Tag: Fundraising, crowdfunding, cultura
Permalink Risposto da Mr Volare aka Alberto Cottica su 22 Novembre 2010 a 2:25
Permalink Risposto da Antonio Scarpati su 25 Novembre 2010 a 7:56
Permalink Risposto da Nicola Salvi su 22 Novembre 2010 a 12:27
Permalink Risposto da Antonio Scarpati su 25 Novembre 2010 a 7:52
Permalink Risposto da Antonio Scarpati su 24 Novembre 2010 a 21:40
Permalink Risposto da Francesco D'Amato su 13 dicembre 2010 a 21:07 Ciao Antonio,
allora ho dato una letta al progetto e per cominciare ti faccio rapidamente alcune domande che mi sono venute in mente e che potrebbero aiutarti a definire maggiormente alcuni aspetti (o forse ci avete già pensato ma non sono esplicitati)
1) Nell'ambito dei tre tipi di progetti che intendete ospitare, pensate di accettare qualsiasi submission di richiesta fondi o di filtrarle in base a qualche criterio?
2) Gli utenti-finanziatori mettono solo soldi o avranno la possibilità di fare altro? Pensate a una piattaforma strutturata solo per donare o immaginate forme più articolate di coinvolgimento?
3) Su quali entrate si reggerà la piattaforma? I modelli su cui si basa la sostenibilità di queste operazioni sono i più diversi, però si tratta un punto cruciale che influenza sia l'architettura generale della piattaforma sia il modo in cui vi presentate, e quindi anche il modo in cui verrete percepiti, tanto dai "proponenti" quanto dai "donatori"
4) Dite che se un progetto non raggiunge l'obiettivo le donazioni non vengono erogate. Che significa, che i soldi tornano ai donatori (in che modo?) o semplicemente ridiventano disponibili per un altro dei progetti presentati? E i donatori possono "spostare" le donazioni da un progetto a un altro se dopo un pò cambiano idea?
Me n'era venuta in mente un'altra ma ora mi sfugge... (scusate, devo ancora cenare...)
Poi, un suggerimento:
sarebbe utile pensare a come integrare le funzioni della vostra piattaforma all'interno dei social network più utilizzati. Molti "proponenti" che utilizzano diverse di crowdfudning si lamentano di non poter fare crowdfunding direttamente dai loro account su altri siti dove hanno già molti contatti (e alcuni piattaforme di crowdfunding si stanno già attrezzando in tal senso)
Avete pensato a come attrarre alla piattaforma gli utenti-donatori? Soprattutto sui siti italiani mi è capitato di intervistare molti proponenti "pigri", che vedevano il sito di crowdfuding come una bella opportunità ma con poca voglia o tempo per fare networking, con il risultato che le piattaforme che contavano molto (o soprattutto) sui "proponenti" per aggregare utenti e raggungere una massa critica non sono mai riuscite a decollare.
Per ora è tutto (magari a pancia piena mi viene in mente qualcos'altro...)
Buon lavoro!
Permalink Risposto da Antonio Scarpati su 13 dicembre 2010 a 23:41 Ciao Francesco,
è davvero un gran piacere leggerti! Siamo contenti che sei diventato uno dei nostri! Per chiarezza: parlo al plurale non perché ho qualche problema di molteplici identità, ma perché i contributi che posto sono sempre il frutto mio e di Adriana!
Rispondiamo in sequenza:
1) L'idea è quella di accettare le proposte progettuali senza filtri purché siano in linea con i valori di FFC: coesione sociale, responsabilità condivisa, valorizzazione del territorio e del bene comune.
2) La piattaforma vorrà ospitare una community che consenta ai due poli di andare oltre la donazione: l'obiettivo è che FFC diventi un punto d'incontro e di scambio delle esperienze dei donatori e delle associazioni anche dopo le campagne di fundraising.
3) La sostenibilità di FFC si baserà, inizialmente, su una % della raccolta fondi.
4) Il meccanismo vorrebbe basarsi su un sistema di promesse: solo una volta raggiunto il budget verranno attivati i canali di raccolta che al momento individuiamo in carte di credito, paypal e campagne Sms. Quindi no restituzioni e no trasferimenti.
5) Aspettiamo che tu abbia finito di cenare! :-)
Stiamo studiando le modalità per consentire agli utenti della piattaforma di FFC di utilizzare i contatti degli account presenti sui Social Network. E' fondamentale per la riuscita di FFC e per la strategia comunicativa che vorremmo porre in atto: FFC dovrà correre nella rete grazie al passaparola.
Inoltre ci proponiamo di affiancare alla promozione on-line, delle iniziative sul territorio in cui FFC è radicato, per esempio con uno stand presso cui donare ai passanti un "seme" in cambio del loro indirizzo mail: l'intento è sensibilizzare il più ampio bacino di potenziali utenti-donatori che saranno di volta in volta avvisati della presenza di nuovi progetti sulla piattaforma a cui potranno partecipare con il loro semplice contributo "goccia a goccia".
Ti invitiamo a dare un'occhiata alla discussione "Partecipazione a Creative Clusters!" dove stiamo mettendo a punto la scheda di progetto da presentare al bando de La Città della Scienza.
A presto
Permalink Risposto da Walter Giacovelli su 15 dicembre 2010 a 11:23 Ciao Antonio,
Alcune delle considerazioni che poni le ho fatte anche io in un altro thread qui.
Ammetto però che per il bando specifico Creative Cluster, centrato sulla Campania, sia meglio formulare una proposta centrata a carattere locale ma che sappia interfacciarsi oltre i confini campani.
Ho abbozzato una mappa concettuale, proprio per focalizzare questi due differenti e importanti aspetti secondo me:
1) Aggregazione di veri e propri cluster creativi territoriali, in cui si condividano in particolare risorse/asset il più condivisibili possibili tra varie iniziative (poche ma che apportino valore a veri ecosistemi creativi campani).
2) Visione e approccio olistico non locale e crossplatform (sia nel crowdfunding, ma anche in altri servizi/piattaforme) in cui il valore apportato dai creativi possa essere "scambiato" e redistribuito in parte da Fund For Culture a livello locale appunto.
Per ora mi fermo qui e lascio la mappa che magari da ulteriori spunti che non sto vedendo.
Permalink Risposto da Walter Giacovelli su 15 dicembre 2010 a 11:37 Per ingrandire la mappa nel caso non riusciate a visualizzarla in altre dimensioni cliccare
sull'host immagine qui.
Permalink Risposto da Antonio Scarpati su 16 dicembre 2010 a 0:53 Che ondata CreaTTiva (Creazione Eruttiva)! L'asticella si alza, l'audacia aumenta, i passi sono nella mente... ora bisogna saltare.
Portiamo tutto dentro, lo metabolizziamo e andiamo avanti. Il quadro sinottico della possibile visione strategica di FFC ci darà la possibilità di razionalizzare meglio quello che portiamo dentro. FFC è una visione e codificarla, anche in questo modo, sarà la chiave di volta del nostro successo.
Quando dico "nostro" mi riferisco a tutti noi del gruppo che stiamo partecipando alla strutturazione di FFC con lo stesso spirito alla base del progetto: la compartecipazione, il crowdsourcing in questo caso. E per noi questo era ed è fondamentale: solo se nel DNA scorre questo valore FFC sarà in grado di trasmetterlo ai suoi potenziali utenti. Per questo siamo convinti di essere sulla buona strada e vogliamo darci dentro affinché FFC diventi presto una realtà! :-)
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