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Oltre IDEA STORE (cantiere)

Pochi anni fa a Londra sono nati gli IDEA STORE. Partendo da qui vi propongo di progettare insieme un nuovo modello di istituzione culturale che superi la biblioteca, il museo, l’informagiovani.

Sito web: http://www.freewebs.com/iscantiere
Luogo: LAZIO
Membri: 39
Attività Recenti: 8 Ago

Oltre IDEA STORE


La biblioteca, il museo, l’Informagiovani, il Centro di documentazione, l’archivio. Sono questi i modelli delle istituzioni culturali pubbliche disseminate sul territorio. In ogni paese, anche il più piccolo, esiste almeno uno di questi luoghi. Importanti, certo, anzi da sostenere, perché troppo spesso sottovalutati o tenuti a livello di pura sopravvivenza dalle amministrazioni locali. Ma soprattutto poco attraenti, poco vivi, e per questo ignorati dai giovani, dai ragazzi. Magari usati giusto quando serve, quando non se ne può fare a meno.

I modelli di queste istituzioni sono consolidati, le regole del loro funzionamento non vengono quasi mai messe in discussione. E, altro grave elemento da considerare, ognuno di questi luoghi funziona per conto proprio, non dialoga o meglio non si mescola con l’altro o gli altri. E’ geloso della propria specificità. Non è disposto a mettersi in gioco, ad uscire dalle regole e dai “regolamenti per il funzionamento”. Spesso chi ci lavora vive la propria professionalità come un bastione da difendere dagli assalti degli “altri”, soprattutto da chi sta fuori. Ed in questo è aiutato, per esempio, dalle norme per le assunzioni nel pubblico impiego. Complicate, lunghe, estenuanti e soprattutto inutili, perché le amministrazioni pubbliche semplicemente non assumono, anzi hanno il problema di tagliare le spese, tagliare il personale. Quindi queste cittadelle, oggi difese strenuamente da chi ci lavora, domani (ma proprio letteralmente domani) saranno vuote.
Perché non ripensarle, finché ci rimane tempo?
Il progetto, o meglio l’idea progettuale, è proprio questo.
Ci sono esperienze che tentano di innovare e di creare qualcosa di nuovo, ma spesso sono occasioni estemporanee, legate magari ad un gruppo di persone con una mentalità aperta e disposta a rischiare. Altro è creare un modello di servizio non effimero. Con nuove regole per organizzare gli spazi, con servizi nuovi, con orari diversi, con un rapporto con gli utenti paritario, con un nuovo sistema di “arruolamento” del personale.
Ripeto: qualcosa si sta facendo in giro per l’Italia e, soprattutto, nel mondo. Sarebbe importante per prima cosa conoscere questa mappa di luoghi, scambiarsi le informazioni,
studiare come funzionano, cosa offrono e , magari, andare oltre.
Poi provare a fissare un modello dettagliando spazi, servizi, personale, costi per l’avvio e costi di gestione.

In fondo è quello che è successo pochi anni fa a Londra. Un gruppo di persone, stanche di sentire le continue lamentazioni sui giovani che non leggono, sui giovani che non frequentano i luoghi e le strutture “culturali”, soprattutto le biblioteche, ecc. hanno presentato agli amministratori un progetto di un nuovo “contenitore di servizi culturali” per il proprio comune londinese di Tower Hamlets: lo hanno chiamato IDEA STORE. Il progetto è piaciuto ed il gruppo è stato incaricato di realizzare un prototipo. Il successo di questa nuova struttura ha portato alla replica in altri quartieri. Il primo IS ha aperto le porte nel maggio del 2002 a Bow. L’ultimo a Canary Wharf nel marzo del 2006.

“La collocazione in zone periferiche è risultata essere vincente: l’arte e la cultura quali strumenti di rigenerazione e motore di sviluppo fisico, sociale ed economico di zone degradate hanno, infatti, favorito il coinvolgimento della popolazione locale. La Peckam Library, per esempio, è nata dalla volontà di rivalutare e dare nuovo impulso culturale alla zona di Peckham. La scelta della loro collocazione accanto a punti di interesse commerciale (supermercati, grandi mercati, centri commerciali, uffici) ha favorito la conciliazione tra stile di vita moderno e fruizione culturale. Gli Idea Store di Canary Wharf, nel centro finanziario della capitale inglese, o quello di White Chapel, nel grande mercato, ne sono un esempio.”

P.S. La cosa curiosa è che l’IDEA STORE è un progetto di un italiano, Sergio Dogliani, un torinese che viveva a Londra da molti anni, facendo l’insegnante di italiano.
Su Flickr (http://www.flickr.com/search/?s=int&q=%22idea+store%22&m=text ) ci sono molte foto che danno un’idea degli spazi.

Insomma questo è solo un esempio tra i tanti. In questo caso la formula del cocktail è: 1/3 biblioteca, 1/3 centro di formazione, 1/3 accesso risorse digitali (archivio, museo, biblioteca digitale e on line), il tutto in un ambiente tipo caffetteria.
Ma quello che più conta è la filosofia di luoghi come questi. Si puo’ andare oltre (per esempio l’area “formazione” è forse troppo rigida come impostazione), o, meglio ancora, studiare modelli più agili, flessibili, adatti a luoghi specifici.

L’obiettivo finale è creare uno strumento, nelle mani degli amministratori pubblici, utile per politiche di inclusione sociale, creando uno spazio gradevole e orientato all’apprendimento e alla socialità in zone “difficili”.

Per ora quello che ho proposto non è un vero progetto, ma forse un programma, un’idea appena abbozzata. Io avrei voglia e tempo di provare a trasformarla in un progetto . C’è qualcuno tra i kublaiani che vuole aiutarmi a svilupparla (sia a livello di prototipo che di oggetto reale calato in un contesto territoriale preciso)? Vale la pena di lavorarci insieme?

Maurizio aka Mau Messenger


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Federico V. Commento da Federico V. il 15 Luglio 2009 a 11:26
Ciao Maurizio
Il tuo progetto mi piace moltissimo, sia per il modello sociale che proponi che per una naturale attitudine alla a-specificità, che mi sembra elemento fondante di questo progetto.
Ma poi vedo che da gennaio si è apparentemente fermato tutto, anche se a maggio ti sei riaffacciato con la stessa passione.
E ora? Cos è successo?
luigi imbriani Commento da luigi imbriani il 1 Giugno 2009 a 13:18
Ciao maurizio,
intanto, complimenti per l'idea e l'iniziativa che hai intrapreso.
Sono da poco sbarcato su kublai e per quasto devo ringraziare per l'ennesima volta la Regione Puglia... ke dopo aver approvato un mio progetto con il Principi Attivi Camp mi ha dato la possibilità di conoscere questa bellissima comunità!
Da anni mi occupo di progetti culturali inerenti la lettura, i libri, biblioteche e book-crossing... sono molto interessato alla tua idea.
Anzi... ti dirò di più. Vorrei poter sfruttare, insieme alla mia associazione, un bando regionale per la creazione di una micro-impresa inerente all'IS!
La Città di Lecce, nonostante sia una nota città d'arte e sede di una prestigiosa università, non ha una biblioteca comunale (solo provinciale e univarsitaria!) e credo che l'archivio sia delegato ai vari assessorati (non ne sono sicuro).
Mi piace l'idea del grande culturale contenitore per tutti... nelle zone a margine o nelle vicinanze dei centri commerciali... immagino ampi spazi... piazze e verde...
E... approfondirei il discorso della "rete" di IS.

saluti a tutti!
Maurizio aka Mau Messenger Commento da Maurizio aka Mau Messenger il 20 Maggio 2009 a 18:32
Intanto mi scuso con tutti per la mia lunga "assenza". Adesso ho un po' più di tempo e proverò a rispondere ad alcune domande che mi sono state fatte. Incomincio dall'ultima, quella di Alberto. Beh, la tua proposta mi piace molto! L'idea di "vedere" lo spazio mi è sempre sembrata affascinante. Qualche tempo fa ho dato una mano a Stex e ai suoi builders per definire alcune caratteristiche degli spazi dell'Hub Creativo (il progetto della Provincia di Milano) e quindi la voglia di trafficare in 2L c'è anche se non ho cognizioni sufficienti per farlo da solo. Quindi se da Kublai mi venisse in aiuto, ne sarei felicissimo. L'incoraggiamento di Alessandra è già un primo passo importante.
Il mio progetto ha, fin dalla sua nascita, il "difetto" di non essere legato ad una esperienza concreta, ma di operare su un modello astratto. Quindi ben vengano tute le occasioni per sperimentare situazioni sul campo. Quindi a Domenico dico: parliamone, sono disponibile. Partire dal punto in cui si lascia la terraferma, mi sembra già un buon inizio.
Mr Volare aka Alberto Cottica Commento da Mr Volare aka Alberto Cottica il 17 Maggio 2009 a 11:58
Giusto una piccola cosa, Mau e Alessandra: stiamo pensando di lanciare in SL - proprio sull'isola di Kublai - una piccola facility per provare a costruire modelli 3D di spazi creativi, che ci viene utile epr ragioni troppo lunghe da spiegare qui. Pensavo che forse al documento di progetto di IS si potrebbe allegare un video girato in SL in cui si vede lo spazio come risulterebbe... so che Maurizio sta pensando in termini di eventi, ma vedo che altri, come Alessandra e Domenico qui sotto, continuano a pensare in termini di spazi, mi sa che quella è un'esigenza che comunque è sentita.
Domenico Cogliandro Commento da Domenico Cogliandro il 16 Maggio 2009 a 20:07
Mettiamola così. Lo scorso anno ho pensato (col suggerimento prezioso di mia figlia) che sarebbe stato interessante aprire una "libroteca": via di mezzo tra una biblioteca e un bookstore "orientato" alla vendita di edizioni particolari (piccoli editori). Possiedo una biblioteca personale di oltre 3000 libri, di vario genere, e molto materiale d'archivio, edizioni ottocentesche, etc... Il posto dove ho la residenza (Villa San Giovanni) noto per essere l'imbuto di passaggio dei passeggeri da e per la Sicilia, via Stretto di Messina, non possiede una libreria o, per meglio dire, una vera libreria (chei vuol comprare libri li può trovare in un centro commerciale o dentro la stazione ferroviaria) e la biblioteca comunale, esistente, è destinata all'inedia, nonostante un direttore resistente e tenace. Questa città, devo dire, non ha nemmeno un cinema, un teatro, una sala concerti e addirittura nemmeno una vera area ludica per i ragazzi. Sicché l'Idea Store, o una cosa del genere, sarebbe interessante farla. Va solo declinata. Quello che si può mettere in gioco a Londra, a Milano, a Pisa o a Palermo è ben diverso da quello che si può solo immaginare qui. E non è solo questione di spazi, ma di mentalità. Ma vediamo di concertare una relazione sull'argomento, che ci tocca e ci interessa.
Alessandra Domenici Commento da Alessandra Domenici il 10 Maggio 2009 a 18:16
Ciao Maurizio,
penso che IDEASTORE sia un progetto estremamente interessante, trovo che la costruzione di nuovi spazi creativi con al centro un servizio bibliotecario e di formazione vada a colmare una richiesta che in questi tempi è davvero alta. Oltre a favorire la diffusione e la valorizzazione culturale in aree "disagiate", in una modalità assolutamente creativa e volta all'interazione, penso che un progetto del genere possa avere risonanza anche in territori dove la produzione culturale è ampia. Vengo da Pisa, uno dei centri universitari più prestigiosi d'Italia, che deve molto della propria cultura e delle risorse economiche proprio agli studenti. Eppure la mia città offre molto poco da questo punto di vista; le amministrazione sono pigre e non si rendono conto del potenziale che hanno e della poca promozione culturale che fanno. Mi sono chiesta spesso quale fosse il motivo e penso che dipenda in parte dai modelli delle P.a che sono diventati vecchi per le esigenze attuali, e in parte dalla mentalità dei cittadini, ormai rassegnati ad un "ristagno culturale" e poco vogliosi di aprirsi al nuovo. Penso che le persone che risentano maggiormente di tutto questo siano i giovani e gli studenti universitari, che hanno visto troppe volte limitazioni ad iniziative simili a IS che avevano promosso autonomamente e con grande successo, sebbene per brevi periodi. Ho parlato di Pisa ma credo che considerazioni analoghe possano valere anche per altre città.
Riguardo al progetto, vorrei farti alcune domande:
- come pensi di muoverti per coinvolgere la comunità locale?
-nel caso in cui si venisse a creare una rete di IS, come penseresti di farle comunicare ed interagire tra loro? pensi che sarebbe utile la creazione di progetti comuni?
- hai in mente anche un progetto di IS anche su SL?

In bocca al lupo,
Alessandra
Michele Ucciferri Commento da Michele Ucciferri il 10 Maggio 2009 a 17:11
Ciao Maurizio,
il tuo progetto mi ha incuriosito molto soprattutto perchè lo ero già stato in precedenza dall' "IDEASTORE" londinese.
Il punto forte del progetto è la creazione di un punto culturalmente attivo e di condivisione; ne consegue che posizionarlo- come previsto anche dagli IS- presso centri di interesse o di "concentrazione" pubblica sia il pretesto necessario per renderlo interessante (perchè accessibile) alla massa degli ipotetici utenti.
Oltre la mera attività bibliotecaria o di archivio di base, inoltre, si crea una rete di altre attività: laboratorio di produzione culturale e artistica, programmazione di eventi e azioni di valorizzazione del territorio.
Sono questi servizi plus, appunto, che rendono il progetto efficiente.
Il punto debole è il coinvolgimento delle amministrazioni pubbliche.
Soprattutto nelle piccole realtà , nelle quali servirebbe davvero un progetto per rinnovare "stili di cultura", non è semplice inculcare un'idea simile, vuoi per la negligenza delle stesse amministrazioni, vuoi per la scarsa importanza che la cultura in senso stretto ha rispetto a quel che si può definire "entertainment".
Un progetto simile ad IS in Italia è sicuramente degno di nota anche se necessita di un doppio sforzo per la realizzazione .....ma per un cambiamento culturale gli sforzi non sono mai vani.
Michele Ucciferri
Alessandra Commento da Alessandra il 9 dicembre 2008 a 14:44
Ciao Maurizio, il tuo progetto mi tocca molte corde... Il problema della percezione da parte del pubblico dei luoghi dell'informazione mi è sempre sembrato critico. Penso che ubicarlo nelle periferie sarebbe un'azione molto forte e di grande impatto. Inoltre mi trovi totalmente d'accordo sul progetto di assumere solo personale motivato: secondo me è uno dei motivi principali per cui biblioteche & c. spesso sono ignorate dai potenziali utenti. Spero di poter seguire da vicino questo tuo lavoro!
Cristian Mazzoni Commento da Cristian Mazzoni il 13 Novembre 2008 a 20:11
ciao mau, il tuo progetto mi interessa molto in quanto concordo con la filosofia messa in evidenza nel programma. Non sarebbe male, anche perchè penso che le nuove generazioni siano un pò in crisi: poca cultura, abiti firmati o tarocco firmati, poco digitali, tanta tv spazzatura e tutto il resto.....
emanuele Commento da emanuele il 18 Settembre 2008 a 19:19
Un suggerimento per "lo chiameremo...": una biblioteca, un museo, un centro di documentazione, un archivio, un centro di relazioni social, un luogo di formazione permanente, un accesso libero alle risorse digitali: con una parola un aleph.

Suggerisco aleph ideas
 

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