Kublai

Arruolamenti creativi per l’Aquila. Appello ai Kublaiani.

E’ passato più di un mese dal terremoto dell’Aquila, i sopravvissuti abitano nelle tende, i volontari presidiano e la protezione civile governa il territorio. Per il governo è un’altra occasione per dimostrare capacità e prontezza decisionale, è un’emergenza come per i rifiuti in Campania, ogni decisione è legittimata dal far presto e dal rispondere con azioni risolutive, snelle e veloci. Al diavolo le burocrazie e le procedure, ma anche i vincoli (come quelli ambientali) e soprattutto le promesse e i desideri.

E’ una storia nota, che in Italia si presenta ciclicamente (al di la dei governi, delle coalizioni, dei notabilati). E’ come se questo paese si inviluppasse sempre su se stesso trovando occasioni emergenziali per rinnovare le sue pratiche.

Questa storia è diversa. I racconti narrano di una militarizzazione del territorio, di “campi” (le tendopoli) dove per accedere c’è bisogno di un permesso e dove si chiudono i cancelli a una determinata ora, dove le coperte grattano la pelle, i servizi igienici sono scarsi e sporchi, dove si stà colonizzando la speranza e alimentando la tragedia. E a me (a noi), questi campi, queste distese di tende blu, ricordano i “campi rom” e tutto quello che il nostro paese ha sperimentato e sperimenta nel rinnovamento contemporaneo delle istituzioni totali .

Noi crediamo che però ci sia un modo per dare area a questo volatile.
Bisogna giocare su uno spazio “altro”, animando pratiche creative di immaginazione, dando senso alla tragedia, per non dimenticarla, per non lasciarla alla facile rimozione del ricordo e per farla diventare una opportunità di rigenerazione.

Questo è un appello a tutte quelle pratiche creative di Kublai capaci di organizzare occasioni che cumulano l’esperienza, veicolano mondi possibili, giocano sovvertendo il senso che oggi acquista la vita quotidiana come quella futura, alimentano pratiche ad effetti multipli, di esplorazione, appropriazione, radicamento.

Non si tratta di fare grandi progetti, ma di promuovere azioni anche minute che agiscano da enzimi di capacitazione.

Noi, ad esempio, stiamo recuperando i video sul terremoto dell'Irpinia e cercando testimoni in grado di narrare storie, poi cercheremo dei luoghi pubblici dove proiettarli e raccontarli, provando ad attivare una discussione su ciò che è accaduto e sta accadendo. I documentari li lasceremo all’Accademia dell’Immagine dell’Aquila, il cui archivio è andato distrutto.

Proviamoci.
L'energia sociale c'è attacchiamogli la spina, diamogli una scossa: “Chiamami Aquila” (… direbbe John Belushi)
:-) Ilaria Vitellio, Michele Citoni e Filippo Tantillo

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Risposte a questa discussione

Ila, Michele, Filippo. Secondo me questa è una riflessione, non un appello. Un appello è: ho bisogno di 10 volontari per fare le proiezioni sul terremoto, chi si offre? Oppure: donate 5 euro per il terremoto. O almeno: ci troviamo alle 17 di giovedì in SL per discutere il da farsi. In un appello ti rivolgi a delle persone e chiedi loro una cosa concreta e realistica, che loro possono fare.

Io sono contentissimo di ospitarvi in home di Kublai, ma ti consiglio di giocartela meglio chiedendo qualcosa. In alternativa, se quello che volete è stimolare le persone a fare altre iniziative, ci possiamo giocare un'altra carta, quella delle buone prassi a cui dare visibilità (anche questo è un classico di Kublai). Cioè possiamo raccontare l'operazione proiezioni video, senza chiedere direttamente alla gente di mobilitarsi (una mobilitazione per cui, peraltro, non offriamo strumenti) sperando che ispiri loro nuove azioni.

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io non sono molto d'accordo,: 1. sulla riflessione, che non è tale ma è solo un'introduzione, non tutti sanno quello che sta accadendo e raccontarlo può ispirare qualcuno; 2. l'appello era ai Kublaiani, e a tutte le loro pratiche, questa potrebbe essere l'occasione dove "liberamente" ognuno fa quello che sa fare (oltre ad essere volontario o donare 5 euro), in quel luogo e rispetto al quel problema. Si può vedere come un appello alle buone prassi, non solo dandogli visibilità ma anche credibilità, mettendole alla prova.
Detto ciò si possono aggiungere appuntamenti su SL invitando qualcuno a raccontare cosa sta accadendo mentre noi descriviamo l'obiettivo delle proiezioni..
La proposta è aperta, mettici le mani se vuoi.

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Ila, per me va bene quello che decidete voi, per definizione. Il mio era solo un consiglio: molto diverso è dire "mi serve questo"o piuttosto "decidi tu cosa serve e fallo". Se la cosa che hai scritto nella discussione vi convince la passiamo al gruppo blog per la pubblicazione.

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Sono d'accordo con Ilaria. C'è un terreno nuovo sul quale provare ad esercitare creatività, ed è questo l'appello. Un 'area che vive un momento fortissimo di coesione, che ha molti nemici, e che rischia di dissolversi in un momento, come è successo in Irpinia. Se creatività è aggregazione e futuro, è il momento di dimostrare che è anche antidoto alla dispersione. La rassegna video è la nostra proposta, che vuole aggregare i kublaiani. L'appello ai creativi è in effetti per altre proposte: sono convinto che molti abbiano avuto delle "piccole" idee. Per come la vedo io, potremmo arrivare ad un momento di sintesi e andare quindi sul piano della proposta concreta e realistica.

La strada che indica Alberto è però condivisibile e funzionale, molte sono le iniziative "creative" in campo, che soffrono di isolamento e scarsa visibilità e che possono ispirare i nostri kublaiani. Cercherò di coinvolgere gli studenti dell'Accademia del Cinema, che come immaginate soffrono di problemi di connessione, a postare i loro progetti sul nuovo racconto della città.

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Hmm... ma in che senso volete aggregare i kublaiani con la rassegna video? Cosa vorreste che facessimo? Scusate, probabilmente vi sembro uno stupido piantagrane, ma non capisco. :-(

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credo che Filippo intendesse dire che, "ad esempio" la nostra proposta su cui stiamo lavorando è quella della rassegna, ma non che i Kublaiani ci devono lavorare o essere spettatori. Logicamente se vogliono lavorarci saremo contentissimi (a Napoli si dice "chiù ne simme chiù bell parimm", più siamo e più siamo belli + o -)

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Io vorrei darvi la mia disponibilità a dare un contributo, essendo sesnsibile all'argomento (la mia famiglia è per 2/3 dell'Aquila). Fatemi capire in cosa potrei esservi utile.

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Cara Alida, quello che abbiamo in mente è di organizzare più iniziative (per dopo il G8), per ora io stò raccogliendo tutti i documentari, che o proietteremo e con l'aiuto di qualche testimone, oppure daremo ai ragazzi dell'Accademia e loro coustriranno un loro racconto, o tutte e due le ipotesi, ci stiamo lavorando, tu puoi contribuire o a questa iniziativa o organizzarne quelche altr, il senso è quello esposto sopra

fammi sapere
Ilaria

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Ciao, provo a dire la mia da L'Aquila e come persona che lavora per l'Accademia dell'Immagine e insieme agli studenti, con i quali in questi due mesi abbiamo cercato di mettere insieme primi racconti per immagini di quello che c'è intorno. Non solo le macerie dico, ma anche tutto quello che lentissimamente si rimargina, o si deve ricostruire di sana pianta dalle vite delle persone, ai luoghi, alle relazioni. L'idea di avere l'occasione di vedere i documentari realizzati sul terremoto dell'Irpinia personalmente mi interessa, come mi interesserebbe confrontarmi con chi un'esperienza simile l'ha purtroppo già vissuta e credo che questo sia un dato che accomuna moltissime persone qui. Qualche giorno fa in una delle riunioni dei tanti comitati nati qui a L'Aquila "dopo", è intervenuto un ingegnere che ha vissuto il terremoto dell'Irpinia, bhè c'è stata un'attenzione e un silenzio mentre parlava molto significativi. Quindi per farla breve, ripeto trovo l'idea molto interessante. La difficoltà che avverto in questo momento è però portare fuori le persone dai campi, convincerla ad interessarsi ad altro, uscire dalla placenta della protezione civile. A questo poi si aggiunge la fatica che si fa per far circolare le informazioni su questo tipo di eventi, la rete sì, ma non è sufficiente, su questo bisogna lavorare. Quanto alla "logistica" i luoghi si possono trovare, da qui a qualche tempo forse potremo avere qualche spazio in più oltre ai campi, probabilmente verranno installate delle strutture provvisorie "multimediali" (!) e vedremo se potremo utilizzarle. Scusate forse ho scritto troppo, ma spero vi sia utile

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Alessia, ottimo contributo. Direi che a questo punto Ilaria è pronta per partire...

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cara, ci stiamo muovendo per raccogliere i video, soprattutto in digitale (quelli in vhs cercheremo di riversarli). ho incontrato Filippo a Napoli e mi ha ben raccontato ciò che sta accadendo!!! quando abbiamo un po di materiale ci vediamo (sarai avvertita) e decidiamo,T quali proiettare chi invitare, poi un sopralluogo sul dove, qui inizia anche tu a farti un'idea, l'avvio di una informazione via rete e una di volantinaggio presso i "campi" (che hanno sempre meno a che fare con l'idea di una radura coltivata e più con quelli di concentramento). Se ci riesci prova a organizzare una lista di comitati C'è questo 3.32 che ho conosciuto domenica ad una manifestazione organizzata dall'università di teramo, che ha proiettato dei video. Questa cosa che l'Aquila è diventata un set cinematografico mi lascia molto perplessa...
tieniti pronta :-)

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Ciao Ilaria, non so se è iscritto in Kublai, ma certamente è molto vicino Marco Longo, uno psicoterapeuta, fondatore di Pische/tecno/logica/mente impegnato fin dai primissimi giorni a dare ausilio psicologico in Abruzzo, certamente il suo contatto, la sua esperienza di psicoterapeuta potrà portare un valore aggiunto e una "scossa" di creatività.

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