Dal 31 marzo al 2 aprile si terrà a Modena il primo seminario di CITIES, a cui parteciperanno anche gli altri partners europei. Dobbiamo occuparci di economia della cultura, o - meglio - di ciò che le industrie creative possono fare per le città e viceversa.
Mi spiego: le industrie creative possono dare contributi importanti alla riqualificazione urbana. Piccole imprese creative possono occupare spazi ex-industriali risignificandoli e contribuendo alla costruzione di un'economia diversificata: è proprio questo il tema di CITIES. L'altra faccia della medaglia, però, è come motivarle perché esse facciano questo. Per rispondere a queste domande bisogna interrogarsi sul tema dei modelli di business della creatività. Dove i creativi trovano i propri flussi di ricavo? Di cosa hanno bisogno per consolidarli ed espanderli? E' possibile che le città possano fornire alcuni inputs che i creativi trovano utili?
Nell'esperienza di Visioni Urbane ci si interrogava sul tema degli spazi, e si è capito che gli spazi sono utili SOLO se rispondono a certe caratteristiche che - purtroppo - variano molto al variare della scena creativa a cui ci si riferisce: altrimenti diventano tossici. Spazi grandi hanno costi fissi alti, e diventa molto importante stimare il bacino di utenza a cui si rivolgono. Uno spazio troppo grande può sprofondare un buon creativo nella dipendenza da sussidi pubblici, o nei debiti.
Il tema è ovviamente vastissimo, e non sono poi molte le persone che hanno competenze vere per parlarne in giro. Inoltre c'è il problema del formato: le lezioni frontali con uno che parla e tutti che ascoltano sono francamente superate, e sarebbe bello trovare delle forme di interazione un po' più partecipate. Qualcuno ha delle idee o dei relatori da proporre?
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