Un mese di silenzio: pausa riflessiva, lavoro stagionale molto pressante e internet labile... ma ora voglio mettere al corrente voi kublaiani della situazione attuale di Porto Qui.
Avrete sicuramente notato, già nella scorsa discussione, della tensione.
Quella tensione più un esaurimento delle risorse economiche per la realizzazione del progetto hanno causato lo stop di Porto Qui come azione innovatrice di design territoriale.
Porto Qui è stato apprezzato e realizzato come idea commerciale, ma non come piattaforma di valorizzazione territoriale.
Non c'è stato nemmeno il tempo di provare a coinvolgere nuovamente e intensamente realtà associative, enti locali, organizzazioni.
Con le collaborazioni attuali Porto Qui si limita per ora a svolgere la sua azione commerciale, seppur virtuosa, stimolando l'acquisto di prodotti locali.
Da ogni sconfitta si impara molto, personalmente ho capito quanto, soprattutto in provincia, sia fondamentale avere l'appoggio delle istituzioni e di realtà forti sul territorio e già attive.
Cambiare un sistema dall'interno, seppur giungendo a compromessi, non è semplice e per farlo serve senz'altro più esperienza.
Io non ce l'ho fatta, non ho convinto il settore commerciale della validità di un'economia più solidale, più attenta e più sensibile.
Probabilmente Porto Qui, come lo intendo io, ha bisogno di un'altro trampolino di partenza, più sociale e meno commerciale, più partecipato e meno contrattuale.
Col tempo, se avrò tempo, spero di trovare il modo giusto e il luogo giusto per dimostrarlo.
Magari il primo passo è far navigare il maggior numero di persone possibile... non su superyacht abusivi con decine di marinai, ma su imbarcazioni marine e divertenti, che conquistino le persone con la loro semplicità, con soluzioni ingegnosi a problemi quotidiani, con silenziosi approdi nel blu più incontaminato.