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Music Therapy on the Job

La vision del nostro progetto é quella di diminuire il tasso di burn-out ed aumentare la produttività delle aziende clienti attraverso un servizio di Musicoterapia appositamente concepito.

Membri: 15
Attività Recenti: 13 Set 2012

Music Therapy on The Job

 

Qualsiasi sia l’attività lavorativa svolta, dai lavori manuali a quelli di intelletto, il lavoro rimane un’attività fondamentale per l’uomo, ove tempo, capacità e competenze vengono investiti ogni giorno. Il mercato del lavoro attuale esige skills sempre più elevati, velocità, flessibilità e responsabilità che talvolta però, possono spingere ad un sovraccarico mentale. Nelle situazioni più estreme ciò che ne consegue é il fenomeno del “burn-out”, ovvero un eccesso di stress che porta alla perdita del controllo di sé stessi, ad un atteggiamento aggressivo verso colleghi e superiori e che induce talvolta, ad abbandonare l’azienda. Le conseguenze ovviamente sono pesanti sia sotto il profilo personale del lavoratore che per le perdite economiche dell’azienda.

Attraverso gli studi condotti sulla sociologia del lavoro é possibile tracciare un percorso che ha portato i più grandi studiosi ad ipotizzare eventuali soluzioni alle problematiche ad esso connesse: dagli incentivi economici di Taylor alla scala dei bisogni di Maslow.

Il ventunesimo secolo però vede il mondo del lavoro aprirsi a nuove prospettive: dai principi della job-rotation al modello Google si da sempre più importanza al benessere del lavoratore, o, più economicamente parlando, si da più importanza alla relazione tra il suo benessere psicologico e la sua produttività.

E’ in questo paradigma che si posiziona  il nostro progetto,volto a migliorare la salute psicologica dei lavoratori e a diminuire il tasso di burn-out attraverso la Musicoterapia.

Cos’è la Musicoterapia?

E’  una metodologia di intervento che  mira a sviluppare le funzioni potenziali dell'individuo attraverso l'uso della musica e/o degli elementi musicali (suono, ritmo,melodia e armonia).

Dal punto di vista terapeutico vi è un’attiva stimolazione relazionale, emozionale e cognitiva che crea un equilibrio ed un’armonia psico-fisica cui segue, come studi scentifici provano, una produttività maggiore.

Il nostro progetto mira in una fase inziale alla ricerca di musica adatta allo scopo, basandoci sulla consulenza di musicoterapeuti e musicologi. Il campo di ricerca é quello della musica non coperta da diritto d'autore, come i brani in Creative Commons e la musica cui siano cessati i diritti d'autore (come nel caso di molti autori di musica classica, deceduti da più di 70 anni). In questo modo si abbassano i costi e si crea un repertorio già comprovato come utile allo scopo nel caso della musica classica: un esempio su tutti é la musica di Mozart, già utilizzata per il trattamento di diverse patologie psico-fisiche.

In una seconda fase, andremo a strutturare un quadro preciso del servizio che vogliamo offrire, delle sue modalità e delle figure professionali previste.

Infine condurremo un'analisi per il Fund Raising, stileremo un Business Plan e condurremo un'analisi di mercato per vedere il nostro posizionamento, con la brandizzazione e la promozione del servizio di cui si necessita.

 

Federica Masullo e Carlo Venezia

Forum di discussione

Music Therapy on the Job.pdf 3 Risposte 

Ecco finalmente il file di progetto in pdf. Speriamo di ricevere suggerimenti e critiche in abbondanza, o quantomeno, speriamo che vi incuriosisca. A presto, Federica Masullo e Carlo VeneziaContinua

Iniziata da Federica Masullo e Carlo Venezia. Ultima risposta di Antonietta Panico 20 Feb 2012.

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Commento

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Commento da Federica Masullo e Carlo Venezia il 13 Gennaio 2011 a 19:59

In effetti potremmo ampliare la nostra offerta:

-musicoterapia al di fuori degli orari di lavoro (per i dipendenti, e si, come hai    detto tu Nicola, soprattutto per i dirigenti!)

-sonorizzazione per gli ambienti di lavoro e consulenza musicale

 

Le idee che abbiamo sono tante, siamo in work in progress sul metterle bene assieme. Vi aggiorneremo presto sulle prossime fasi di lavoro e gli approfondimenti che stiamo conducendo con esperti di musicoterapia ed economia.

Ben vengano sempre le vostre opinioni e suggerimenti!

A presto,

 

Federica e Carlo

 

Commento da Nicola Salvi il 13 Gennaio 2011 a 9:56

penso che se stabilite delle alleanze con fornitori di impianti (più che con produttori), in realtà non vi vengono richiesti investimenti iniziali. Quando vi troverete a fare attività commerciali, invece, avere una offerta di servizi più ampia può essere redditizio. 

 

Tra l'altro il vostro modo di porvi nei confronti delle aziende è piuttosto innovativo e potreste trovare degli alleati interessati ad investire su di voi proprio per aprire un mercato nuovo.

 

Commento da Federica Masullo e Carlo Venezia il 13 Gennaio 2011 a 9:42

Buongiorno Nicola!

In realtà la tua proposta coincideva con il nostro progetto iniziale. Purtroppo però facendo una sommaria analisi tra costi iniziali, break even point e prospettive di guadagno...abbiamo preferito ridimensionare il progetto ad un'attività da svolgere al di fuori delle ore di lavoro. Una ragione della nostra scelta é per cominciare la sonorizzazione degli ambienti. Avevamo pensato ad una partnership con aziende produttrici di impianti audio, per fornire impianto+servizio di consulenza musicale. L'idea non é esclusa, ma pensiamo che sia meglio sondare il mercato con un investimento iniziale minore, per poi eventualmente allargare i nostri orizzonti in questa direzione.

Tu che ne pensi?

Commento da Nicola Salvi il 13 Gennaio 2011 a 9:26

Ragazzi, mi piace come avete chiarito la vostra idea.

 

Pensando al vostro progetto e immaginandolo proiettato nella mia azienda (soprattutto per i dirigenti!!!) mi sono chiesto che effetto può avere la musica diffusa negli ambienti comuni.

Mensa, macchinetta del caffe, fotocopiatrice, ecc... nessuno ci pensa perché nessuno normalmente, in una azienda, è in grado di fare delle scelte musicali per tutti, ma magari un  terapeuta sa anche questo?

 

 

Commento da Federica Masullo e Carlo Venezia il 12 Gennaio 2011 a 23:23

Buonasera Nicola,

 

grazie anche ai vostri suggerimenti abbiamo modificato la mission del progetto.

Essa non è più incentrata sulla vendita di "pacchetti musicali", ma vogliamo piuttosto vendere un servizio alle aziende: quello che proponiamo è un ciclo di sedute di musicoterapia rivolto ai dipendenti.

Le sedute saranno seguite da un musicoterapeuta, in locali appositamente adibiti (interni o esterni all'azienda), al di fuori degli orari di lavoro. 

 

Attendiamo vostri suggerimenti.

Carlo e Federica 

Commento da Nicola Salvi il 12 Gennaio 2011 a 10:48

ciao ragazzi,

quindi la musicoterapia può intervenire anche a livello generale in una azienda per aumentare il benessere dei dipendenti e quindi aumentare la produttività?

 

Si ma come?

Commento da Federica Masullo e Carlo Venezia il 11 Gennaio 2011 a 21:52
Ciao Angelita,
grazie per esserti unita alla discussione sul nostro progetto!
Il target che hai analizzato é proprio quello a cui ci riferiamo, e ti ringraziamo per le delucidazioni che ci hai apportato.
Per quanto riguarda la tua domanda, la musicoterapia finora ha trovato già diversi campi di applicazione pratici nella cura di alcune patologie psico-fisiche piuttosto gravi come il morbo di Alzheimer, l'autismo infantile e psicosi di varia natura. Lo stress da lavoro é fortunatamente un "male minore", cui però la musicoterapia può giovare ancor di più.
Già nella prima metà del '900, Elton Mayo cercò di comprendere come migliorare il rendimento della forza lavoro e pose le basi per la Scuola delle Relazioni Umane, filone di studi che centrò l'attenzione sull'importanza dei benefici NON economici. Si evinse in breve che le variabili più importanti erano quelle legate alla condizioni psicologiche e sociali sul luogo del lavoro. Seguirono gli studi di Abraham Maslow sui fattori motivazionali (la nota scala di Maslow) e si rilevò ancor di più l'importanza del benessere psico-fisico del lavoratore per garantire una maggior partecipazione attiva al processo produttivo.
Ecco come gli studi condotti tra medicina e sociologia possono di conseguenza influire floridamente anche sull'economia.

A presto,

Federica e Carlo
Commento da Federica Masullo e Carlo Venezia il 11 Gennaio 2011 a 21:21
Ciao Nicola,
grazie per il suggerimento, lo abbiamo pubblicato subito, aggiungendo sinteticamente quali saranno le prossime fasi del nostro lavoro.
Per rispondere alla tua domanda in merito al tasso di burn-out, questa problematica é maggiormente avvertita quando i ruoli sono di alta responsabilità, o lì dove non vengano garantite condizioni di lavoro ottimali (dai criteri ergonomici minimi alle ore di lavoro eccessive). Queste sono caratteristiche tipiche di parecchie multinazionali, ma anche di imprese di dimensioni più ridotte. Purtroppo però é altrettanto vero che molti soggetti tendono a non far valere i propri diritti in questo senso, da un lato perché non sono a conoscenza di ciò che dovrebbe esser loro garantito e dall'altro perché c'é una malsana accettazione di quanto offerto. Per un approfondimento sulle fonti normative: http://www.wikilabour.it/Default.aspx?Page=Stress%20lavoro%20correl...
In sostanza dunque il problema, seppur fortemente sentito in molte aziende (esemplare é lo studio di Gideon Kunda nel suo libro "L'ingegneria della cultura"), non viene esplicitamente dichiarato. Parlano però i dati a livello di produttività e di abbandono del posto di lavoro.
La Musicoterapia dall'altro lato, si muove già con ottimi risultati su problematiche di tipo neuronale e psichiatrico, nonché su quello psicologico.
Ed ecco il nesso dunque:
stato di benessere = miglioramento delle prestazioni = maggiore produttività.

Grazie per l'attenzione che stai prestando al nostro progetto e a presto,

Federica e Carlo
Commento da Angelita Levato il 11 Gennaio 2011 a 16:32

Ciao cara Federica,

ben arrivata in kublai. Interessante e particolare iniziativa, la tua; cercare di diminuire il tasso di burn-out ed aumentare la produttività delle aziende clienti con la musicoterapia e la vendita di pacchetti musicali. Il burn-out, insieme al mobbing, rappresentano condizioni che, negli ultimi anni, hanno interessato molto gli studi in psicologia del lavoro, ben differente dalla psicologia della salute. L’obiettivo della psicologia della salute è quello di migliorare la qualità della vita individuale e della collettivà. La psicologia del lavoro, invece, è lo studio dei comportamenti delle persone nel contesto lavorativo e nello svolgimento della loro attività professionali. La psicologia del lavoro prende i modelli e le teorie della psicologia e li applica all'ambiente di lavoro, cercando di: 1. favorire sia il massimo benessere per le persone che lavorano, sia il massimo vantaggio per l'organizzazione per cui lavorano; 2. migliorare le condizioni psicologiche, la motivazione ed i rapporti con gli interlocutori di ruolo, con l'azienda e con l'ambiente di lavoro in genere. I professionisti che sono maggiormente esposti al rischio di sviluppare la sindrome di burn-out, sono spesso impiegati in tutte quelle professioni definite di “relazione d’aiuto” includenti oltre che una prestazione professionale anche un coinvolgimento personale. E’ qui che andrebbe analizzato il tuo target di riferimento.

Così come già evidenziato da Nicola, comprendo come la musica o il suono (come strumento di comunicazione non-verbale), possa intervenire a livello educativo, riabilitativo o terapeutico, ma mi risulta particolare (e per alcuni aspetti interessante) comprendere come possa migliorare la produttività lavorativa nei soggetti lavoratori. In più, cosa intendi con vendita di pacchetti musicali? La musica, in effetti, può essere un mezzo attraverso il quale un soggetto si apre e "tira fuori"le proprie emozioni e quindi può attraverso questo processo incrementare una sua produttività lavorativa e rispondere agli skills sempre più elevati e richiesti nel proprio lavoro. Ma le ricerche realizzate la conducono sempre a scopi terapeutici. Tu cosa ci dici in proposito? Ti aspetto a presto Angelita

Commento da Nicola Salvi il 11 Gennaio 2011 a 15:54

Ciao ragazzi, ottima spiegazione. conviene che la pubblichiate nella casella di testo sotto la foto del progetto, così rimane visibile a tutti.

 

Parlando del progetto, fatemi capire una cosa: voi pensate di offrire consulenza alle aziende in ambito musiterapico per evitare il burn-out. 

Ma le aziende come si accorgono di una situazione che sta per esplodere?

Accade così spesso?

 

Non ho capito poi come la musicoterapia si colleghi alla produttività (anche se ho personalmente sperimentato che certa musica mi aiuta nella concentrazione)

 

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