"foglidiversi" è un progetto che nasce e muore, a Padova, tra la primavera del 2003 e quella del 2004. Malgrado il convinto sostegno ricevuto dall'allora assessore alla Cultura del Comune di Padova, Giuliano Pisani, a causa dell'inettitudine di alcune persone del settore pubblico cui era stato delegato il compito di occuparsi degli aspetti organizzativi della faccenda, e a causa di una serie incredibile di circostanze (sfighe), il progetto, praticamente, non ha mai visto la luce. Questo, sebbene all'iniziativa, che aveva come scopo quello di diffondere, fisicamente, la poesia contemporanea, avessero generosamente aderito alcuni dei più importanti poeti italiani: Valerio Magrelli, Cesare Viviani, Maria Luisa Spaziani, Michele Ranchetti, Franco Loi, Cesare Greppi, Bianca Maria Frabotta, Roberto Carifi, Paolo Ruffilli, Roberto Mussapi,Tiziano Rossi e altri.
Chi volesse saperne di più, può dare un'occhiata al mio profilo qui:
In breve, funziona così: 1) si chiede a un certo numero di poeti di "donare" una loro poesia inedita - come gesto singolare e impegnativo, fatto appositamente per l'occasione; 2) ciascuna poesia…Continua
Iniziata da Andrea Cescon 30 Set 2011.
La definizione migliore mi sembra questa: un volantinaggio poetico. Si tratta, in sostanza, di una iniziativa volta a diffondere, fisicamente, la poesia contemporanea. Come? Prevalentemente…Continua
Iniziata da Andrea Cescon 30 Set 2011.
Commento
Commento da Marta Castellini il 17 Febbraio 2013 a 18:25 Ciao Andrea, leggendo brevemente il tuo progetto ho subito pensato...(e magari lo avrai già fatto..) hai mai pensato di proporre la tua idea al Festival Letteratura di Mantova? sarebbe un evento secondo me apprezzato e ti dirò, secondo me, molto affascinante, magari ponendo anche dei tempi poetici, non so.. poesia sulla scienza, poesia sul cibo, giusto per avere anche così u target più definito. In ogni caso, se ti interessa avere maggiori dettagli sul festival letteratura eccoti il link Festival letteratura Mantova. Se hai bisogno di contatti, chiedi pure, sono della zona e posso magari informarmi di persona! in bocca al lupo!
Ok, Andrea adesso dovremmo cominciare a costruire un Piano più particolareggiato.
Guarda qui. C'è una nomenclatura che potrebbe risultarti utilissima se volessi cominciare a mettere la tua idea nero su bianco.
Sapresti "riempire" di contenuti tutti i capitoli del business plan? (intendo quelli riepilogati alla voce "Premessa" e spiegati più sotto)
Commento da Andrea Cescon il 4 Ottobre 2011 a 11:53 Yes.
Cosa = una manifestazione che consiste in un volantinaggio di poesie;
Dove = in una città (con la possibilità di replicare la manifestazione, in seguito, in altre città; oppure, fin dall'inizio, organizzata in più centri urbani);
A chi = a chiunque sia interessato a leggere una poesia;
Perché = è un invito alla lettura; un invito a riflettere; è un dono; è un invito ad uscire dalla logica utilitaria; è un invito ad approfondire la conoscenza della poesia contemporanea;
Come funziona = in sintesi: un certo numero di poeti danno una loro poesia (possibilmente inedita); si stampa su un foglio e si distribuisce.
Benissimo.
Allora rissumiamo rapidamente i primi punti essenziali ai quali dovrai trovare delle risposte che convincono (prima di tutto) te stesso:
1. Cosa
2. Dove
3. A chi
4. Perchè
5. Come funziona.
Staibiliamo questi punti e poi da li procediamo. Sei pronto?
Commento da Andrea Cescon il 4 Ottobre 2011 a 10:19 Ciao Federico,
va bene così. Sono completamente favorevole a una comunicazione senza giri di parole e (per quanto possibile) sintetica. Quanto alla precedente esperienza, come dicevo, ciò che ne ho tratto - al di là di una serie di considerazioni su come vengono spesi i soldi pubblici, che qui non interessano - è che i punti critici dell'operazione sono essenzialmente due: 1) la distribuzione dei volantini poetici; 2) una adeguata comunicazione del progetto, per far sapere che esiste.
Detto questo, riguardo al "cosa fare" e soprattutto "come farlo", pensavo appunto di raccogliere qualche suggerimento dagli amici di Kublai, perché, sinceramente, non ne ho idea.
E dato che ti sei fatto avanti tu, ne approfitto: vuoi chiarirmi, per favore, cosa intendi di preciso quando dici che il progetto si dovrebbe inquadrarlo meglio e renderlo più strutturato? Grazie.
Ciao Andrea
D'accordo. Le tue spiegazioni sono convincenti ma cerchiamo di trasformare questo bel proposito (te lo dice uno innamorato della letteratura in genere) in un progetto realizzabile oltre che migliorabile.
Il primo consiglio è: dimenticati della precedente esperienza. O meglio ricordatene solo per evitare gli stessi errori altrimenti passiamo il tempo qui a dirci che mannaggia siamo stati sfortunati ma altrimenti...
Scusa se non sono molto diplomatico, ma credo che sia molto importante la chiarezza e la sinteticità nello scambiarsi informazioni (e se divento troppo brutale avvertimi) e consigli.
Quindi, tornando a questo progetto "futurista", mi piace molto l'idea della gratuità del gesto e della sua assenza di scopo, ma dobbiamo inzuadrarlo meglio altrimenti diventa un happening che non trascina e i cui effetti (convogliare anche una sola persona alla poesia) non sono misurabili.
Come vogliamo fare?
Commento da Andrea Cescon il 1 Ottobre 2011 a 12:45 Ciao Federico,
ti ringrazio per l'apprezzamento, ma soprattutto per avere colto quelli che, secondo me, sono i due punti essenziali del progetto: il gesto della distribuzione e la diffusione del progetto. Sì perché qui, tra di noi, possiamo anche raccontarci che lo scopo è quello di sensibilizzare le persone verso la poesia contemporanea, e in parte lo è: ma se le poesie venissero spedite a casa - evitando il volantinaggio, e così, tra l'altro, i problemi cui faceva riferimento Nicola - certo non sarebbe la stessa cosa. In realtà, quello che a me piaceva, e che costituisce il cuore (se mi consenti, un po' zen) dell'idea, è proprio la gratuità del gesto; e, direi quasi, la sua assenza di scopo. Nel senso che le persone ricevono un volantino che non esprime altro al di fuori di sé: non invita ad acquistare qualcosa, né a partecipare a qualcosa, né a informarsi su qualcosa, né ad aderire a qualcosa, ma invita chi lo riceve soltanto alla lettura di un testo poetico. (Che forse, si potrebbe osservare, non è poco).
Poi, sul fatto che questa manifestazione (o happening), potrebbe collegarsi ad altre, magari più tradizionali - che ne so: all'interno di un festival letterario dedicato alla poesia, per esempio - non ho obiezioni; anzi, penso che ne sarebbe rafforzata. Come pure, penso che sarebbe rafforzata se non fosse concentrata in un unico contesto fisico, ma in una pluralità di contesti spaziali diversi. Ma, per rispondere finalmente alla tua domanda, credo che tutto quello che ho detto prima migliorerebbe il progetto, piuttosto che renderlo più realizzabile: perché ti assicuro che il progetto - se non fosse stato per l'inettitudine di chi era stato proposto alla distribuzione (e poi per il sovrapporsi, ahimè, della campagna elettorale comunale) - si sarebbe potuto benissimo realizzare.
Ciao Andrea
Sono Federico V. e faccio parte dello staff.
Da lettore compulsivo il tuo progetto mi piace molto ed ha, sicuramente, una sua bellezza intrinseca nel gesto e nei contenuti.
E per un attimo lasciamo perdere l'aspetto economico finanziario (che però non può essere sottovalutato a lungo)
La mia prima domanda è: Non credi che questo gesto (intendo il volantinaggio) più che un progetto in senso stretto possa essere uno degli aspetti di un progetto più complesso per rilanciare la poesia in Italia?
Ecco, in questo senso io credo che un progetto del genere, più strutturato, possa diventare più realizzabile. Non credi?
Commento da Andrea Cescon il 29 Settembre 2011 a 15:12 Ciao Nicola,
il volantinaggio praticamente non c'è stato. Nel senso che sono stati fatti un paio di tentativi mal riusciti: il primo sotto Natale, in una giornata caotica (ti lascio immaginare) e piovosa; il secondo, durante la Giornata Mondiale della Poesia, disastroso, con una persona sola che distribuiva i fogli. Una pena.
Detto tra noi non c'è nessun obiettivo. Sì vabbè, ti potrei raccontare che è quello di diffondere la poesia contemporanea e di sensibilizzare i cittadini nei confronti di questa forma di comunicazione... Ma in realtà, a me piaceva l'idea, un po' futurista, di invadere una città con volantini che non reclamizzassero nulla e non proponessero nulla.
Oddio, essere contro i volantini non ti impedirà di averci a che fare quotidianamente, immagino. Anche solo per dire "no, grazie". Non ti nascondo che il problema c'è, anche se ritengo che si potrebbe limitare con una corretta formazione dei "distributori", che non dovrebbero imporre a nessuno la poesia, ma spiegare di cosa si tratta ecc. Poi, ti dirò, forse meglio, per una volta, sporcare la città con dei versi, piuttosto che con la réclame di un nuovo centro estetica solarium.
Commento da Nicola Salvi il 29 Settembre 2011 a 12:53 Ciao Andrea
interessante la storia di questo progetto. Non ho capito se il volantinaggio c'è stato oppure no.
Ma spiegami meglio: quale sarebbe l'obiettivo?
Io sono in generale molto favorevole alla diffusione della poesia, ma sono piuttosto contrario all'uso dei volantini che sporcano le nostre città e che non pagano i costi di pulizia.
Città pulite non sono anche una forma di poesia?
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