella di testo sotto il logo? In questo modo lo vedono tutti, altrimenti tra i commenti sparisce presto.

Oppure mettete il testo in un documento tipo pdf e lo caricate sempre sopra...
Commento da fabio valenti il 6 Maggio 2010 a 15:00
Ciao Marino questo può essere un avanzamento della bozza di progetto: cosa ne pensate?




PROGETTO AUTISMO Fondare una struttura che si occupi dei ragazzi e di giovani adulti affetti da disturbi dello spettro dell'autismo cercando di svilupparne le capacità creative, auspicando così il loro passaggio da disabili assistiti a cittadini.



PROGETTO AUTISMO
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Premessa.
COS’E’ L’AUTISMO
L’autismo rappresenta un disturbo diffusosi purtroppo esponenzialmente nel corso degli ultimi vent’anni, un po’ su tutto il globo.
Esso interessa la funzione celebrale: la persona affetta da tale patologia mostra una marcata diminuzione dell’integrazione sociale e della comunicazione, anche se attualmente risultano ancora sconosciute le cause di tale manifestazione.
I SINTOMI DELL’AUTISMO
Questo disturbo interessa la funzione celebrale. Esso azzera o limita, attraverso il fenomeno dell’ecoalia (ripetizione di parole udite, con intervalli immediati o più prolungati), la comunicazione verbale dei soggetti colpiti. Inoltre questi si muovono attraverso azioni stereotipate, e manifestano una grande attenzione all’abitudine, all’ordine delle cose: al contrario, l’inquietudine dovuta, ad esempio, allo spostamento di un oggetto ed all’impossibilità di riportarlo al suo posto originario, può provocare crisi di pianto o di riso, aggressività, ma anche passività assoluta dinanzi a qualsiasi stimolo.
I TRATTAMENTI DELLA MEDICINA VERSO L’AUTISMO
La natura complessa della malattia non ha permesso lo sviluppo di una ’strada’ certa: non è possibile attuare trattamenti uguali per tutti i soggetti, per tutte le età, per tutte le molteplici esigenze. In ogni caso, sono previsti dei ‘percorsi’ di crescita, che vedono nelle figure dei genitori due pilastri fondamentali, poichè essi possono, durante la vita quotidiana, sfruttare il massimo periodo utile d’apprendimento dei bambini, limitando di fatto le conseguenze dovute allo sviluppo dell’autismo.


E DOPO?
Qui si presenta il primo grande ostacolo per i soggetti autistici , il passaggio da bambini (dove anche se in modo discontinuo e disorganizzato è garantito la frequentazione scolastica) ad adulti.

Il futuro (vero problema delle famiglie), nella maggioranza dei casi, gli autistici vivono con i genitori finché questi non potendo più assisterli li “affidano” ad istituti dove passeranno il resto della loro vita, alcuni i più fortunati vivranno in strutture assistite dove potranno eseguire dei piccoli lavori e vivere in comunità.

Perché PROGETTO AUTISMO

(Carattere Innovativo del Progetto).

L’intento di progetto autismoI è trovare un’altra via all’integrazione. Forti di iniziative analoghe (l’officina dell’arte, cascina Rossago, ecc) dove è possibile percorrere e realizzare questo nostro sogno. Abbiamo pensato ad una struttura flessibile articolata in due parti. La prima di sostegno ai ragazzi studenti, dove è possibile un aiuto concreto per la formazione scolastica, permettendo il superamento di difficoltà legate all’approccio educativo. Utilizzando educatori formati con metodologie specifiche (A.B.A.., T.E.A.C.C.H.).

La seconda, progetto autismo invece seguirà i ragazzi dopo la scuola inserendoli in un progetto artistico/professionale dove potranno conoscere e sviluppare processi lavorativi atti ad una creazione di un manufatto partendo dalla fase progettuale fino alla loro realizzazione. Finendo, (perché no?) anche da una possibile vendita con il pubblico.

COME?
L’idea che avevo in mente per il progetto è la seguente:

creare una struttura che si occupi dei ragazzi (scuola superiore) e di giovani adulti affetti da “disturbi dello spettro dell'autismo”.
Chi verrà seguito dalla struttura dovrà essere autonomo per quanto riguarda la cura personale del proprio corpo, dovrà essere capace di eseguire piccoli compiti in autonomia.
I ragazzi che seguiranno la scuola superiore saranno seguiti da educatori (formati sulla cura dell’autismo) per poter seguire insieme il percorso didattico della scuola superiore. Dando la possibilità al ragazzo di creare un metodo di studio e poter affrontare eventuali difficoltà. Il servizio dovrebbe svolgersi nel pomeriggio (tre, quattro ore) dalle 14 alle 18.
Per quanto riguarda i giovani adulti si dovrebbero creare 2 gruppi uno alla mattina uno al pomeriggio (durata 4 ore) dove i ragazzi dovrebbero imparare un’attività artigianale seguito da un esperto e da educatori.
Sarebbe interessante anche condividere tra i due gruppi l’ora di mensa, dove sarebbe possibile avere un momento di condivisione comune.
La struttura vorremmo farla in un piccolo centro della regione Lombardia (ad esempio Crema)
In un posto il più silenzioso possibile o molto tranquillo con una discreta possibilità di accesso..


Risultato atteso.
Il risultato atteso dal progetto, (di questo siamo pienamente convinti) è tracciare la via ad altre attività analoghe, dove è possibile creare una rete sempre più fitta dove nessun autistico sia lasciato solo nella sua disabilita.
Commento da Marino Pochintesta il 6 Maggio 2010 a 14:57
Crema si (e ci) fa attendere....appuntamento posticipato a Giugno: almeno abbiamo un contatto qualificato e competente e posso occupare questo periodo in alcune cose importanti.
Innanzitutto il logo (che ne pensate?) lo miglioriamo lo cambiamo lo teniamo?
Fatemi sapere.....Poi la partecipazione e soprattutto l' ascolto di esperienze simili anche qui su kublai per ampliare le mie conoscenze. Infine la stesura della bozza di progetto anche se preferisco definirla e pubblicarla a giugno ci posso cominciare a lavorare.
Sarò anche online il più possibile ovviamente!
Commento da Nicola Salvi il 3 Maggio 2010 a 15:39
interessanti questi sviluppi... restiamo in attesa di conoscere le evoluzioni
Commento da Marino Pochintesta il 28 Aprile 2010 a 16:18
Sto attendendo una risposta da Anffas Crema che sembrerebbe ben disposta ad avviare un programma comune. Non volevo postare il messaggio perchè non ne sono ancora sicuro personalmente e soprattutto andranno chiarite meglio le rispettive competenze. Mi sembra giusto tenervi al corrente ma non volevo fare nomi di persone o enti senza il loro assenso (ok l'ho già fatto). La loro velocità non è la nostra, ma sono assolutamente fiducioso. Nicola hai ragione sui tempi eccome me ne sto accorgendo!!! Grazie Angelita sei preziosissima in effetti l' Officina dell' arte è molto più vicina ai nostri intenti rispetto a Cascina Rossago per esempio, è bellissimo e soprattutto molto ben strutturato, a quanto sembra se riuscissimo a fare una piccola parte di quello che fanno loro avrei ottenuto già un traguardo importante.
Commento da Angelita Levato il 27 Aprile 2010 a 14:42
Ciao Marino,
in attesa (come sai) di leggere un tuo documento, che riassume la tua iniziativa, mi è venuto in mente che l'Unione europea interviene concedendo aiuti a favore di organismi pubblici e privati (università, imprese, gruppi d’interesse, O.N.G. e individui in certi casi) per realizzare progetti o attività connesse alle politiche dell'Unione europea stessa. La maggior parte dei finanziamenti concessi non sono versati direttamente dalla Commissione europea, ma sono gestiti attraverso le amministrazioni nazionali e/o regionali degli Stati membri. È il caso degli aiuto concessi nell’ambito della politica regionale dell'Unione europea, come ad esempio avviene per il regolamento (CE) n. 800/2008 che definisce i criteri di valutazione della compatibilità degli Aiuti di Stato a favore dei lavoratori svantaggiati e disabili. Tali aiuti devono determinare innanzitutto un cambiamento di comportamento da parte del beneficiario degli aiuti e per le imprese un incremento netto del numero dei dipendenti svantaggiati e disabili.
Le sovvenzioni coprono ambiti di intervento molto differenti (la ricerca, l’educazione, la sanità, la protezione dell’ambiente, l’aiuto umanitario, ecc.). Ci sono poi anche aiuti concessi direttamente dalla Commissione sono programmati nel tempo.
Entro il 31 marzo di ogni anno, i Servizi e Direzioni generali della Commissione europea responsabili dei programmi di aiuto pubblicano sul loro sito internet il programma di lavoro annuale. Di seguito, i servizi della Commissione emettono dei bandi, pubblicati sul loro sito internet, ma che possono anche essere pubblicati sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Mi chiedevo se avessi approfondito eventualmente anche questo canale.
A presto
Angelita
Commento da Nicola Salvi il 27 Aprile 2010 a 12:24
Bene Fabio, a questo punto siete in team... piacere di averti qui
Commento da fabio valenti il 27 Aprile 2010 a 11:29
Ciao a tutti, mi presento, sono Fabio Valenti, vivo a Milano, sono il papà di un bambino autistico di sette anni. Sono a conoscenza della sua malattia dal 2006.
Mio figlio pur avendo una disabilita al 100 %, in questo momento ha un solo trattamento alla settimana da 45 minuti di logopedia dato dall’Asl.
In Lombardia (come del resto in tutta Italia) mio figlio ha diritto soltanto al 50% delle ore in suo diritto con un insegnante di sostegno (vige il rapporto un insegnante di sostegno ogni due bambini disabili al 100%).
Il futuro si presenta ancora a tinte più fosche, dopo la scuola dell’obbligo difficilmente avrà possibilità ad accedere a scuole dove poter continuare autonomamente gli studi o avere la possibilità di inserirsi senza bisogno di aiuto nel mondo del lavoro.
Ad oggi strutture che permettono un aiuto agli autistici sono poche e isolate.
Per questo insieme a Marino, abbiamo pensato a creare una struttura dove poter aiutare queste persone a seguire un percorso che permetta a loro di avere una vita più soddisfacente ed inserita nel mondo del lavoro, per permettere così il passaggio, che noi auspichiamo, da disabili assistiti a cittadini.
 

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