Kublai

Conversazioni creative

Eccolo!
E' il frutto di un duro lavoro durato settimane e ci sono tutte le voste correzioni e indicazioni...infatti l'abbiamo riscritto completamente da zero!

Ora rimaniamo in attesa di feedback ;)

Tag: criticalcity, documento

Visualizzazioni: 71

Allegati:

Risposte a questa discussione

Bene! Leggeremo.

Augusto, ti ricordi che ci vediamo giovedì, vero? :-)
vuoi dire venerdì?
Certo, certo, venerdì :-)
ricevuto. complimenti. e a prestissimo
L'ho scaricato ieri notte, il documento è denso per oggi mi riprometto di leggerlo e dare dei feedback (spero utili), in ogni caso complimenti.
Ok, letto. Carota: secondo me è bellissimo (anche da vedere!) e molto chiaro. Complimenti!

Bastone: troppo lungo (le pagine 24-29 potrebbero andare in allegato? anche se sono una lettura piacevole). Forse sarebbe il caso di insistere più sulle missioni, descrivendone alcune e spiegando come esse si traducono in attività verso la realizzazione di obiettivi di riqualificazione urbana. Non ho capito perché non calate la carta del progetto con YAM, che a me sembra un bel momento di concretezza. Se avete deciso che il sostegno di YAM è "in cambio di niente" va bene così, ma se - come credo - è legato ad attività specifiche, forse è il caso di raccontarle.

In più ci sono due punti microscopici. (1) perché squadre di 4 giocatori? Mi sembra un livello di dettaglio che il documento non vi chiede e vi lega le mani rispetto a scelte diverse. (2) si dice "fund" raising. "Found" vuol dire "trovato". :-)
Ottimi consigli Alberto e grazie per i complimenti :)

La storia possiamo tranquillamente spostarla in allegato, magari lasciando sul documento solo 10 righe in qui raccontiamo che il progetto è il frutto di 2 anni di lavoro e ci troviamo ad oggi con notevoli risultati ottenuti ma per alcuni versi in mezzo al guado, come dici tu.

Per quanto riguarda gli esempi concreti di missioni, proviamo ad aggiungere una paginetta entro venerdì, vediamo se ci riusciamo...

Su YAM domani proviamo a chiarire la cosa.

E grazie per le piccole correzioni, ci erano sfuggite :)
grande leggibilità, bravi!
commento futile: che figata issuu.
Bellooooo! Scritto veramente bene, un riuscito mix tra tecnico e colloquiale, brillante ma esauriente. Impaginazione e grafica eleganti e vivaci, come d'altronde il sito. Progetto di grandissimo interesse per gli impatti locali, almeno in termini potenziali: la città cambia solo se le persone vogliono che migliori, e un po' con il gioco, un po' con gli ideali, un po' con la moda, forse si possono smuovere gli abitanti dal torpore domestico. Applausi...

Veniamo alle questioni più delicate, gli awards sono praticamente domani e forse c'è ancora tempo per limare i dettagli. Per l'occasione il coaching di Kublai assume la veste di un editing testuale. Con il tuo permesso, Augusto, mi soffermo però anche su alcuni elementi di più ampio respiro, sui quali magari converrà tornare più avanti.

1. Il testo è lungo (30 pag. + 6 di allegato) e il file pesa troppo (9Mb, un po' scomodi). Si vede che avete ricercato la massima completezza, inoltre il font è grande e le figure sono tante. Considera però che la commissione potrebbe spaventarsi di fronte alla mole del prodotto... Magari scendere a 20 pagine potrebbe essere un buon compromesso, con figure e font invariati o quasi.
Secondo me ci sono altre parti che potresti spostare quasi per intero in allegato (avresti così 3 o 4 allegati), lasciando solo un riassunto di una cartella per ognuna. E' già evidente che fate sul serio, quindi potete permettervi di rinviare per i dettagli. Ad esempio:
- Obiettivi, aree tematiche (pag. 12), roba già detta qua e la...
- Mercato (pag. 15), vedi punto 2 a seguire
- Persone - Alleanze... (pag. 19 a 23)
- Storia - Esperienza... (pag. 25 a 30)
Prima di rovinare l'opera d'arte però magari aspetta cosa dicono gli altri coach...

2. Il paragrafo "Il mercato" (pag. 15) non è chiarissimo: fino a quel punto il lettore si è fatto un'idea del tipo "CC è solo e soltanto un animatore di volontariato" ed ora figura invece che c'è sotto un mercato. Il lettore si mette in allarme, anche perché il testo risulta un po' ambiguo (si capisce bene soltanto dopo, nella "storia del progetto" a pag. 27, e nell'allegato). In questa sezione trattate in realtà di due cose distinte:
- come vi posizionate in una filiera dal punto di vista delle attività svolte dai vostri utenti (con finalità di benchmark, roba che sta bene in allegato, dove infatti sta e ben spiegata, mentre qui è superflua);
- quali sono i vostri potenziali sponsor (in qualche misura interessati alla stessa filiera), che per voi rappresentano le sole ed ipotetiche entrate, almeno stando a quanto si evince dalla conclusione di pag. 28 "piccolo inconveniente...proprio adesso che ci vediamo vicini al traguardo, abbiamo esaurito le riserve di autofinanziamento!". Questo punto però sta meglio in zona budget (pag. 30), dove non parlate di entrate (vedi punto 5).

3. Da urbanista ti consiglio di non fare troppo affidamento sul nuovo PGT del Comune di Milano o sull'Expo 2015, né sul piano finanziario che su quello dell'integrazione tra CC e policy. Ammetto di non frequentare la scena urbanistica milanese da un po' (quindi potrei esprimere solo pregiudizi), però la città più palazzinara d'Italia non si è distinta per innovazioni vere (intendo quelle che fanno il bene della gente comune) nel settore in questione, almeno negli ultimi trent'anni (passando per giunte di tre colori). Non sono ottimista.
Le belle grafiche che trovi sul sito del comune e che hai riciclato potrebbero rimanere esattamente come sono ora, virtuali. I buoni principi che hai citato (ascoltare la città, epicentri e reti, ...) in realtà sono concetti più che consolidati, ma entrati di recente nelle retoriche della comunicazione politiche, utilizzati qui perché l'amministrazione in questione è molto sensibile al lato "pubbliche relazioni" del fare politica.
Frasi tipo questa "La Milano del 2015 si propone di essere una delle metropoli più innovative sul piano urbanistico e dell’organizzazione degli spazi urbani" (pag. 16) io proprio le eviterei nel caso dovessi rivolgermi a persone informate o pragmatiche. Potresti anche fare una figura un po' ingenua, cosa che per quanto ne so proprio non ti appartiene.
Diverso è rivolgerle "alle masse", cavalcando la moda per stimolare partecipazione e creatività. Oppure indirizzarle all'amministrazione in questione, nel caso in cui tu sia concretamente alla ricerca di un contributo finanziario per il tuo progetto, anche a patto di partecipare ad un gioco presumibilmente ipocrita di politica simbolica.
Tieni conto inoltre che la maggior parte delle trasformazioni incardinate sull'Expo sarà presumibilmente costituita da autostrade (Pedemontana, Brebemi, ...) e, si teme, speclazione edilizia. La spesa per progetti ed eventi culturali o affini, come potrebbe essere CC, sarà come al solito (non solo a Milano) roba di un ristretto circolino di amici, da identificare a seconda del colore del sindaco che sarà nel 2015. Diciamo che non sono ottimista, o comunque ci sarà da sporcarsi le mani.

4. Dite bene a pag. 18: quella tra città visibile e invisibile è una distinzione che genera confusione. Ho capito che vi serve per spiegare che ci sarà una sorta di Fase 2 in cui la trasformazione ludica e partecipata avrà un maggiore impatto, mentre ora si perde un po' nella creatività fine a sé stessa e nel necessario-ma-vago "facciamo rete". So anche che citare Calvino parlando di città è cool (ma potrebbe anche rivelarsi un cliché...).
Personalmente lascerei perdere questa separazione, vi complica le cose, vi richiede più pagine per spiegarla, e alla fine per il lettore resta comunque un po' vaga. E sul web infatti compare un po' di tutto, invisibile e non, senza filtro...
Provo ad analizzare, per spiegarmi. La differenza concreta, mi sembra, sta in due misure:
- nell'intensità dell'azione di trasformazione fisica: fare un segno sul marciapiede è diverso da pianare fiori nelle aiuole, ma è difficile trovare una soglia (e forse non serve). E non spiegate come sarà la nuova versione del sito, quella per la città visibile: perché quella esistente non è sufficiente?
- nella scala spaziale del network, locale/urbana o nazionale, che mi sembra fuorviante: per ora il network è locale perché c'è una città sola; con 10 città a regime, si tratterà comunque di tanti network locali, diversi e separati (con magari qualche intersezione nel blog). O no?
Non mi sembrano fattori così importanti, però mentre leggo e assimilo il progetto sono obbligato a sforzarmi per capire questa cosa, il fatto che non è un dato sostanziale. E lì mi irrito... Ma lo scopo è sedurre il valutatore/finanziatore, no? Ribadisco, fosse per me lascerei Calvino all'introduzione, per spiegare che se la città invisibile si anima e si mette in gioco allora cambia anche quella invisibile. Però allora l'immagine dell'agopuntura mi piace di più...

5. Il budget è enorme (76k), anche al netto dei vostri stipendi (40k). Mancano le entrate, ma anche le spese non sono dettagliatissime. Nel primo report postato su Kublai la parte sul budget era molto più dettagliata, o sbaglio?
Mi sorgono alcune domandine, che immagino si ponga anche il potenziale finanziatore o alleato (a voi decidere se e come far conoscere le risposte). Quali sono i costi veri, quelli legati all'hardware ed alla gestione del sito così com'è ora? Quanta parte dei costi extra potrebbe comunque venire eliminata attraverso alleanze varie? Intendiamoci, 1.500 € di assistenza legale magari possono diventare 0 se trovate un amico praticante, o no? Stesso discorso per i 7.000 € di interaction design... In sostanza, CC può esistere anche senza aiuti o no?
Ovviamente vale anche il caso in cui siate orientati a trovare uno sponsor istituzionale: le cifre che mostri per il 2009 non sono così alte, a occhio mi sembra fattibile. Forse il problema è che siete giovani rispetto ad un Alberto che va al Ministero e si inventa Kublai. Inoltre, vorrei sottolineare un problema non secondario: il gioco che proponete è anche politico, e se sapessi che lo finanzia la Moratti sarei molto scettico verso una mia eventuale partecipazione. Per Kublai (si parla di Scajola...) ci sono diverse persone di inossidabile reputazione che ci mettono la faccia nei confronti dei rispettivi networks, cioè delle persone che hanno portato dentro Kublai, e che garantiscono per l'etica kublaiana. Senza contare che si tratta di creativi, entità poco politiche, e di una scala nazionale. Tu stai a Milano e vuoi cambiare la città con l'azione volontaria dei giovani radicalchic milanesi: l'intensità politica di quello che proponi è maggiore, quindi è più complicato... Auguri!

Spero di non aver smontato troppo, ribadisco il mio pieno sostegno alla causa, all'autore ed alla qualità del testo... Ok? A presto e buon lavoro
Antonio, grazie intanto per il tempo che ci hai dedicato. Le tue osservazioni ci sono state utili per ripensare ad alcune sezioni, al budget in particolare.

1) Per la storia sono d'accordo, per il resto non so...abbiamo seguito fedelmente la scaletta della guida del progettista...
Se è vero che, ad esempio, le finalità del progetto sono presenti anche nel cuore dell'idea, mi sembra giusto anche avere una pagina con gli obiettivi esplicitati...Magari sbaglio ma non troverei giusto spostarla negli allegati.


2) Il paragrafo del mercato è anche quello da guida del progettista...è vero che non esiste un vero e proprio mercato di riferimento per un progetto come il nostro ma ci sembrava giusto perlomeno indicare il settore di riferimento e fornire un posizionamento di massima (il resto giustamente in allegato).

Il nostro paragrafo del mercato è suddiviso idealmente in due parti (ma forse va esplicitato): l'offerta - altre esperienze analoghe - e la domanda - chi può essere interessato a finanziare un servizio come il nostro (secondo noi enti di governo del territorio, fondazioni bancarie, filantropi)


4) Semplificando molto la città visibile permetterà di aggiungere alla dinamica di azione (e quindi anche alla piattaforma) il fatto che gli interventi si fanno su nodi precisi di una città. Non è poco, pensiamo sia questa la vera riqualificazione ludica e partecipata...ora si può fare tutto dapertutto.


3 e 5 ) Mhhh...anche noi crediamo che sia alto il rischio che le dichiarazioni del PGT rimangano dei bei slogan di facciata...e sappiamo anche che il grosso (grossissimo) del EXPO sarà dedicato all'edilizia per la gioia di ligresti e pochi altri...
Però ci sembrava giusto dimostrare la conoscenza delle direzioni di sviluppo del territorio su cui ci proponiamo di operare. La frase in questione secondo me è giusta, nel senso che davvero Milano si "propone" di presentarsi come esperienza di primo piano. Non è detto che poi ci riuscirà. Ma perchè non sfruttare l'occasione per dare a loro un progetto che dia sostanza agli intenti programmatici e nel frattempo provare comunque a fare qualcosa di concreto? Altrimenti ricadiamo nel solito clichè della diffidenza nei confronti dell'attore pubblico e nella impossibilità di fare niente. Noi ne siamo un po' stufi.

Nel tuo punto 5 domandi se CC è in grado di funzionare senza aiuti (soltanto come il frutto volontario di chi ci crede). Così è stato per i primi due anni, ora vogliamo dare una sterzata al progetto perchè:

1) non è più finanziariamente possibile
2) vogliamo far crescere il progetto ed avere un impatto reale sul territorio

Dal primo giorno di lavoro su CriticalCity ci siamo domandati chi ci possa finanziare e ne abbiamo discusso approfonditamente anche durante le 2 sessioni di coaching su SL. Una prima strada che abbiamo tentato è stata la direzione business del progetto e da questa è nato il primo documento di progetto. Che abbiamo successivamente abbandonato perchè giustamente andava a snaturare l'anima del progetto...

Citando le osservazioni di Marco M. al nostro primo documento:

"Ancora con altre parole, non emerge, se non incidentalmente e in mezzo a tante altre cose, il fatto che CC è una grande idea e opportunità per il policy maker e per l'investitore pubblico e para-pubblico (amministrazione locale, fondazione bancaria, agenzie dei servizi pubblici locali, Expo 2015, etc.)."

Questo, insieme agli altri suggerimenti, è diventato il nostro mantra per la revisione che abbiamo apportato.
Adesso tu ci dici di non contare su finanziamenti istituzionali...che altre possibilità ci suggerisci?
scrivo brevemente per confermare che CC, nell'attuale conformazione, si presta benissimo a promuovere, lanciare, e realizzare iniziative, azioni e progetti che potranno a pieno titolo ambire al sostegno di finanza pubblica per la loro realizzazione. Detto questo, è ovvio che bisogna guardare anche altrove: individuare ipotesi e strategie di differenziazione dei clients e delle revenues è un principio base di ogni organizzazione.
Antonio, commento brillante ma non del tutto chiaro. Perché:

- al tuo punto 3, il tuo pessimismo non mi sembra analiticamente più fondato dell'ottimismo di CC. Loro dicono "ma lo dice il documento!" e tu rispondi "fidatevi, è la solita bufala". Mi sembrano entrambe posizioni ideologiche in senso nobile. Io, se proprio devo scegliere un'ideologia, scelgo l'ottimismo. Altrimenti che senso ha occuparsi di sviluppo locale?

- al punto 5 dici "il budget è enorme", ma poi poche righe più sotto scrivi che "le cifre che mostri per il 2009 non sono così alte, a occhio mi sembra fattibile". Non ho capito cosa pensi su questo...

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