Kublai

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Evvai! E' arrivato il documento di Radicazioni! Leggiamo subito. Al lavoro, compagni, alla lotta! :)

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Aspetto con ansia una risposta....

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Sei stata (siete stati) velocissima, Isa! Grazie mille... :)

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Isa, Paolo e tutti,

ho letto con attenzione il vostro documento. In perfetto stile Marco, vorrei reagire con un misto di bastoni e carote, partendo dalle carote. :)

Allora. Il progetto è molto forte. Il festival - lo sappiamo bene - funziona alla grande; ne avete inquadrato bene la specificità (il paragrafo "E’ INNOVATIVO/NUOVO/DIVERSO PERCHE’?" è a mio parere la parte più convincente del documento). Avete un obiettivo strategico chiaramente definito, quello di professionalizzare il gruppo ("Idea centrale") per accrescerne la capacità di valorizzare l'esperienza di Radicazioni. Avete anche sostenuto, in modo a mio parere convincente, che il festival è un generatore di sviluppo locale, quindi, in definitiva, di valore per l'intero territorio e non solo per voi stessi (paragrafo "Gli obiettivi del progetto", che però secondo me dovrebbe avere un titolo diverso, tipo "Perché Radicazioni costituisce un valore comune per Alessandria e il Pollino"). In più avete una grande novità, a mio avviso non sufficientemente valorizzata nel documento, che è quella di "Radicazioni sotto la neve", un primo passo verso la messa a valore del brand Radicazioni per un incremento delle attività creative e delle presenze turistiche nel territorio. Fine delle carote, si passa al bastone.

Il problema di gran lunga più importante del vostro documento è la mancanza di un vero piano di attività. Il paragrafo con questo titolo riporta infatti ciò che voi state già facendo. Non solo, quindi, non date il senso di una "svolta" del festival (svolta che paradossalmente invece c'è in "Radicazioni sotto la neve"), ma finite per lasciare il lettore con la sensazione - piuttosto antipatica - che voi stiate chiedendo aiuto in cambio di niente, o meglio in cambio di una cosa che fate già per conto vostro. A mio modo di vedere, la struttura dell'argomentazione dovrebbe invece essere più o meno questa:

1. noi facciamo Radicazioni. Radicazioni crea valore per il territorio
2. così com'è, Radicazioni è a metà del guado: funziona, ma non riesce a generare abbastanza ricavi da consentire al gruppo organizzatore di dedicarvisi davvero. Rischia quindi di non realizzare le sue potenzialità, e questo va a detrimento dello sviluppo del territorio
3. per fare il salto di qualità, Radicazioni avrebbe bisogno di fare delle cose [le attività, appunto, dettagliate nel piano di attività]. Queste cose NON sono l'organizzazione di Radicazioni, che già fate, ma sono delle cose IN PIU', che oggi non riuscite a fare.
4. per fare queste cose, abbiamo bisogno di [denaro, strutture, formazione etc.]
5. il senso del patto è: noi di Radicazioni e le politiche di sviluppo ci mettiamo insieme per fare una cosa più grande per il nostro territorio. Noi ci mettiamo Radicazioni, voi ci metterete il resto.

Se riuscite a dettagliare le attività, vedrete che anche le sezioni su tempi e costi si riempiranno di contenuti. Per professionalizzare il gruppo, per esempio, potreste decidere che uno di voi deve andare a parlare con gli organizzatori dei principali festival di musica etnica a livello internazionale, per trovare idee, ispirazione e buone prassi: WOMAD a Bath, il Festival du Desert, Celtic Connections a Glasgow, GlobalFest a New York... Oppure volete formarvi un responsabile della produzione, e spedite qualcuno a qualche corso per imparare a gestire tutta la parte organizzativa/audio etc. Oppure, ancora, avete bisogno di imparare DAVVERO a fare marketing con la rete, cercare di fare girare il brand Radicazioni, che ha tanto più senso quanto più la vostra strategia è di avere il festival estivo con i grandi numeri e gli stage di danza residenziali con piccoli numeri durante l'anno: mentre il mercato del festival è, grosso modo, a dimensione regionale, quello degli stage è a dimensione almeno nazionale.
Oltre alle esperienze formative, forse vi serve qualche consulenza qualificata che vi metta sulla buona strada. In più, forse vi serve una sede ad Alessandria o a Cosenza; e certamente un bel po' di tecnologia per coordinarvi quando siete fisicamente lontani, noi a Kublai ne sappiamo qualcosa. Secondo me avete bisogno di tutte queste cose e di altre ancora, e questa roba costa tempo e soldi, altroché "non abbiamo una tempistica particolare"!

Non si tratta solo di "mettere giù due pagine", ma anche proprio di scegliere quali sono le attività professionalizzanti che volete intraprendere. Non dovrebbe essere un problema paralizzante, perché a pagina 1 avete scritto chiaramente che l'idea centrale è potenziare e professionalizzare il gruppo, mentre l'idea non centrale è quella di "allungare la stagione", giocandovi il marchio Radicazioni, la disponibilità all'accoglienza di Alessandria e capacità organizzativa del gruppo su eventi più piccoli del festival sparsi sui dodici mesi. Si tratta di decidere cosa volete imparare e da chi, quali strutture, quanto tempo e quanto denaro vi servono per poterlo fare.

Vi proporrei di farvi una ragionata tra voi e cominciare a buttare giù qualche idea, che poi potremmo discutere nell'Help Desk (il community staff di Kublai sta pensando di farne uno collettivo sui festival, con voi, Balla Coi Cinghiali e forse Lucania FF). Una volta affinati i contenuti, poi possiamo discutere di struttura del documento, che secondo me può essere migliorata. Che ne dite?

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Cara Isabella, allora....

Ecco un primo frettoloso commento (ho un treno per Napoli da afferrare tra poco). Per il momento (mi ci dedicherò con ben altra intensità, parola di lupetto) mi limito quindi a due tre cosette a rafforzare ulteriormente ciò che dice Alberto e, speriamo, il progetto:

1. In realtà la prima cosa è in disaccordo con la narrazione del progetto e anche un po’ con quanto dice Alberto (che mi pare sottoscriverla). Per me la vostra idea centrale non è affatto la “professionalizzazione e organizzazione”: questi sono infatti strumenti o un input progettuali per raggiungere il vero obiettivo e idea centrale.

2. L’idea che io vedo la esponete subito dopo: la continuità, crescita e de-stagionalizzazione di Radicazioni. E’ questo l’obiettivo concreto, circoscritto, vero, unico e ambizioso del progetto che riconosco nelle vostre parole (attenzione: non di Radicazioni, che già esiste ponendosi e raggiungendo obiettivi altri e più ampi), e su questo, se lo confermate, mi concentrerei (se è effettivamente così, per chiarezza espositiva, rinominerei i titoli dei tre paragrafi interessati, lasciando in uno solo l’Idea e L’Obiettivo del Progetto).

3. Come voi stessi menzionate, Radicazioni ha una sua storia di trasformazione, diversificazione e crescita artistico-culturale e (vi chiedo) di pubblico. Questa traiettoria è preziosa, ed è decisiva per comprendere la fattibilità dell’Obiettivo (di cui al (2)) e andrà raccontata in modo, per quanto possibile, articolato e dettagliato. In particolare sarebbe molto interessante e utilissimo ogni numero, anche approssimativo, che potete riuscire a produrre su tutto quanto raccontate nell’introduzione: crescita (o andamento) negli anni del numero di eventi, di generi rappresentati e di artisti impegnati, di imprese partner e fornitori (anche salumerie locali o pensioni di Alessandria o paesi vicini), dell’indotto attivato, sino a naturalmente del numero, provenienza e durata della permanenza delle presenze. O qualunque altra cosa possa essere utile.

4. Nel farlo, due avvertenze, anzi, due rassicurazioni. Primo: se non è possibile essere precisi, non importa, basta dirlo, ma è bene provare comunque a fare uno sforzo per supportare in modo più analitico e sostanziale le prospettive immaginate per il futuro. Secondo, non tutto deve essere necessariamente migliorato in Radicazioni nel corso dei 5 anni: il racconto, dati e informazioni su esperimenti non riusciti, un’annata andata più storta, e sui motivi che voi attribuite a risultati non brillantissimi o di piccoli fallimenti sono decisivi per pensare il futuro. Intanto, complimenti e ADELANTE !!!

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Sul punto 1: Marco, in effetti non sono d'accordissimo con il tuo punto di vista. Secondo me la destagionalizzazione di Radicazioni è un'idea carina, ma è UNA delle cose si possono tentare. Il punto secondo me è: abbiamo un'idea forte e dei risultati ottenuti con nulla. Diamo a questa gente una possibilità di crescere facendo, anche per tentativi ed errori. La differenza tra la tua posizione e la mia è che accettando la tua cerchiamo di propiziare al gruppo una crescita professionale che consenta loro di destagionalizzare il festival, mentre accettando la mia cerchiamo di propiziare al gruppo una crescita in molte direzioni, probabilmente sovrabbondante rispetto alle strategie di sviluppo che verranno effettivamente tentate. Tu proponi un investimento in una soluzione specifica; io nella capacità del gruppo di Radicazioni di ideare, sperimentare e mettere a valore soluzioni.

Ragazzi, vi ritrovate?

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Grazie amici, se pensiamo a "RADICAZIONI" come un marchio, il nostro intento è quello di destagionalizzare non il festiva ma gli eventi correlati ad esso, creare, tipo, manifestazioni a "ragnatela" nell'arco di tutto l'anno, cmq grazie per i commenti, noi siamo nuovi e "nudi" su questo fronte, ogni aiuto anche nel capire come muoverci è ben accetto. faremo presto una "riunione" per discutere sui punti da sviluppare, il vostro essere chiari ci aiuta a capire come muoverci proggettualmente, a presto, Paolo

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Cari Tutti
Se il progetto consiste nel potenziare la componente di risorse umane del festival, ad un certo punto bisognerà sciogliere alcune ambiguità. La prima cosa da chiarire è che il progetto di sviluppo locale non intende semplicemente finanziare spese correnti, in quanto qualunque finanziatore vedrebbe questo progetto come una cosa che non lascia nulla di stabile al suo termine. Deve perciò presentare queste attività, che ancora non avete specificato (cosa pagherebbe il progetto materialmente?) come un investimento temporaneo che lascia il festival alla fine in uno stato migliore di come era all'inizio.
Faccio il primo esempio che mi viene in mente leggendo i vostri ragionamenti ed i vostri bellissimi obiettivi.
Col progetto potreste chiedere di mettere in piedi un ufficio di promozione e sviluppo che stia aperto almeno sei mesi l'anno. Attività previste sono uno stage ad una persona di voi che potrebbe essere pagata dal progetto per lavorare per un analogo festival più strutturato del vostro per sei mesi. Poi per un anno verebbe pagato sul progetto per lavorare a tempo pieno su Radicazioni per attrarre sponsor e promuovere eventi. Per poter proporre una cosa del genere però, e non sembri assistenzialismo, bisogna presentarlo come un investimento e darsi chiari obiettivi di autosufficienza al termine del periodo. Ovviamente nessuno può garantire il loro ragiungimento.
Se efettivamente il progetto è incentrato sul rafforzamento delle professionalità e del gruppo, aggiungo che forse il progetto dovrebbe descrivere di più le persone che lo compongono oggi. Cosa fa attualmente ciascuno e cosa sa fare. In cosa consisterebbe il salto e come si farà ad ottenerlo.
A me è chiaro che l'innovatività del progetto esiste già oggi, visto quello che riesce a fare, ed il contesto in cui riesce a farlo. E' giusto quindi affermarlo in questi termini, cercare di convincerne unlettore meno al corente di radicazioni, come consiglia alberto con cui concordo in tutto, parlare dei vincoli che avete e di come avete pensato di superarli.
Tutti credo che vi ammiriamo e vorremmo vedervi uscire rafforzati

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