Kublai

Informazioni

Comunicazione e Cultura

Far crescere in ogni persona una mentalità critica, capace di leggere e interagire con i media senza lasciarsi massificare e perdere i veri valori e la propria identità.

Luogo: Roma e sedi periferiche in altre città
Membri: 14
Attività Recenti: 25 Nov

Forum di discussione

Tiziana Minieri

Come migliorare il mondo? 12 Risposte 

Iniziata da Tiziana Minieri. Ultima risposta di Walter Giacovelli 24 Giu.

Spazio commenti

Aggiungi un commento

Devi essere membro di Comunicazione e Cultura per aggiungere commenti!

Tiziana Minieri Commento da Tiziana Minieri il 26 Giugno 2009 a 17:33
Come comunicare efficacemente convinzioni di matrice cristiana

Secondo monsignor Rodríguez Luño

di Marta Lago
Una comunicazione cristiana efficace deve soddisfare la consistenza delle idee più che intenzioni individuali o argomentazioni dialettiche, avverte monsignor Ángel Rodríguez Luño nel seminario internazionale che celebra a Roma la Pontificia Università della Santa Croce.
"Comunicazione della Chiesa e cultura della controversia" è il tema di questa VI convocazione professionale sugli Uffici di Comunicazione della Chiesa, alla quale partecipano persone di circa 60 Paesi.
Inserito nel magistero di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI, l'intervento di monsignor Rodríguez Luño - "Comunicare le proprie convinzioni" - ha ricordato che "la comunicazione genera cultura e la cultura si trasmette mediante la comunicazione", un nesso che suscita grande interesse nell'etica, visto che "il raggiungimento della consapevolezza morale personale non è indipendente dalla comunicazione e dalla cultura".
"Se all'etica interessa il rapporto tra comunicazione, cultura e consapevolezza morale personale, ai professionisti della comunicazione importa soprattutto che la cultura possiede una logica immanente e oggettivata, nella quale le idee e i sentimenti hanno una consistenza e uno sviluppo in certo modo autonomi", ha sottolineato.
Secondo il teologo, "è come se le idee, quando escono dalla coscienza e passano al piano della comunicazione, si separassero dalle menti singolari che le hanno prodotte, e cominciassero a vivere una vita propria e a svilupparsi con una forza che dipende solo da se stesse, dalla loro consistenza oggettiva e dalla loro dinamica intrinseca, forse ben diverse dall'intenzionalità della persona o delle persone che le hanno messo in circolazione".
Per questo, avverte che "chi attraverso la comunicazione aspira a intervenire positivamente, cristianamente potremmo dire noi, nella creazione e trasmissione della cultura, deve fare attenzione alla consistenza e allo sviluppo oggettivo delle idee più che all'intenzionalità delle singole persone, agli argomenti ad hominem, alle battute fortunate o alle argomentazioni puramente dialettiche".
"Con un colpo ad effetto si può far momentaneamente tacere l'avversario - ammette -, ma se la maggiore o minore consistenza intrinseca delle sue idee e le loro possibili linee di sviluppo non sono state capite e oggettivamente neutralizzate con una risposta culturalmente adeguata, tali idee avranno lunga vita, anche se l'avversario è stato ridotto al silenzio".
Conoscitori di questo processo, i professionisti della comunicazione "mettono alla base di ogni strategia comunicativa un lavoro di analisi volto a capire i punti di forza della posizione contraria", perché, come sottolinea monsignor Rodríguez Luño, "solo una posizione ben capita può essere efficacemente contrastata" con efficacia, cioè riuscendo "ad elaborare una prospettiva positiva che conservi e superi ciò che di buono c'è nella posizione dell'avversario".
Tra le situazioni di questo tipo che si verificano frequentemente nelle società pluraliste, il docente di Teologia segnala "il conflitto tra libertà e verità", o in modo simile la questione del relativismo.
In questi fenomeni, il punto di sostegno è la realtà storica per la quale nel corso dei secoli "alcuni hanno sacrificato violentamente la libertà sull'altare della verità, creando così una contrapposizione tra verità e libertà che la sensibilità odierna intende far valere interamente in favore della libertà".
Nella comunicazione delle convinzioni cristiane, secondo Rodríguez Luño, si deve sempre evitare di "usare parole o atteggiamenti che vengano a rafforzare ciò che nella mentalità relativista è più persuasivo, vale a dire, far pensare che il cristiano convinto è uno sempre pronto a sacrificare la libertà sull'altare della verità".
"La comunicazione delle convinzioni cristiane, o più in generale la comunicazione di contenuti etici positivi, deve mostrare coi fatti, e non solo con le parole, che tra verità e libertà esiste vera armonia - sottolinea -, e ciò richiede dimostrare sempre una consapevolezza convinta, e non solo tattica, del valore e del senso della libertà personale".
Un'altra situazione frequente di fronte alla quale si troverà chi si occupa di presentare all'opinione pubblica gli atteggiamenti della Chiesa è il "dovere di esporre e motivare delle critiche ad alcune leggi dello Stato o a qualche provvedimento governativo".
Offrire una risposta culturalmente adeguata in questi casi "richiede innanzitutto un grande senso dello Stato, una fine consapevolezza dei valori etico-politici delle diverse istituzioni dello Stato moderno, consapevolezza che non deve restare offuscata neppure dal fatto, forse molto doloroso, che l'atto parlamentare tale o tal altro, con il quale si ha a che fare nel momento presente, lo si ritiene nettamente sbagliato".
A volte accade anche che "la posizione sostenuta dalla Chiesa su materie etiche viene a coincidere con quella di tutti o di molti dei cittadini che militano legittimamente in una parte politica", una situazione delicata perché, sottolinea il professore, "possono scaturire critiche alla Chiesa come se essa appoggiasse non una posizione etica o etico-politica, ma un gruppo concreto di cittadini in quanto essi sono una delle parti politiche in lotta".
E' quando la Chiesa viene accusata - molte volte come pretesto o con intenzioni negative - "di intromettersi nelle politiche dello Stato, compromettendone la laicità", spiega.
Per offrire una risposta adeguata alla consistenza oggettiva delle critiche, monsignor Rodríguez Luño spiega, in primo luogo, che "tutti i cittadini, anche coloro che sono membri di un organo legislativo o di governo, hanno il diritto e il dovere di sostenere motivatamente le soluzioni che in coscienza ritengono utili per il bene del proprio Paese".
"Le soluzioni politiche vanno valutate per il loro valore intrinseco e per le argomentazioni razionali che le sostengono", aggiunge.
In secondo luogo ricorda la distinzione tra i compiti dello Stato e quelli della Chiesa. Al primo "spetta interrogarsi sul modo di realizzare concretamente la giustizia qui e ora"; da parte sua, la dottrina sociale cattolica si offre come un aiuto, argomentando "a partire dalla ragione e dal diritto naturale".
"Se vogliamo dare un piccolo contributo al grande compito di illuminare il mondo della comunicazione e della cultura con la luce del Vangelo, occorre adoperarsi affinché l'oscurità dell'avversario, qualora ci fosse, non tolga alle nostre parole e atteggiamenti la luminosità che scaturisce dal messaggio cristiano, che è fatto di amore della libertà, ricerca sincera della verità, rispetto dell'autonomia delle cose temporali, attenzione alla consistenza oggettiva delle critiche, e amicizia magnanima verso tutte le persone", ha concluso.
Tiziana Minieri Commento da Tiziana Minieri il 24 Giugno 2009 a 17:13
Xenofobia e questione educativa
Antonio Nanni


Gli episodi di violenza contro donne e immigrati che in queste ultime settimane si sono ripetuti con frequenza in alcune città italiane (Guidonia, Cassano Ionico, Nettuno, …) hanno riacceso il dibattito sulle ragioni che spingono tante persone, spesso giovani e talora minorenni, a compiere gesti di barbarie, stuprando una ragazza, o cospargendo di benzina un immigrato indiano all’interno di una stazione ferroviaria, trasformandolo in una torcia umana.

Commento: 1


Motivare questi atti di incivile sopraffazione attribuendoli ora alla noia, ora al culto della violenza, ora al bisogno di divertimento e di emozioni forti, è forse il segnale più eloquente del profondo vuoto morale che caratterizza la nostra società. Sarebbe tuttavia troppo comodo scaricare soltanto sulle nuove generazioni quelle responsabilità che invece sono proprie della famiglia, della scuola e delle stesse forze politiche.

Il Presidente Napolitano ha fatto bene a sollecitare le istituzioni a reagire contro questi episodi raccapriccianti e intollerabili di violenza e di xenofobia. Si è infatti creato nel nostro Paese un preoccupante clima di legittimazione che finisce per far sentire orgogliosi gli stessi artefici delle discriminazioni. Contro di essi, poi, si minaccia di essere ancora più “cattivi” finendo per avvitarsi in una spirale inconcludente senza sbocchi ri-educativi. Non si può puntare tutto sulla repressione promettendo di costruire nuove carceri. Occorre il metodo della prevenzione che, come ha insegnato Don Bosco, è il cuore si ogni vera educazione.

Ciò che vogliamo dire è che nel nostro Paese, oltre alla crisi della fede cristiana, si registra ormai una crisi dei valori etici del patrimonio cristiano. Dopo il divorzio, l’aborto e l’eutanasia (vedi i sondaggi) stanno crollando anche le cosiddette virtù civiche del buon cristiano e onesto cittadino.

Ha ragione Miriam Mafai quando su Repubblica sottolinea acutamente come l’attuale cultura di violenza «disprezza e irride alla mitezza, alla pazienza, alla solidarietà, alla debolezza, alla sobrietà». Cioè a quelli che fino ad oggi sono valori propri della tradizione cristiana.

Dobbiamo allora avere il coraggio di dire che la cultura leghista, una volta portata al governo, è riuscita a diventare egemone nel nostro Paese diffondendo paura per il diverso e bisogno di sicurezza. Lo si è visto, ad esempio, con la moda delle “ronde”, nelle città, con la sceneggiata delle impronte ai bambini rom, con la mozione del leghista Cota sulle classi separate a scuola, con la drammatizzazione del Centro di accoglienza a Lampedusa.

Razzismo? Culto della violenza? Assenza di valori? Nichilismo? Forse bisogna evitare di racchiudere in una sola categoria omnicomprensiva la spiegazione di tanti episodi criminali eppure così diversi. L’uomo di oggi sembra divertirsi soprattutto quando raggiunge un piacere attraverso la trasgressione delle regole e l’esercizio della propria forza su un soggetto più debole (dallo zingaro al disabile, dalla donna allo straniero).

Piuttosto che di razzismo e di xenofobia si dovrebbe forse parlare di una società che non possiede più le coordinate culturali per convivere con l’alterità, poiché priva di un’antropologia della differenza. Questo fa capire la centralità della questione educativa come questione dell’alterità e non solo delle radici dell’identità. Voglio dire che per rispondere alla nuova domanda di convivenza e di etica sociale nelle nostre città dobbiamo partire dall’altro, dalla differenza, dalla relazione e non semplicemente dall’io. Anche all’interno della tradizione cristiana andrebbe rafforzata l’antropologia della relazione più che quella dell’identità che rischia di farci restare prigionieri dell’individualismo e anzi di radicalizzarlo.

Se così stanno le cose vuol dire che l’Italia ha bisogno di una svolta culturale, di una rinascita morale, di una riforma istituzionale, insomma di tornare ad avere una prospettiva di futuro. Ciò significa concretamente educare i cittadini, vecchi e nuovi, a scoprire che le radici comuni non stanno nel passato di ciascuno (che divide), ma nel futuro che ci accomuna.

Dobbiamo ri-educarci alla cittadinanza plurale e interetnica, per capire che abbiamo tutti diritto al futuro e ad un destino comune. Non si tratta soltanto di metterci a recuperare una memoria ormai perduta, ma soprattutto di guardare avanti cercando di lavorare per un “sogno condiviso”, per una storia comune da costruire tutti insieme. Questo non significa fare riferimento ad una utopia irrealizzabile. L’elezione di Obama in America ha dimostrato che il desiderio di novità e la speranza dei cittadini è più forte di ogni realismo. Anche in Italia si potrà uscire insieme da questo clima di imbarbarimento e di insopportabile lamentazione soltanto se avremo il coraggio di operare questa svolta.
Andrea Romeo Commento da Andrea Romeo il 18 Maggio 2009 a 0:53
mi piace la tua filosofia e condivido pienamente ...
Tiziana Minieri Commento da Tiziana Minieri il 5 Maggio 2009 a 18:26
Perché siamo nati, viviamo, abbiamo delle doti, critichiamo, pensiamo, gestiamo...
La nostra presenza nel mondo non dev passare inosservata, senza lasciare traccia! Abbiamo il diritto e il dovere di lasciare questo mondo, alla fine della nostra vita, migliore di come lo abbiamo ricevuto!
Sarebbe da vigliacchi e poco prroduttivo e significante rinunciare alla nostra missione e alla nostra vocazione. Se lo facciamo con gioia, entusiasmo empatia e simpatia, ci realizzeremo come persone e aiuteremo gli altri e le altre a fare altrettanto.
Non è una missione stupenda? Non vale la pena di vivere e impegnarsi per questo?
Ciao a tutti/e! Oggi il mondo è più bello perchè ci sei Tu!
Tiziana
Mr Volare aka Alberto Cottica Commento da Mr Volare aka Alberto Cottica il 5 Maggio 2009 a 18:20
Tiziana, vedo con piacere che la discussione sul tuo progetto sta decollando. Direi che sia il progetto che le persone che partecipano si sono meritate che tu sostituisca quelle brutte sagome rosse di Ning con una foto, o un logo, o qualcosa di più rappresentativo e di più allegro. Sono curioso di vedere che immagine sceglierai :-)

Probabilmente ha anche senso che tu modifichi il titolo del progetto. Se ne scegli uno che faccia capire cosa vuoi fare (insegnare l'italiano ai bimbi immigrati) hai più probabilità di attirare nella discussione persone che condividono i tuoi stessi interessi. "Comunicazione e cultura" è effettivamente un po' generico.
luce di stelle Commento da luce di stelle il 17 Aprile 2009 a 15:01
credo che la promozione dell'essere umano sia sopratutto fatta di rispetto quando viene a mancare una coscienza individulae e si rimane dentro una coscienza collettiva non si cresce, siamo sempre più persone, ma per esserlo bisogna anche favorire azioni, iniziative dove l'uomo, la persona sia al centro con i suoi bisogni quelli che lo portano a crescere come uomo e come persona, brillando nel cosmo e nel pianeta della terra come la stella più luminosa perchè ricca della sua identità più piena; la sua umanità
 

Membri (14)

Tiziana Minieri Cristina Criscia Grigg Walter Giacovelli luce di stelle Mr Volare aka Alberto Cottica Philosofia Andrea Nicola Salvi Andrea Romeo Jole Rotello Nico Narsi Sonia La Rosa Rosanna Falanga
 
 

Info su

Giuseppe Granieri Giuseppe Granieri ha creato questo social network su Ning.

Badge

Caricamento in corso...
 

© 2009   Creato da Giuseppe Granieri su Ning.   Crea il tuo social network personale

Badge  |  Segnala un problema  |  Privacy  |  Termini del servizio

Accedi alla chat