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Conversazioni creative

Dopo mesi di assenza ecco la bozza di un ipotetico progetto. Mancano molti dettagli e il disegno, ma credo che sia un ottimo punto di partenza per cogliere tutti i vostri suggerimenti.

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Risposte a questa discussione

Wow, Gabriele! Complimenti. Leggiamo e reagiamo presto.
Ciao Gabriele, complimenti :-)

A presto con i feedback!
Benissimo Gabriele leggerò anche io con interesse la Bozza progettuale, intanto complimenti a prescindere! per la tenacia.
Ciao Gabriele, ben fatto davvero. A prestissimo con qualche commento più puntuale.
Ciao Gabriele, ho cercato di leggere con attenzione il progetto che hai pubblicato.

Divido, per semplicità, il progetto in due parti: quella descrittiva e quella economica.

La prima parte descrittiva mi sembra abbastanza completa (anche se solo voi conoscete i dettagli dell'idea), però trovo lo sviluppo del testo non armonioso. Vi si trovano parti descrittive molto generiche e contemporaneamente i dettagli sugli orari delle attività. Si tratta di un dettaglio informativo molto diverso che non aiuta la comunicazione. Non si tratta solo di stile, ma di distinguere le informazioni essenziali per impostare le attività da quelle che sono le attività vere e proprie (che possono anche non trovare una descrizione qui)


Veniamo alla parte economica che mi interessa di più.

Hai parlato di costituire una cooperativa: come avete valutato questa scelta? Ad esempio, hai scritto che l'utile verrà distribuito ai disabili, ma questo non è possibile farlo con una cooperativa!

La valutazione dei costi e delle entrate, in una fase in cui non è neanche stato ipotizzato un progetto tecnico, è davvero difficile.

Ad esempio, avete ipotizzato di vendere 50 spazi-orto con un certo canone: ma quanto è grande un orto? Questo dato è molto importante per modificare i parametri economici nel momento in cui vi troverete a valutare un terreno.
Ad es, se avrete solo 30 spazi-orto, andrete in rosso.

Fatti questi esempi, io vi inviterei a riscrivere il prospetto economico-finanziario in questo modo:

- tenete presente i tempi: il primo anno di attività serve a mettere in piedi la struttura e vi saranno solo costi o quasi. Calcolate sempre quando i soldi entrano e quando escono per capire se avete cassa per fare i pagamenti (va bene un prospetto mensile di entrate e uscite). Quindi vi serve un prospetto per il primo anno ed uno per gli anni a venire.

- Fate una lista dettagliata di tutti i costi suddividendoli in "strutturali" (o patrimoniali) e "gestionali" (o operativi): i primi tipicamente durano negli anni (il capanno attrezzi, i computers, ecc), i secondi si consumano entro l'anno e dovrebbero avere una copertura finanziaria ottenuta con le entrate (es.: per vedere i semi, li devi prima comprare)

- I costi gestionali vanno divisi in 2 tipologie: costi industriali (quelli legati strettamente al business) e costi amministrativi. I primi devono essere ripagati direttamente dalle attività che vendete, mentre i secondi vanno sostenuti attraverso il margine, o guadagno, fatto con i primi.

- Cercate di elaborare un listino per gli spazi-orto a seconda dei servizi aggiuntivi


Ok, per il momento mi fermo qui. Continuiamo a discutere di questi elementi se non sono chiari e diamoci un appuntamento alla prossima versione del documento :-)
Ciao Nicola,
grazie dei commenti dettagliati e soprattutto dei suggerimenti. Avevo preannunciato che era ancora una versione bozza e l'ho pubblicato proprio per ricevere preziosi consigli come il tuo. Io non ho idea di piani economici, industriali ecc... Quando ho intuito o meglio scoperto che il costo di start up sarebbe stato gigantesco ho puntato allo sviluppo di un modello.
La mia speranza è che un comune prenda a cuore l'idea e la sviluppi. Io economicamente non riuscirei mai. Ma migliorerò queste istruzioni per costruire il Giardino Biosocciale. Purtroppo chi doveva aiutarmi coi disegni e progetti non ha mantenuto l'impegno.
Sto già lavorando alle parti incomplete e ovviamente ristrutturerò il tutto coi vostri suggerimenti.
Grazie
Francesco, da poco esiste un'alternativa al dialogo a distanza - come stai facendo con Nicola - per completare il percorso di Kublai verso un documento di progetto che "tiene": si tratta della versione condensata che chiamiamo progetto in un giorno. Informazioni qui.
Va benissimo Gabriele, vai avanti così.

Segui il suggerimento di Alberto e continua ad appronfondire i dettagli.

Anche se il progetto dovesse dipendere da un intervento pubblico, dovresti avere chiarissimo in testa e su carta quanto costa... altrimenti 1° non sai cosa chiedere, 2° non ottieni credibilità

buon lavoro e chiedi pure qualora avessi dei dubbi
Ciao Gabriele, ho potuto leggere il tuo progetto e come promesso ti sottopongo qualche considerazione.
Tralascio per il momento la parte economica, che è già stata trattata da Nicola, salvo dirti che mi trovo perfettamente con quello che dice, e mi metto anche io a tua disposizione per eventuali dubbi.
Sulla parte descrittiva, di seguito i commenti:

- Struttura del testo. Dai un’occhiata alla struttura del documento, facendo attenzione che i contenuti seguano una certa consequenzialità logica. Forse “l’executive summary”, ovvero la parte in cui descrivi l’idea progettuale, andrebbe meglio integrata nel resto del testo. Mi spiego: in quella parte raggiungi un livello descrittivo molto dettagliato, ma dopo poco si torna ad una descrizione di contesto che in quel punto stona un po’; forse andrebbe spostata.

- Modello di funzionamento. Nel documento viene lasciato poco spazio alla descrizione di come dovrebbe funzionare il progetto. Ovvero, mentre c’è una parte molto dettagliata sull’organizzazione tipo di una giornata, ad un occhio esterno potrebbe sfuggire esattamente quello che hai in mente come modello di funzionamento. Ad es., ti rivolgi continuamente ad un target ben specifico: bambini, disabili e anziani, oltre ai dipendenti specializzati. Ma nel dettaglio non si capisce, ad es. chi dovrebbe far parte della cooperativa; a chi ti rivolgerai per l’affitto degli orti; se i disabili sono coinvolti solo nelle attività di manutenzione o anche altro; qual è il contributo che daranno gli anziani nel giardino, e se previsto, a fronte di che cosa. Tieni presente che il documento che scrivi deve essere charo, perché può finire sulla scrivania di una persona che magari di lavoro fa tutt’altro, e quindi anche autoconsistente, ovvero completo ed esaustivo nelle descrizioni. Tieni inoltre presente che, anche se vorrai presentare il progetto ad altri, nessuno avrà gli skill di progettualità che avrai tu. Ovvero un ipotetico comune – verosimilmente – non prenderà il tuo progetto per farlo suo. Il modello di funzionamento e le risorse necessarie per metterlo in campo devi definirle tu.

- Attività. Oltre al modello di funzionamento, le attività che occorrono per realizzare l’intervento devono avere un loro valore intrinseco. Si parla di piano delle attività, perché da esso scaturiscono dipendenze, vincoli. Ragionare in termini di attività aiuta anche a capire se l’idea che hai è concretamente fattibile, richiede tempi più lunghi del previsto, o dei passaggi che non erano stati programmati (es. eventuali autorizzazioni, ecc.)

- Alleanze. Trovare e costruire le alleanze di progetto è un lavoro a parte. Anche se ancora non avete ben chiaro a chi vi andrete a rivolgere per la realizzazione del progetto, dovresti fare un minimo di mappatura degli attori che ci sono sul territorio – una sorta di lista con riferimenti, contatti, ecc. – da tenere con te per quando sarà il momento.

- Disegno di progetto. Effettivamente la tua idea progetto è così evocativa che viene voglia di vedere, seppure in bozza, un’immagine di come sarà il giardino. A questo proposito ti consiglio di sondare lo stesso Kublai, perché ci sono molte persone che hanno questi skill e sicuramente ti potrebbero aiutare. Al momento mi viene in mente Anna di Porto Qui, ma sono sicura che molti altri di noi ti sapranno indirizzare verso le persone giuste.

Per il momento mi fermo qui, sempre a disposizione se hai dubbi e… buon lavoro!
Carissimo Gabriele,
ho letto il tuo documento che hai presentato a kublai qualche mese fa. Da allora ti sono stati inviati una serie di suggerimenti da tenere in considerazione a cui non hai dato seguito, come mai? Ritengo interessante il tuo progetto; la sua finalità è meravigliosa e la descrizione è emozionante. Chiaramente i progetti d’impresa non si reggono solo sulle parole, ma, sicuramente, l’entusiasmo, che affiora dalla tua descrizione, deve darti spinta a continuare a credere nella tua iniziativa ed a realizzare altri approfondimenti importanti per non perdere di vista l’obiettivo. La vostra iniziativa è utile non solo a voi ma a tutto il territorio di riferimento. Pertanto ti inviterei a rimetterci mano, sempre che tu non lo stia già facendo. Ho fatto questa premessa senza neanche presentarmi. Mi chiamo Angelita e faccio parte dello staff di coaching di kublai. Entro nel merito delle mie considerazioni: innanzitutto la compagine. Ho la sensazione che tu abbia il desiderio di coinvolgere disabili e soggetti svantaggiati nel tuo organico non solo lavorativo, ma anche gestionale ed organizzativo. Se così fosse, la tua società si configurerebbe come una cooperativo sociale di tipo B, rivolta ad ogni settore produttivo e di servizi che sia composta da almeno il 30% di soggetti svantaggiati. Solo in tal caso avrebbe un senso la redistribuzione in parte degli utili realizzati, secondo uno dei principi fondamentali delle cooperative che ne definisce la natura non speculativa delle stesse. Ritengo però che, seppure tu abbia questa intenzione, la valutazione degli utili è stata stimata in modo eccessivamente generico. Vai per gradi, e definisci prima il progetto ed il piano degli investimenti. Non hai necessariamente bisogno di tecnici ed esperti in progettazione, puoi provare anche da solo a divertirti un po’ immaginando su carta come devono essere realizzati ed erogati i singoli servizi. Provaci e fammi sapere come è andata. Io attendo tue notizie per poi darti, eventualmente, altre indicazioni sia in merito ad opportunità agevolative che di dettaglio progettuale. Saluti cari
Angelita

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