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iBusBox interagire cultura

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iBusBox è un progetto di Telateatro

L’ iBusBox- interagire cultura è un laboratorio mobile costruito su un pullman di linea a cui viene data nuova vita ed utilizzo. Svuotato dei sedili, riadattato a spazio da adibire a postazioni…Continua

Iniziata da iBusBox - interagire cultura - 24 Dic 2009.

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Commento da Walter Giacovelli il 8 Febbraio 2010 a 16:18
Anche noi di Diox City siamo stati al Bollenti Spiriti, so che vi siente incontrati con Giovanni D'Aloia.
Commento da Elena Riccardo il 8 Febbraio 2010 a 12:53
Antonio, raccontaci l'esperienza del Bollenti Spiriti Camp! :-)
Commento da Elena Riccardo il 13 Gennaio 2010 a 12:11
Ce ne sono di luoghi dell'anima di questo Salento da esplorare, descrivere, da mettere in circolazione e in rete e offrire alla curiosità di quanti hanno ancora voglia di "ficcanasare" nei vicoli, oltre gli usci. L'iBusBox amerebbe far questo e non solo per la terra in cui nasce ma anche per tutte le terre che potrebbe incontrare, nella convinzione che le anime di luoghi come la Puglia, l'Italia e il mondo siano pieni di vicoli nei quali "ficcanasare", di usci oltre i quali guardare.
Commento da Walter Giacovelli il 12 Gennaio 2010 a 15:51
Ciao Gabriele, anche io concordo con le cose che hai scritto, le ho lasciate scrivere a te che sei leccese, io da tarantino (o meglio da figlio della valle d'Itria e dei suoi trulli) sarei stato meno credibile se avessi toccato i tasti della deriva propagandista di un "Salento" tutto sole e danza, che ha saputo vendere o forse svendere a differenti target, prevalentemente radical chic o bo-bo (borghesia bohemien).
Putroppo questa terra ha molti scheletri negli armadi, da livelli di Co2 elevatissimi, il monopolio assoluto della diossina Italiana con Ilva di Taranto e Cerano di Brindisi, passando per rifiuti tossici e uranio impoverito, speculazione selvaggia del territorio che sta facendo scomparire a ritmi di "metri" e non "centimetri"/anno le coste salentine, e via discorrendo.
Allora non bisogna temere di essere accusati di eresia o di autolesionismo nel ricordare, denunciare ed evidenziare queste contraddizioni, anzichè partecipare a questo meccanismo propagandistico a cui comunque va reso comunque merito di aver portato l'attenzione verso dinamiche glocali, anche se questa operazione ha preso una direttrice un pò troppo autoreferenziale e commercialistica; la Red Bull ad esempio è stata sponsor della notte della Taranta, ed imponeva nelle interviste a vecchi maestri tipo Uccio Aloisi di tenere in mano una lattina di red bull, nell'immediato certamente quel gesto ha fruttato un contratto di qualche decina o forse centinaia di migliaia di euro, ma alla lunga avrà impoverito il significato ancestrale e rituale della taranta, celebrazione delle comunità matriarcali legate ai riti di dionisiaci, del grano, del vino e di altri prodotti della terra, alla liberazione delle energie e delle frequenze interiori, una cosa quindi molto più complessa e profonda della taurina della bevanda energetica.
Ma non voglio banalizzarmi e fossilizzarmi con questo infelice aneddoto che è come sparare sulla croce rossa, credo che tu come altri registi salentini e pugliesi, sentiate il bisogno di raccontare un altro salento, noi con l'Opera crossmediale Diox City ci stiamo provando partendo da Taranto.
Commento da massimo ciccolini il 12 Gennaio 2010 a 13:58
caspita se hai ragione Gabriele, hai scritto cose che troppo spesso si dimenticano.
grazie
Commento da gabriele pedone il 12 Gennaio 2010 a 13:12
destabilizzare culturalmente un territorio, ancora troppo ancorato ad una forma di arretrazza culturale che attualmente chiama tradizione, ignorandone il significato reale e la vera essenza, favorendo invece la mercificazione pura e semplice, è un compito arduo.
E' difficile proporre pensiero (cultura) senza cadere nei soliti cliché tremendamente inutili al fine culturale, penso alle varie tarantole e le loro fastidiose notti, al furto dei trulli come svendita al turista.
Bypassare questa fase di ammorbamento della cultura è difficile e credo che il tuo progetto possa essere utile in tal senso.
In questo caso non si tratta secondo me di essere più o meno allineati all'Europa ma quanto di più all'intero pianeta.
Si potrebbe perfino pensare che si possa arrivare a svuotare perfino i luoghi per poterne dare nuovo e più utile "utilizzo".
Già perchè i veri disastri ambientali in quello che loro chiamano salento sono tanti e spesso resi invisibili ai nostri occhi, come ad esempio: l'enorme inquinamento che genera lo spostamento di massa per le notti delle Tarantola, o il suo inquinamento acustico, o la pattumiera lasciata alla fine della manifestazione, ma anche il clientelarismo della cultura in puglia, la staticità e quindi l'assenza di un nuovo pensiero, la riduzione in sovversivo del libero pensatore, l'assenza di case della cultura e del libero pensiero o di luoghi di ricerca e di HUB anche questi sono disastri ambientali.
Infine tenere in mente che per fare tecnologia bisogna in primo luogo rispettare l'ambiente e cercare di collaborare insieme e non sostituirlo è di estrema importanza ed a me pare che tu questo punto l'abbia centrato in pieno.
Auguro quindi le migliori fortune a questo progetto che spero possa mantenere le premesse iniziali e fare cultura e non propaganda, ma del resto antonio ti conosco e so che ci metterai tutto te stesso.
un sincero abbraccio
gabriele
Commento da Alessandra Caiulo il 30 dicembre 2009 a 16:07
:)
Commento da iBusBox - interagire cultura - il 21 dicembre 2009 a 22:07
A.Rollo dice: Lo spirito del progetto iBusBox interagire cultura si ispira al rapporto tra la mobilità delle tecnologie e un contemporaneo. Dove le risorse naturali sono messe in seria crisi dall'attività spasmodica degli esseri umani. Anche il Salento e la Puglia non sono immuni dai disastri ambientali dell'ultimo ventennio. Se l'iBusBox interagire cultura esisterà si prende la responsabilità di compensare le sue immissioni legate alla "fabbricazione" attraverso un protocollo d'intesa tra enti pubblici e privati che si impegnano a far crescere piante e alberi sul territorio in relazione al tasso d'inquinamento prodotto.
Commento da iBusBox - interagire cultura - il 21 dicembre 2009 a 21:44
Ciao Mr, il progetto è molto diverso! Nel .pdf ibusboxIC trovi qualche notizia in più rispetto a quello che è l'ibusbox e rispetto a quello che hai potuto leggere sul sito. Ecco qui un link http://www.ibusbox.net/principiattivi/explore.html un piccolo esempio di circa sei anni quando ci si accontentava di peugeot pieno di tecnologie con il quale si andava in giro nella magnifica Grecia Salentina. Grazie per la tua osservazione!
Commento da Mr Volare aka Alberto Cottica il 21 dicembre 2009 a 19:48
Benvenuto, Antonio! Non è che il sito dica poi molto su iBusBox, quindi per ora non c'è molto spazio per ragionare sul tuo progetto. A me è venuto in mente Kinovan...
 

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