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LoveOretto

Partendo da un nuovo concetto di viaggio e ospitalità che possa ri-unire idee creative e sostenibili, LoveOretto vuole essere un luogo di ibridazione, mutazione e di sviluppo di nuovi comportamenti.

Sito web: http://loveoretto.com
Luogo: san paolo cervo, biella, italia
Membri: 15
Attività Recenti: 29 Set 2011

Un progetto che parte dalla passione per un luogo e dall’innato desiderio di ricongiungersi alla natura.

Un rifugio dalla vita quotidiana.

Un energizzante naturale attraverso il contatto con la natura, la vita all’aria aperta, lo sport, le attività formative e ludiche,

quelle culturali e artistiche, il sapore dei prodotti della terra, il dialogo e lo scambio con le altre persone.

Un cuore pulsante che prende nutrimento dalla terra, dai suoi sentieri, prodotti, dagli abitanti locali e dalle persone che vogliono condividere il battito e da cui partono altrettanti flussi.

Ma per il momento LoveOretto è un edificio storico del 1875 da ristrutturare.

 

Si trova in una terra, oggi, dimenticata e sempre più abbandonata dagli abitanti locali, la Valle Cervo,stretta striscia di terra tra la Valle del Lys e la Valsesia, anticamente conosciuta come Valle d’Andorno, dal nome della comunità di fondovalle che la comprendeva. In questa zona di confine e di transito tra Italia e Francia si alternarono popoli di razza mediterranea, provenienti dalle pianure, e stirpi celtiche che filtravano dalle montagne. La Valle d’Andorno ha svolto per secoli la funzione di zona di transito di mandrie e popolazioni provenienti dalle alte valli del Lys e della Sesia, dirette verso i mercati di Biella e Cacciorna, il Santuario di Oropa, o le aree pascolive in quota, e anche di luogo di incontro fra culture ed esperienze comunitarie originali. Ancora oggi nei toponimi e nel dialetto è possibile riscontrare molte parole di derivazioni diverse che hanno analogie con etimologie francesi e tedesche, nonché romane. E’ un’area ricca di boschi di faggio e di castagno, caratterizzata anche dalla massiccia presenza della pietra, e non fu semplice per l’uomo trovare un equilibrio con l’ambiente naturale. L’ecosistema montano è precario, può essere generoso di frutti, di materiali ed energie, ma allo stesso tempo, un cambiamento del tempo o una avversità improvvisa, possono rendere difficoltosa la sopravvivenza di una comunità. L’unica difesa per l’uomo è quella di economizzare le risorse e pianificare un adeguato “modus vivendi” che consenta a tutti di soddisfare i proprì bisogni. Da sempre il sistema organizzativo in grado di controllare e vincere l’instabilità della montagna è stato il villaggio; la condivisione a livello comunitario degli sforzi e delle esperienze secolari, che comporta una regolamentazione del suolo e delle risorse, unita al rispetto per l’equilibrio del territorio, ha portato a un saldo rapporto tra ambiente naturale e antropizzato. Rapporto complesso che, sedimentandosi e integrandosi, ha prodotto quel patrimonio di civiltà irripetibile che si esprime nei molti segni lasciati dall’uomo: dall’architettura rurale alle mulattiere, dai terrazzamenti del suolo alle iscrizioni rupestri, dalle originali tipologie costruttive alle edicole votive, dalle fontane e abbeveratoi per il bestiame ai ponti, dalle forme di utilizzo del suolo alle diversificate parlate locali.

 

LoveOretto è situato presso la frazione Oretto del comune di San Paolo Cervo e dista da Biella 14 km, da Torino 103 km, da Milano 120 km ed è facilmente raggiungibile dagli aereoporti di Torino Caselle e Milano Malpensa.

A favorire l’operazione di LoveOretto alcuni fattori quali la vicinanza con i centri abitati, la possibilità di utilizzare mezzi pubblici e la presenza di interessanti itinerari sportivi turistici paesaggistici sia estivi che invernali.

 

Per noi LoveOretto rappresenta un residuo del mondo, luogo in cui esprimere le diversità attraverso la libertà d’azione e la capacità di adattarsi a un contesto.

 

E’ un progetto globale perchè racchiude innumerevoli aspetti ma allo stesso tempo è a grado zero perchè è necessario partire da ciò che abbiamo di fronte, quindi dalla terra su cui poggia, dal territorio in cui si trova e dalle persone che ne prendono cura.

 

Esternamente si vuole creare un nuovo spazio di fruizione, totale, senza ostacoli, dove il privato si mescola con il pubblico per stabilire un nuovo concetto di responsabilità.

Dove ogni elemento naturale venga valorizzato e dove i vari percorsi di circolazione si basino su una infinita libertà e non su passaggi obbligati e limitati.

Per agevolare a vivere il paesaggio con i sensi e aprire alla vista nuove prospettive.

 

Il progetto prevede la creazione di un paesaggio morbido: un paesaggio produttivo intervallato da un paesaggio spontaneo, oltre al completo rispetto per la fascia boschiva presenta nell’area.

Si prevede di creare una nuova topografia, rimodellando la massa da riportare, determinando una nuova morfologia per ricucire lo spazio di fruizione attuale della proprietà con il contesto ambientale.

 

Internamente si prevede un restauro che vuole rispettare l’assetto storico degli spazi, cambiandone destinazione uso, ibridando con sistemi alternativi e innovativi gli aspetti tecnologici / energetici e facendo perno su un utilizzo di materiale locale, di riciclo e di riuso, sperimentando nuove metodologie.  

Forum di discussione

Questo progetto non ha ancora discussioni.

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Commento

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Commento da Nicola Salvi il 29 Settembre 2011 a 13:27
Caro Andrea, ci dispiace molto. In ogni caso tu qui sei sempre il benvenuto.
Commento da andrea paoletti il 29 Settembre 2011 a 12:02

Ciao a tutti. E' da mesi che non aggiorno più questo progetto. Credendo nel valore di Kublai (scambio trasparente di esperienze) comunico che non condividendo più visioni, obiettivi e modalità di esecuzione del progetto ho lasciato l'incarico di architetto/creativo. Di conseguenza da parte mia non è più attivo. Ringrazio chi ha movimentato la discussione su questa piattaforma e spero di poter presto presentare e condividere nuove idee.

Commento da Federico V. il 17 Febbraio 2011 a 16:36

Ciao Andrea

è da ottobre che non abbiamo più Vostre notizie... Che succede? Avete superato i problemi economici?

Fatemi sapere!

Commento da Walter Giacovelli il 22 Ottobre 2010 a 15:42
La coibentazione naturale dei trulli al momento rimane superlativa, di estate sono freschissimi, di inverno trattengono il calore, venivano costruiti in maniera naturale (ci sono architetti giapponesi giovanissimi che vengono a imparare a costruire trulli in Valle D' Itria) rielaborandoli secondo le modalità orientali di costruzione naturale.

Certo non è facile usare le pietre, la calce a secco, ed altre abilità che stanno scomparendo oltre ai materiali non facili da reperire e non di produzione industriale.

Altra possibilità magari sono le nuove fibre naturali o l'argilla, ma ormai sono fuori dal giro, è un settore che non seguo più da diversi anni e non saprei essere d'aiuto.
Piuttosto facendo una ricerca con la Tag "architetto" tra i profili dei kublaiani mi escono una quarantina di architetti.
Magari si possono chiamare a raccolta sul tuo progetto e vedere cosa ne pensano.....
Commento da Mr Volare aka Alberto Cottica il 22 Ottobre 2010 a 15:11
La faccenda della sostenibilità è una questione di sommare mele (rifiuti da smaltire) con pere (consumo di energia). A mio parere non esiste un modo teoricamente solido di farlo: gli economisti dell'ambiente hanno scommesso sull'analisi costi-benefici integrata da strumenti sofisticati di valutazione monetaria di costi e benefici ambientali, ma hanno perso. Quella roba non funziona. Direi che la tua coscienza, Andrea, è una guida migliore.
Commento da Nicola Salvi il 20 Ottobre 2010 a 17:25
Ciao Andrea

grazie per l'aggiornamento.

Poni una questione sulla sostenibilità molto interessante. Prodotti non sostenibili ma che nella loro applicazioni permettono un risparmio di energia.

Molto interessante.

Non so darti una soluzione precisa, ma io prenderei in considerazione la durata dell'impianto. Se, come credo, si tratta di una durata notevole, probabilmente il risparmio energetico che si ottiene è in grado di compensare l'impatto ambientale del prodotto che userete.
Commento da andrea paoletti il 20 Ottobre 2010 a 15:23
Ciao a tutti. Quanto tempo che non vi aggiorno!
LoveOretto continua.
Abbiamo ricevuto il permesso di costruire dal comune.
Ed ora stiamo affrontando temi delicati...economici!
Avendo un budget ben preciso stiamo "spendendo" tempo per definire nei dettagli un computo metrico più preciso possibile.
Pensiamo sia meglio usar più tempo ora piuttosto che fermarci poi perchè senza più un euro! E di conseguenza non poter cominciare il progetto culturale legato all'edificio.
Questo vuol dire addentrarci in ogni ambito del progetto architettonico.
Con gli ingegneri sto lavorando ai temi di trasmittanza e condicibilità termica per quanto riguarda le superfici da isolare. Abbiamo fatto un prospetto delle varie possibilità per gli impianti : elettrico, idrico-sanitario, riscaldamento.
Lavorando su un edificio storico le questioni sono più complesse rispetto a uno di nuova costruzione.
Abbiamo fatto molte ricerche, e ci sono sempre prodotti nuovi,
molto adatti per interventi di recupero di edifici esistenti, con spessori
molto ridotti che si innestano bene su spazi di superfici piccole e all'interno di solette sottili e che non si possono caricare troppo. Ci siamo trovati e ci troviamo ancora di fronte ai quesiti riguardanti la sostenibilità, perchè molte volte i prodotti non sono creati in maniera sostenibile però permettono all'edificio meno emissioni di Co2 (creando una buona "scatola" isolata) o hanno una durata maggiore e quindi devono essere sostituiti dopo molto tempo e di conseguenza non devono essere smaltite. Si aprono sempre mille quesiti, perchè come è bene fare, un problema bisogna guadarlo sempre da diverse prospettive e si possono scoprire diverse soluzioni.
Al momento stiamo sviluppando anche un progetto di design dell'intero sistema elettrico,illumitecnico che ha la sua forza nel portarlo "fuori", mostrandolo, creando un sistema capillare che porta energia al nostro cuore pulsante.
la prima neve in valle cervo è arrivata, anche se per il momento in alta quota, quindi i lavori partiranno a primavera 2011, ma noi nn ci fermiano. non andiamo in letargo!
ciao a tutti
Commento da Nicola Salvi il 12 Agosto 2010 a 9:07
Giusto Alberto! Andrea, che volete fare dei lavori senza coinvolgerci???? Su Kublai ci mancava solo il lavoro di architettura crowdsourced... :)
Commento da Mr Volare aka Alberto Cottica il 11 Agosto 2010 a 10:10
Mah, c'è poco da chiedere, per ora (senza contare che è agosto pieno, e anche la community di Kublai è largamente al mare). Però potresti aprire una discussione e caricare il progetto con qualche spiegazione, no? La zonizzazione, immagino, conterrà delle riflessioni su quella che poi sarà la vita quotidiana del progetto...
Commento da andrea paoletti il 10 Agosto 2010 a 23:00
Ciao ragazzi
che silenzio ultimamente, niente più domande?!
Mercoledì scorsa la commissione edilizia ha detto di si al nostro progetto architettonico quindi siamo veramente vicini all'inizio!
:-) siete pronti?
 

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