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Progetto Autismo

Fondare una struttura che si occupi dei ragazzi e di giovani adulti affetti da disturbi dello spettro dell'autismo cercando di svilupparne le capacità creative.

Luogo: Milano
Membri: 20
Attività Recenti: 12 Giu

PROGETTO AUTISMO

PROGETTO AUTISMO Fondare una struttura che si occupi dei ragazzi e di giovani adulti affetti da disturbi dello spettro dell'autismo cercando di svilupparne le capacità creative, auspicando così il loro passaggio da disabili assistiti a cittadini.
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Premessa.
COS’E’ L’AUTISMO
L’autismo rappresenta un disturbo diffusosi purtroppo esponenzialmente nel corso degli ultimi vent’anni, un po’ su tutto il globo.
Esso interessa la funzione celebrale: la persona affetta da tale patologia mostra una marcata diminuzione dell’integrazione sociale e della comunicazione, anche se attualmente risultano ancora sconosciute le cause di tale manifestazione.
I SINTOMI DELL’AUTISMO
Questo disturbo interessa la funzione celebrale. Esso azzera o limita, attraverso il fenomeno dell’ecoalia (ripetizione di parole udite, con intervalli immediati o più prolungati), la comunicazione verbale dei soggetti colpiti. Inoltre questi si muovono attraverso azioni stereotipate, e manifestano una grande attenzione all’abitudine, all’ordine delle cose: al contrario, l’inquietudine dovuta, ad esempio, allo spostamento di un oggetto ed all’impossibilità di riportarlo al suo posto originario, può provocare crisi di pianto o di riso, aggressività, ma anche passività assoluta dinanzi a qualsiasi stimolo.
I TRATTAMENTI DELLA MEDICINA VERSO L’AUTISMO
La natura complessa della malattia non ha permesso lo sviluppo di una ’strada’ certa: non è possibile attuare trattamenti uguali per tutti i soggetti, per tutte le età, per tutte le molteplici esigenze. In ogni caso, sono previsti dei ‘percorsi’ di crescita, che vedono nelle figure dei genitori due pilastri fondamentali, poichè essi possono, durante la vita quotidiana, sfruttare il massimo periodo utile d’apprendimento dei bambini, limitando di fatto le conseguenze dovute allo sviluppo dell’autismo.

E DOPO?
Qui si presenta il primo grande ostacolo per i soggetti autistici , il passaggio da bambini (dove anche se in modo discontinuo e disorganizzato è garantito la frequentazione scolastica) ad adulti.
Il futuro (vero problema delle famiglie), nella maggioranza dei casi, gli autistici vivono con i genitori finché questi non potendo più assisterli li “affidano” ad istituti dove passeranno il resto della loro vita, alcuni i più fortunati vivranno in strutture assistite dove potranno eseguire dei piccoli lavori e vivere in comunità.

Perché PROGETTO AUTISMO

(Carattere Innovativo del Progetto).

L’intento di progetto autismo è trovare un’altra via all’integrazione. Forti di iniziative analoghe (l’officina dell’arte, cascina Rossago, ecc) dove è possibile percorrere e realizzare questo nostro sogno. Abbiamo pensato ad una struttura flessibile articolata in due parti:

La prima di sostegno ai ragazzi studenti, dove è possibile un aiuto concreto per la formazione scolastica, permettendo il superamento di difficoltà legate all’approccio educativo. Utilizzando educatori formati con metodologie specifiche (A.B.A.., T.E.A.C.C.H.).

La seconda, progetto autismo invece seguirà i ragazzi dopo la scuola inserendoli in un progetto artistico/professionale dove potranno conoscere e sviluppare processi lavorativi atti ad una creazione di un manufatto partendo dalla fase progettuale fino alla loro realizzazione. Finendo, (perché no?) anche ad una possibile vendita con il pubblico.

COME?
L’idea che avevo in mente per il progetto è la seguente:

creare una struttura che si occupi dei ragazzi (scuola superiore) e di giovani adulti affetti da “disturbi dello spettro dell'autismo”.
Chi verrà seguito dalla struttura dovrà essere autonomo per quanto riguarda la cura personale del proprio corpo, dovrà essere capace di eseguire piccoli compiti in autonomia.
I ragazzi saranno seguiti da educatori (formati sulla cura dell’autismo) per poter stabilire insieme il percorso didattico della scuola superiore. Dando la possibilità al ragazzo di creare un metodo di studio e poter affrontare eventuali difficoltà. Il servizio dovrebbe svolgersi nel pomeriggio (tre, quattro ore) dalle 14 alle 18.
Per quanto riguarda i giovani adulti si dovrebbero creare 2 gruppi uno alla mattina uno al pomeriggio (durata 4 ore) dove i ragazzi dovrebbero imparare un’attività artigianale seguito da un esperto e da educatori.
Sarebbe interessante anche condividere tra i due gruppi l’ora di mensa, dove sarebbe possibile avere un momento di condivisione comune.
La struttura vorremmo farla in un piccolo centro della regione Lombardia (ad esempio Crema)
In un posto il più silenzioso possibile o molto tranquillo con una discreta possibilità di accesso..
RISULTATO ATTESO
Il risultato atteso dal progetto, (di questo siamo pienamente convinti) è tracciare la via
ad altre attività analoghe, dove è possibile creare una rete sempre più fitta dove nessun
autistico sia lasciato solo nella sua disabilità.

Forum di discussione

Quale potrebbe essere la forma societaria più adatta? 1 Risposta 

Pensavamo ad una Associazione di persone, analizzando il fatto che, soprattutto inizialmente, dobbiamo commisurarci con grosse variabili. L' idea sarebbe poi di verificare i finanziamenti ricevuti e…Continua

Iniziata da Marino Pochintesta. Ultima risposta di Nicola Salvi 17 Mag 2010.

Spazio commenti

Commento

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Commento da Antonia Rao il 28 Maggio 2013 a 15:39

Ciao!
Seguirò con interesse il vostro progetto. Noi stiamo cercando di fare qualcosa di simile sul nostro territorio (legato alla fascia d'età scolare e pre-scolare). Finora, abbiamo partecipato a qualche bando di concorso e ricevuto buone segnalazioni: speriamo di poter presto mettere in piedi quest'impresa con la collaborazione del Comune, che darà in concessione gli spazi. Nella nostra città, le ore dedicate alla terapia sono troppo poche e troppo care, per le tasche delle famiglie. Fa molta tristezza, ma è così!

Commento da Enrica Lo Coco il 24 Marzo 2011 a 12:25

e.....magari di unire le forze per farlo ache a Roma.....

:))

Commento da Nicola Salvi il 21 Marzo 2011 a 16:46

Ciao Marino

 

ti segnalo che su Kublai è stato pubblicato un altro progetto che si occupa di autismo in modo simile al tuo, ma su Roma. Forse potete fare squadra e aiutarvi a vicenda?

Commento da Angelita Levato il 21 Giugno 2010 a 16:31
Benissimo Marino, sono contenta di risentirti e di leggere che stai andando avanti.
La sede è stata individuata. Mi fai sapere qual'è la somma iniziale di investimento da realizzare. Ti rammento, che esistono forme di agevolazione che danno la possibilità, in fase di avvio dell'iniziativa, di finanziare le attrezzature, i mobili ed arredi, i macchinari ed un piccolo incentivo anche per la ristrutturazione: In più prevedono anche un contributo per le spese di gestione del primo anno. Attendo ulteriori notizie a presto
Angelita
Commento da Marino Pochintesta il 21 Giugno 2010 a 15:44
Attualmente la nostra attività è cambiata - diciamo che stiamo puntando su target più specifici-: Non partiamo quindi con un periodo gratuito che ci sembrava troppo "arrembante", ma dopo un proficuo colloquio con chi si occupa di persone autistiche nel territorio lombardo, abbiamo deciso che lavoriamo per costruire un Laboratorio orafo per persone autistiche.
Questo significa che selezioneremo ogni singolo passaggio atto ad eseguire l' oggetto prezioso per poi tradurlo in un supporto visivo tipo agenda in immagini teacch.
Abbiamo anche contatti per stabilire dove (Milano) e come farlo ma prima dobbiamo passare questa specie di esame di realizzazione che è interessante poichè lo stesso meccanismo si potrebbe successivamente applicare anche su altri laboratori.
Questo si è reso necessario perchè le Associazioni dei genitori -i più importanti clienti/utenti/customer - pongono in prima istanza l' effettivo inserimento lavorativo per cui diventa di fondamentale importanza poter insegnare proficuamente la manualità atta a svolgere uno specifico impiego.
Commento da Nicola Salvi il 14 Maggio 2010 a 16:10
Ciao Marino

si, direi che l'aspetto della forma giuridica merita una discussione a parte, altrimenti con l'aumentare dei commenti diventerà difficile mantenere un dialogo costruttivo
Commento da Marino Pochintesta il 14 Maggio 2010 a 15:43
Pensavamo ad una Associazione di persone, analizzando il fatto che, soprattutto inizialmente, dobbiamo commisurarci con grosse variabili. L' idea sarebbe poi di verificare i finanziamenti ricevuti e diventare altro: fondazione forse? In realtà siamo aperti ad ogni vostro consiglio in merito. Pensavo di aprire una discussione in merito, che ne pensate?
Commento da Angelita Levato il 14 Maggio 2010 a 15:13
Ciao Fabio,
volevo segnalarti due lavori interessanti. Uno nell’ambito dei programmi di formazione scolastica: “La rete e il sistema di sussidiarietà locale per l’integrazione scolastica degli alunni disabili”, per il diritto degli stessi al recupero e all’integrazione con un coinvolgimento diretto delle istituzioni nella governance e government; e l’altro nell’ambito dei programmi mirati alla formazione professionale e all’inserimento lavorativo: “Appalti riservati ai Laboratori Protetti nell’ottica dell’inclusione lavorativa dei soggetti svantaggiati”, dove si parla e si esamina sotto l’aspetto giuridico e disciplinare non solo il contesto dei laboratori protetti, ma anche i programmi di lavoro protetto. Qual è la forma giuridica a cui avete intenzione di dare vita?
Aspetto vostre riflessioni, io studio ancora. A presto
Angelita
Commento da fabio valenti il 13 Maggio 2010 a 10:36
Ciao Nicola,
purtroppo hai ragione tu questo progetto è selettivo, ma non perché non ci sia una nostra volontà di seguire soltanto alcuni soggetti e non altri, ma quanto perché con la sindrome di autismo vi sono tante tipologie di problemi, che variano dalla gravità della malattia, alla presenza o no del ritardo mentale, che ci costringono ad una scelta più selettiva per dare un confine alla nostra attività. L’intervento su un soggetto autistico a basso funzionamento o su un asperger è completamente diverso.
Per questo progetto sia per quanto riguarda l’aspetto scolastico sia per quanto riguarda l’aspetto lavorativo, necessità di un Psicologo Età evolutiva, cognitivo –comportamentale specializzato in autismo, che ci permetta di seguire il percorso degli studenti e dia la modalità di intervento all’artigiano sui nostri ragazzi.
Commento da Angelita Levato il 12 Maggio 2010 a 17:27
Bene Fabio, sono contenta che pian piano il progetto stia prendendo forma e che si incominci a parlare di metodologie da adottare e di interventi da realizzare. Ho letto che lo scopo del programma educativo TEACCH è quello di favorire lo sviluppo dell'individuo, la sua integrazione sociale e l'autonomia, tenendo conto dei deficit specifici che il disturbo autistico comporta. Uno degli obiettivi essenziali è che nell'età adulta la persona autistica possa vivere con gli altri membri della società in un contesto meno segregante possibile, e di permettergli di gestire al meglio la propria vita quotidiana. Ho anche letto che gli interventi devono essere flessibile, costruiti in funzione dei bisogni e del livello di sviluppo del singolo bambino e soggetti a modifiche in ogni momento. Pertanto la struttura professionale che deve portare avanti questo progetto deve essere, non solo estremamente qualificata, ma anche consistente. Magari potrebbe esservi di aiuto (sempre che non lo abbiate già fatto) definire una struttura organizzativa dove individuare e chiarire le aree di lavoro necessarie all’attività. La stesura di un piano e l'utilizzo di queste metodologie deve comprendere risorse, tempi e obiettivi. A presto
Angelita
 

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