Kublai

Conversazioni creative

Ciao a tutti,
entro dicembre scade il bando per la partecipazione a Creative Clusters, progetto de La Città della Scienza per la selezione di idee innovative volte a migliorare la qualità della vita e contribuire allo sviluppo sostenibile. Dopo la selezione delle prime 30 proposte che potranno accedere ad attività di laboratorio, le migliori 5 verranno supportate per la realizzazione di un business plan.
Pensiamo che possa essere una buona opportunità per testare e formalizzare il lavoro finora portato avanti.
Per l'adesione è necessario compilare un  format on-line in cui viene richiesto di descrivere i principi cardine dell'idea progettuale.
Vi riportiamo quanto abbiamo finora elaborato e vi chiediamo di essere i più critici possibile!  :-)
________________________
VERSIONE DEFINITIVA del 20/12/2010
TITOLO DEL PROGETTO: Fund For Culture

1. Presentazione dell’idea progetto


1.1 Descrizione dell’idea/progetto (che bisogno soddisfa, come lo soddisfa e a chi si rivolge) - max 1000 caratteri.

 

Fund For Culture sarà un giardino web dove chi fa cultura può piantare i semi dei progetti e qualunque persona interessata può dargli vita attraverso un contributo goccia a goccia.

FFC risponde all’assenza di una modalità di raccolta fondi per la cultura basata sui micro-contributi di tanti di donatori spinti dal senso d’appartenenza al territorio e dal valore del bene comune.

La raccolta fondi avverrà attraverso una piattaforma web di crowdfunding che colleghi chi produce cultura e chi vuole sostenerla economicamente.

I destinatari della piattaforma saranno, da un lato, gli operatori culturali, le associazioni e gli enti pubblici, dall’altro i potenziali donatori e sostenitori della cultura. Chi richiede fondi usufruirà di un servizio di fundraising innovativo, otterrà visibilità e amplierà la sua rete di contatti; chi dona avrà la possibilità di dare il proprio contributo alla cultura in uno spirito di comunità e in modo semplice. Entrambi creeranno sviluppo per il territorio con FFC.

 

1.2 Descrizione tecnica dell’idea/progetto (originalità portata innovativa del progetto) -  max 1000 caratteri.


Dall’analisi del contesto competitivo è emerso che attualmente non esistono piattaforme web di crowdfunding dedicate esclusivamente al sostegno di progetti culturali e che le donazioni individuali per la cultura presentano in Italia un elevato potenziale di crescita inesplorato (Eurisko, 2007).

FFC intende sviluppare questo tipo di piattaforma basandola su un sistema di promesse fondate sulla responsabilità condivisa: ogni donatore sarà un tassello fondamentale per il raggiungimento del budget del progetto culturale proposto.

La mission di FFC è, quindi, fornire un servizio innovativo usando la tecnologia a sostegno di chi produce e di chi fruisce cultura, offrendosi come generatore di flussi monetari a favore di iniziative culturali e aggregatore di progetti e soggetti uniti dagli stessi valori.

FFC si auto-sosterrà con una % delle donazioni raccolte.

L’idea è in gestazione su Kublai, ambiente di progettazione on-line (http://progettokublai.ning.com/group/fundforculture).

 

2. Presentazione del singolo o del raggruppamento


2.1 Esperienze pregresse e le competenze relative all’idea - max 1000 caratteri.

Adriana Scuotto: Laurea in Organizzazione e Gestione del Patrimonio Culturale e Ambientale; Tesi di laurea triennale sul fundraising per la cultura; Esperienza di attività di fundraising presso un’associazione culturale.

Antonio Scarpati: Laurea in International Management; Esperienza lavorativa di 4 anni nel settore finanziario.

Mariavittoria Cicellin: Laurea in Economia Aziendale. Dottore di Ricerca in Scienze Manageriali; Cultore della materia presso l’Università di Napoli Federico II, CdL in Cultura e Amministrazione dei Beni Culturali e Organizzazione e Gestione del Patrimonio Culturale e Ambientale.

FFC ha riscosso interesse nel mondo accademico e si avvale del contributo del Prof. Stefano Consiglio, docente di Organizzazione Aziendale presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II.


3. Criteri di coerenza con le finalità dell’Avviso

 

3.1 Elementi che dimostrino in quale modo l’idea progettuale sia in grado di migliorare la qualità della vita - max 1000 caratteri.


Lo sviluppo economico di un territorio, da cui dipendono il livello di benessere e la qualità della vita delle persone, è strettamente collegato all’offerta culturale (Kowalska, Funck, 1999; Scott, 2004). Se la cultura viene però relegata a settore d’interesse secondario da parte delle istituzioni, come può essere soddisfatto il bisogno di cultura di un territorio?

FFC intende semplificare l’incontro tra chi può offrire cultura e i singoli individui facendo in modo che si uniscano nella consapevolezza del valore del bene comune.

Inoltre la piattaforma intende scardinare il rigido confine richiedente – donatore nel momento in cui chi dona per un progetto può diventare a tutti gli effetti promotore a sua volta. Da ciò scaturisce la creazione di un sentimento di compartecipazione che nasce sulla rete e invade il territorio.

Infine la piattaforma può essere un luogo di ritrovo per tutti coloro che offrono cultura e diventare elemento propulsore di un network territoriale.


3.2 Elementi che dimostrino in quale modo l’idea progettuale sia in grado di contribuire allo sviluppo economico e sociale - max 1000 caratteri.


Con FFC si raccoglieranno nuovi capitali finanziari verso progettualità culturali che creeranno, così, sviluppo sul territorio generando opportunità di lavoro e quindi più PIL.

Il raggiungimento del budget di progetto indicato dal richiedente, vincolo per la raccolta e l’erogazione delle somme, è lo stimolo affinché tutti compartecipino per arrivare alla meta unendo le forze. A tal fine, FFC intende fornire la possibilità di fare community affinché l’apporto vada oltre la sola donazione, si generi un passaparola virtuoso e si possa verificare il gradimento dei singoli progetti ex-ante. Le promesse di donazione, inoltre, mirano a responsabilizzare i donatori: solo se tutti manterranno l’impegno preso per sostenere lo sviluppo del proprio territorio, il progetto potrà prendere vita.

Così la partecipazione a FFC, anche con un piccolo contributo di 1 euro, crea senso di appartenenza e consente alla cultura di essere leva di sviluppo del territorio creando una cascata di valore.

 

3.3 Elementi che dimostrino in quale modo l’idea progettuale sia in grado di contribuire allo sviluppo ambientale - max 1000 caratteri.

 

Ogni iniziativa impatta sull’ambiente con un ammontare di emissioni di anidride carbonica e per questo necessita di un continuo monitoraggio e di soluzioni a impatto zero. Internet ha consentito una notevole riduzione delle emissioni annullando le distanze e facendo risparmiare tempo, energia e risorse. Tuttavia, si stima che l’Information Technology sia responsabile del 2% delle emissioni di gas serra europee (Gartner Inc).

Per questo, FFC si propone di adottare una serie di accorgimenti che consentano la riduzione delle emissioni di CO2 realizzando un portale semplice e intuitivo in modo da ridurre il consumo energetico che deriva dalla navigazione prolungata. Inoltre, si prefigge di aderire all’iniziativa di Lifegate “Zero Impatt Web” che compensa l’emissione di CO2 con il versamento di soldi necessari per piantare e mantenere nuovi alberi, in base al numero mensile di visualizzazioni del sito.

Tag: Creative Clusters, Fund For Culture

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Allegati:

Risposte a questa discussione

Antonio, il punto 1.1 è davvero poco chiaro. La prima frase è un po' contorta mentre dovrebbe colpire nel segno immediatamente.

Poi ti perdi con le premesse di contesto. Segui lo schema nel titolo: che bisogno soddisfa (trovare nuovi fondi per la cultura), come lo soddisfa (con una piattaforma web di crowdfunding che permette l'incontro tra chi produce cultura e chi vuole sostenere economicamente la cultura), a chi si rivolge (agli operatori culturali, alle associazioni, agli enti pubblici di cultura ed a tutto il target di potenziali donatori e sostenitori della cultura)

Fund for culture and culture for funding
bye
Ciao Antonio, condivido in pieno la tua voglia di concretizzare il prima possibile il progetto.

il punto 1.2 però mi sembra piuttosto vago e poco incisivo, in particolare perchè tu stesso accenni alle difficoltà che trova il fundrising ad affermarsi in Italia, e non è chiaro il modo in cui riusciresti a renderlo appetibile anche qui da noi; su questo argomento mi pare ci sia stato un approfondimento, anche se non sono sicuro che l'obiettivo sia stato (ancora) pienamente raggiunto.

A mio avviso varrebbe la pena di compiere uno sforzo ed accennare al sistema di co-finanziamento e la creazione di valore/responsabilità condivisa che si tradurrebbe per le associazioni nell'opportunità di creare un dialogo diretto (e non per comunicati o manifesti) con le persone, per guadagnarsi così la loro stima, fiducia, simpatia, e l'aiuto che potrebbe superare il mero supporto economico.
Grazie mille Nicola ed Alessandro per i vostri feedback!

Abbiamo aggiornato i primi due paragrafi metabolizzando gli input ricevuti. La palla passa nuovamente a voi.

La precedente versione del documento è ora allegata alla discussione.
Ciao Antonio, il punto 1.1 adesso è molto più chiaro e comunicativo. Ottimo lavoro.

il punto 1.2 è migliorato, ma, secondo me, ancora un po' fumoso quando parla di responsabilità condivisa. Il concetto, a me chiaro perché ne abbiamo parlato tanto, non è ancora espresso nella sua completezza.

Al punto 3.1 aggiungerei qualche riferimento bibliografico per dimostrare il rapporto tra cultura e sviluppo (basta cercare in rete)

Al punto 3.2 enfatizzerei il ruolo svolto da FFC di cui avete parlato anche al punto 1, ovvero la capacità di smuovere nuovi capitali finanziari, seppur frammentati, verso progettualità culturali. Se riuscite a raccogliere nuovi fondi con questo meccanismo, andrete a creare nuove iniziative culturali, quindi più lavoro, quindi più PIL con tutte le ricadute economiche del caso (inclusa la stabilizzazione del precariato culturale)
Aggiornato il documento nella discussione. In allegato la versione precedente.

@ Nicola: abbiamo integrato i tuoi preziosi suggerimenti e il contributo di Alessandro sulla responsabilità condivisa. Piace molto di più anche a noi! Pian piano sta prendendo sempre più forma. :-)
Sono d'accordo con te, mi sembra ci siamo quasi.

Ti proporrei però di scambierei la posizione di queste proposizioni:

"Dall’analisi delle realtà di crowdfunding sul web è emerso che attualmente non esistono piattaforme dedicate esclusivamente al sostegno di progetti culturali.

Inoltre la cultura delle donazioni individuali non è diffusa in Italia presentando, così, un elevato potenziale di crescita ancora inesplorato."
Dal punto 1.2 al 3.2 dove ti chiedono le ricadute previste in ambito economico e sociale, e viceversa:

"Il versamento in denaro vincolato al raggiungimento del budget di campagna, indicato dal richiedente, è lo stimolo affinché tutti compartecipino per arrivare alla meta, e questo crea condivisione."

dal punto 3.2 all'1.2, magari con le modifiche del caso per riadattarle al contesto.

Infine, scusa se continuo a battere sulla descrizione tecnica (è una sorta di deformazione professionale, capiscimi) ma non si evince con chiarezza l'intento di generare una comunità viva e collaborativa (se questo è vero anche per te) a supporto delle associazioni culturali, che di fatto rimangono sempre lì anche dopo aver concluso il progetto.
Rimarrei vago sull'implementazione dei tool di comunicazione (interni o esterni al servizio, o entrambi) ma sarei molto chiaro nell'intento di "fare community" anzicchè avvalerci di attenzioni e prestazioni occasionali.
Carissimo Antonio,
visto che è la prima volta che mi inserisco in una tua discussione preferisco presentarmi: faccio parte dello staff di coaching di kublai, sono esperta in sviluppo locale e mi occupo in particolare di individuare potenziali finanziamenti pubblici di supporto nella fase di start up e di sostegno delle idee imprenditoriali e di seguire i progetti nella loro realizzazione. Ho letto che volete partecipare alla selezione delle 30 iniziative che entreranno a far parte del percorso Creative Cluster, il progetto promosso dalla Regione Campania e gestito dalla Città della Scienza per la selezione di idee innovative volte a migliorare la qualità della vita e contribuire allo sviluppo sostenibile. Ho pensato che per sostenervi in questo percorso dovessi comprendere meglio cosa veniva richiesto dalla Città della Scienza perché la vostra iniziativa potesse essere selezionata tra le prime 30 e, perché no, arrivare tra le 5 migliori business ideas che verranno affiancate gratuitamente da specialisti, in un percorso di sviluppo del proprio business plan, all'interno dell'area di pre-incubazione di Città della Scienza.
Sono partita dall’individuare le modalità di valutazione che la Città della Scienza si è data per la selezione delle 30 migliori proposte. Ho appreso a voce che, sono tre, i punti salienti:
1) I settori strategici indicati nell'avviso sono quelli definiti nelle "linee di indirizzo strategico per la Ricerca, l'Innovazione e la Società dell'Informazione in Campania" approvate con la DGR n.1056 del 19/6/2008 e attuate con la DGR n.621 del 27/3/2009: ".... promuovere attività di ricerca nei settori basilari dei nuovi materiali, delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (Ict) e delle biotecnologie. Pertanto l’aspetto più importante da tener presente è l’originalità dell’idea, l’intuizione creativa applicata sia sul prodotto e/o servizio erogato, che sul processo. Punteggio è di max 30 punti.
2) Per espressa richiesta del Committente e cioè della Regione Campania si deve evincere dal progetto elementi chiari che mirano a garantire il rispetto ambientale e a contribuire a migliorare lo stile di vita delle persone. Punteggio max di 25 punti.
3) L’iniziativa deve risultare fattibile sia sotto il profilo tecnico che economico. Pertanto il processo deve essere chiaro e la proposta deve essere economicamente sostenibile. Il c.d. principio di auto sostenibilità. Punteggio max di 15 punti.
Oltre a dover rispettare i parametri di cui sopra, l’abstract non deve superare i 6.000 caratteri; si deve essere sintetici ed incisivi.

Fatta questa premessa che probabilmente già conoscevi, passo al tuo progetto. Sarò diretta:

Punto 1.1 ti consiglierei di riformulare la descrizione. L’idea non è la raccolta fondi ma la realizzazione di una piattaforma web di crowdfunding. di un processo collaborativo di un gruppo di persone che utilizzano il proprio denaro in comune per supportare gli sforzi di persone ed organizzazioni ……….pertanto la raccolta fondi è insita nel processo, non è l’idea. Dopo aver rielaborato una descrizione sulla piattaforma di crowdfunding, rispondi alle singole domande: 1) che bisogno soddisfa? 2)come lo soddisfa? ed a 3) chi si rivolge? Considera che le domande sono conseguenti ed interdipendenti l’uno dell’altra. Per il momento non preoccuparti del numero dei caratteri farai una sintesi successivamente.

Punto 1.2. Questo è il punto più importante, quello cioè che ti permette di ottenere maggiori punti di valutazione. Non mi pare che la cultura delle donazioni in Italia non sia ancora diffusa. Se così fosse porta dati e fonti di riferimento. Quali sono queste nuove tecnologie di comunicazione a supporto del fundraiswing per la coltura?? Forse questo è il punto da sviluppare per poter sostenere l’originalità dell’iniziativa. Che vuol dire prefissare un budget? E’ per tutto uguale?

Vorrei fermarmi qui, sia perché da questi due punti emergono elementi importanti per l’elaborazione dei punti successivi e sia perché potresti non condividere il mio intervento ed allora non avrebbe senso andare avanti.
Abbiamo tempo ancora sino al 24 dicembre data terribile visto l’avvicinarsi delle feste ed i vari impegni di questi giorni. Ad ogni modo queste sono scommesse meravigliose e mi piacerebbe augurarvi per Natale di entrare tra i primi 30.
A presto
Angelita

@ Alessandro: l'idea di generare una comunità viva e collaborativa è vera anche per noi! ;-) 

@ Angelita: Benarrivata!!!! Come potremmo non condividere il tuo intervento... anzi, grazie mille! Il vostro coaching è per noi importante e ci consente di poter continuamente guardare in diverse prospettive l'idea per così migliorarla. E' questo il grande valore di Kublai: una continua sorgente di creatività costruttiva! Potremmo dire, Kublai fonte di una creatività eruttiva: CreaTTiva!

Detto questo, quando vuoi commenta anche tutti gli altri punti! Chiusa una settimana di lavoro e dopo anche un paio di incontri molto importanti, stasera procediamo con la sintesi degli ultimi contributi raccolti. 

A dopo!

@ Angelita: la tua riflessione sul punto 1.1 ci ha mandato in tilt! :-)

Dopo aver vissuto una crisi esistenziale di FFC, abbiamo raccolto le idee ripercorrendo i primi recenti passi del progetto.

La nascita di FFC è avvenuta a seguito di una riflessione sulla necessità di trovare possibili soluzioni al momento critico che sta vivendo la cultura in Italia. La difficoltà principale è la carenza di fondi e la possibilità di poter sfruttare un sistema di crowdfunding fondato sul senso d'appartenenza al territorio per colmare questo vuoto ci è sembrata una possibile speranza.

Quindi è nata prima l'idea di sostenere la cultura con il crowdfunding e poi l'implementazione del processo attraverso una piattaforma web. E' quest'ultima che rappresenta ciò che al punto 1.2 indichiamo come "utilizzo delle nuove tecnologie di comunicazione".

Il tuo contributo è stato critico per razionalizzare le fasi idea-processo e il prosieguo del confronto non potrà che aiutarci a rafforzare la nostra identità e continuare a credere in questa scommessa. :-)

A presto

 

Ciao Antonio, intervengo anche io ho letto tutte e tre le versioni dei documenti, mi ricollego alle ultime considerazioni di Angelita provando a spingere un pò in là l'asticella, ho trovato le considerazioni di Nicola e Alessandro assolutamente logiche e corrette per cui non ero intervenuto prima, ma provo a spendere i miei 2 cents.

 

Dato che siamo nel dominio delle idee ancora è possibile aggiustare il tiro, e dato che il tema del bando è Creative Clusters bene io focalizzerei sull'aspetto di operare in questo dominio della Cultura, spiego meglio:

 

1.1 Credo che l'ìdea più che essere un nuovo "nodo" di raccolta fondi, realizzata prevalentemente mediante il crowdfunding via web declinato in varie modalità, ma un vero servizio Hub in rete che operi nei "Creative Clusters" ovvero "ideazione e progettazione di un servizio di meta-crowdfunding trasversale evidentemtente a piattaforme già esistenti che permetta di avere una quadro complessivo del finanziamento a domini culturali ovvero di creative cluster".

 

In pratica in Italia e all'estero stanno sorgendo e sorgeranno servizi di crowdfunding, negli ambiti più disparati, vedo Fund For Culture non tanto come una nuova piattaforma con fruitori "proprietari", ma un sistema di meta raccolta che possa avere il quadro generale della raccolta fondi in un determinato territorio/attività/segmento della cultura.

La criticità del funding attuale è proprio quella di essere dispersa in un numero incredibile di possibilità, mentre manca la possibilità di avere una visione sistemica di quanto realizzato su tutte le piattaforme, faccio un esempio l'accelerazione alla realizzazione delle polizze online l'hanno fatta principalmente quei servizi che hanno permesso di avere un quadro complessivo delle varie polizze online, confrontandone i prezzi piuttosto che il singolo servizio.

 

Chiaramente nel funding la logica sarà diversa, provo a immaginare come potrebbe essere realizzata (soluzione tecnica) nel punto due:

 

1.2 Realizzazione di una piattaforma di meta - Crowdfunding.

  • Prima cosa sarebbe necessario poter avere un quadro su mappa con i progetti finanziati.
  • Facilitare quindi l'aggregazione di progetti culturali che siano in continuità geografica e non disperderli.
  • Individuare quei servizi di crowdfunging già esistenti in Italia e all'estero, e stabilire modalità di progettazione del servizio calibrato su un sistema di API aperte in comune, che possa tenere traccia mediante Fund for Culture di donazioni che vengano fatte su piattaforme differenti ma che comunque mediante FFC possano essere accentrate nel cluster culturale appunto. Esempio se la piattaforma A sta raccogliendo fondi sul progetto X, la piattaforma B fa lo stesso sul progetto X + Y, la piattaforma C fa lo stesso sul progetto X + Z, bene Fund For Culture mediante un sistema di rilevamento di queste altre iniziative dovrebbe comunicare all'utente che l'iniziativa X è finanziata sulla piattaforma A, B, C e complessivamente sta raggiungendo una certa somma, l'utente che acceda da FFC ha la possibilità in questo modo di avere sia un quadro complessivo di quello che avviene ma anche di donare o promettere una donazione che si sommi a quelle sulle altre piattaforme.
  • Operare non solo in maniera accentrata, ma possibilmente cercare di decentrare il più possibile il modello di raccolta, utilizzando ad esempio sistemi di badge-widget che possano essere lanciati come campagna su portali, community settoriali, ovvero andare dalle community settorializzate piuttosto che aspettare che i singoli di queste accedano a FFC realizzando massa critica che difficilmente potrebbe verificarsi nei primi mesi o anni.

Diciamo che stanno sorgendo diverse piattaforme di crowdfunding, dal giornalismo partecipato su Kublai c'è l'esempio di Spot Us, nel Cinema con Cineama, riconducibile sempre agli stessi, e tante altre, molte però saranno generaliste, anche dispersive, non terranno conto probabilmente di altre modalità di erogazione, quali il 5/1000 (per quanto sia stato bistrattato ultimamente), sponsor, fondi europei ecc..ogni servizio è come un Walled Garden autoreferenziale che ambisce ad accentrare su di se l'attenzione ma si risolve ad essere una goccia nel deserto.

 

Altro aspetto importante, secondo me ancora più importante è il concetto nuovo che dovrebbe essere introdotto di "donazione" ovvero siamo abituati che nella cultura debbano esserci dei donatori a vario titolo in denaro, ma FFC potrebbe essere un sistema che permetta di "tracciare" donazioni in beni artistici, ovvero creativi e pittori, possibilmente di un territorio che donano le loro opere, che vengano comprate appunto ed i proventi che vengano preventivamente decisi e illustrati nel creative cluster di riferimento territoriale, (un museo, servizi di edutainment, live show ecc..).

 

Spero di non essermi dilungato troppo, sono un pò preso da diverse idee e spunti che sto codificando e cercando di inserire nel meta-progetto del Peeripato.

 

 

 

Ciao a tutti!

Il countdown è iniziato: la scadenza del bando è il 24, ma per evitare "problemi tecnici" dell'ultim'ora, abbiamo pensato che i lavori dovranno chiudersi al massimo il 20. Quindi, - 7! :-)

Abbiamo caricato la nuova versione che incorpora i suggerimenti di Nicola, Alessandro e Angelita. In particolare, hanno impattato sulla riformulazione del 3.2 e nell'articolazione delle risposte. Apertissima rimane l'osservazione di Angelita in merito alle fasi idea-processo: cosa ne pensate?

Questa nuova versione vede anche il contributo del Prof. Stefano Consiglio che sin dall'inizio ci ha incoraggiato dandoci il suo prezioso sostegno. La sua presenza è per noi un punto di riferimento per i successivi passi di FFC. 

Ciao Antonio, solo tre piccoli appunto rispetto alla terza versione

Punto 1.1

Sottoscrivo l'osservazione di Angelita nel tenere l'idea distinta dal processo e quindi sarebbe più corretto dire che "FCC vuol realizzare una piattaforma per" piuttosto che specificare che "FCC desidera trovare nuovi fondi".

Successivamente, e prima di parlare dell’utilizzo di una piattaforma di crowdfunding, sarebbe necessario spiegare (anche brevissimamente) cos’è il crowdfunding visto che ripetete più volte il termine nel documento, come funziona adesso senza FCC e cosa eventualmente cambierà dopo FCC.

Punto 1.2

Spiegare meglio cosa intendete con "budget di campagna", inserendo il concetto di livello minimo di raggiungimento degli obiettivi, o anticipare la descrizione che fate al successivo punto 3.2

Avete (abbiamo) ancora cinque giorni, io credo che possa uscire un buon prodotto da presentare

 

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