Kublai

Conversazioni creative

CITIES PLAYSHOP, MODENA, 1 – 2 APRILE 2009

Gli ingredienti usati per il workshop:
Due uggiosi giorni di pioggerellina insistente.
Una quindicina di partner europei del progetto CITIES, noi del Comune compresi, più sette – otto amici del Gruppo di Supporto Locale di CITIES che hanno trovato il tempo di venire a lavorare insieme a noi.
Due sessioni di alta formazione sulle politiche culturali a cura di Jesse Marsh e Ugo Bacchella.
Cinque idee-progetto da sviluppare insieme, con l'obiettivo che una di queste possa diventare “il” progetto pilota di CITIES.
Quattro squadre contraddistinte da diversi colori (giallo, magenta, blu, nero) composte in modo eterogeneo (partner europei, staff del Comune, membri del Gruppo di Supporto Locale, esperti di politiche culturali), ognuna chiamata a lavorare su una delle idee-progetto.
Augusto e Matteo di Criticalcity a dirigere il gioco.

Il metodo in breve:
Ogni squadra doveva lavorare sullo spunto iniziale, sviluppando un documento e una slide di sintesi per ognuno dei punti: CUORE DELL'IDEA, PARTNERSHIP, PIANO FINANZIARIO. Era inoltre prevista una slide di presentazione complessiva del proprio progetto, che accompagnava una brevissima esposizione ai partecipanti al workshop.
Ovviamente vista la necessaria sintesi i documenti che qui troverete allegati rappresentano un primo passo: è ancora da fare tutto il lavoro di progettazione di dettaglio e di rifinitura. Tuttavia ci sono molto utili, perchè sono frutto di una riflessione comune e ci servono per allargare la discussione anche a chi non ha potuto partecipare al workshop.

RISULTATI

1) Consorzio delle imprese culturali.SCELTA DA: SQUADRA GIALLA

2) Banca delle opportunità. SCELTA DA: SQUADRA MAGENTA

3) Fabbriche di cultura. SCELTA DA: SQUADRA BLU

4) La futura riqualificazione del Villaggio Artigiano di Modena Ovest ... SCELTA DA: SQUADRA NERA

5) Laboratorio della città (creativa). SCELTA DA: NESSUNA SQUADRA


I RISULTATI DELLE VOTAZIONI:
Al risultato hanno contribuito i singoli voti ma anche le penalità inflitte dai severi conduttori del gioco, che hanno dispensato decurtazioni di punteggio per i ritardi nella consegna degli elaborati!

Comunque alla fine.... è risultato vincitore il progetto del “consorzio” delle imprese culturali (squadra gialla).

E voi che ne pensate?
Visto che al workshop erano presenti pochi membri del Gruppo di Supporto Locale di CITIES, sarebbe molto utile avere un vostro feed-back.
- per verificare se condividete le scelte fatte dalla "giuria"
- per integrare con i vostri contributi e le vostre riflessioni i materiali prodotti dalle squadre
- per capire insieme a voi quali percorsi sono più utili per Modena e potrebbero essere avviati grazie all'occasione offerta dal progetto europeo CITIES.

Aspettiamo i commenti!

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Risposte a questa discussione

Io ero parte in causa, e quindi non posso votare di nuovo :-)

Però forse una cosa la posso dire. Una sorpresa del Playshop - almeno per me - è stata che tre progetti su quattro sono realizzabili con (relativamente) poco denaro e in tempi (relativamente) brevi. L'unico progetto davvero lungo e impegnativo è quello che riguarda la riqualificazione del villaggio artigiano. Questo significa che non è affatto impensabile che CITIES parta veramente da uno di questi progetti per costruire la propria azione pilota.

Per me quello che fa veramente la differenza nella scelta è questo: vorrei realizzare un progetto che abbia dietro un gruppo di persone anche ristretto ma molto motivato. Al Playshop questa energia si vedeva: ora vediamo cosa succede fuori dal Playshop, nella città.
Ciao a tutti!

Avendo promosso il DAST delle Ex Fonderie non posso che dare il mio voto alla squadra gialla sul Consorzio delle imprese culturali. Ma devo dire che l'idea della Banca delle Opportunità potrebbe essere inserita tra le attività del Consorzio.

Il progetto della squadra gialla mi sembra fattibile, come ha già sottolineato Alberto. Forse i preventivi sono un po' al ribasso, ma credo che si possa mettere in piedi!

A quando il prossimo "Aperitivo con Cities"?

Michela
Grazie Michela! L'idea del Consorzio - come le altre d'altra parte - avrebbe bisogno di essere maggiormente raffinata, ma è un punto di inizio. Teniamo presente che se ci piacciono più idee, possiamo comunque provare a percorrere altre strade (non solo CITIES) per realizzarle. Come già segnalato da Alberto, almeno tre idee-progetto su quattro sono realizzabili con un investimento iniziale in denaro abbastanza ridotto e MOLTO lavoro delle persone.
Per me io a rimboccarmi le maniche ci sto! La cosa che potremmo tentare di fare adesso, su Kublai, tramite i vostri contributi, è di capire la direzione e fare una sorta di progettazione di dettaglio dell'intervento "a più mani". Con un progetto o con più progetti convincenti in mano, poi, anche a seconda dei costi, tempi, ecc. vediamo cosa inserire in CITIES come progetto pilota; le altre opzioni, se siamo riusciti ad elaborale, le presentiamo ai prossimi assessori alla Cultura e alle Politiche Economiche non appena si saranno insediati.

Per l'aperitivo (godereccia eh?) prima della fine di giugno vorremmo rivederci anche fisicamente. Proposte in tal senso?
metto anch'io i miei due cents, cioè quelli di un non modenese che si è trovato a coordinare il gruppo di lavoro sugli spazi nel playshop di Cities. Questi gli appunti che mi ero preso "a caldo" dopo il Playshop, con l'intenzione di scrivere spunti per una discussione, proposte, idee, provocazioni, non conclusioni; eccoli:

Vado per punti,

* non aprirei ora nuove discussioni sugli spazi: la mia sensazione è che nessuno abbia veramente voglia di affrontarla, anzi mi è stato proprio detto “ancora a discutere di spazi? dopo tutto il percorso del DAST?”. Aggiungo a questa voce diffusa che (1) nessun modenese ha partecipato al mio gruppo, né di persona né da casa (a parte Maria Cristina Fregni, ottimo esperto urbanista del Comune, assegnata d'ufficio), e nessun gruppo ha scelto il progetto sullo Urban Center (il secondo progetto che avrebbe dovuto discutere di spazi, in città); (2) l'amministrazione in questo momento non è in grado di indicare spazi disponibili a questo scopo; (3) se per la progettazione del DAST (uno spazio molto importante e realmente esistente, sul quale il Comune ha deciso di investire) dopo poco si sono ritrovati in 2 a lavorare, allora forse tutta questa esigenza di uno spazio importante e condiviso non è così sentita; (4) il fatto che in molti chiedano spazi per le proprie attività significa poco, come ci ha fatto notare Andrew Missingham “Everyone needs an house, it's a basic need”, ma poi (come sottolineato anche da Ugo Bacchella) quando si parla non di singoli spazi per singole attività, ma di lavorare insieme a uno spazio comune, in parte aperto alla cittadinanza, chiedendo di farsi carico di aspetti gestionali ed economici di un investimento del genere, tutto diventa più complesso, e non è chiaro se questa sia una linea veramente sentita, un progetto che potrebbe contare sull'impegno concreto dei creativi modenesi e della città. Servirebbe un percorso partecipato per capirlo (Jesse Marsh), ma non mi sembra ci siano voglia e condizioni per affrontarlo. Le esigenze di spazi più piccoli per singole attività esistono e vanno affrontate, ma per questo non serve Cities.

* un evento e un servizio per i creativi come obiettivi per il pilota di Cities? Arrivo a questa proposta partendo dalla considerazione che mi sembra prematuro (/forzato/forse sbagliato) darsi ora come progetto l'idea di costituire formalmente un consorzio di imprese/associazioni creative: mi sembrerebbe in questo momento una forzatura, una strategia un po' calata “dall'alto”, senza che se ne sia davvero discusso e sia entrata nel sentire comune, e anzi verso la quale ci sono perplessità di esperti (Alberto ha sottolineato come spesso le altre esperienze di consorzi in Emilia sono dopo poco tempo finite con il diventare dei centri di potere/lobby, che ostacolano la concorrenza e l'affermarsi di iniziative innovatrici, diventando nei fatti realtà analoghe a quelle che si intendevano combattere in principio). Potrebbe non essere un'idea sbagliata, ma in questo momento mi sembrerebbe più sensato e lineare partire dalla realizzazione di uno dei restanti due progetti, un servizio e un evento per i creativi modenesi, anzi, perché non entrambi? Da questo percorso comune che parte ora dalla mappatura, e continua con la realizzazione di questi due obiettivi, potrebbero nascere le premesse di un sentire e un agire comune, che poi potranno portare a decidere con più consapevolezza su obiettivi più complessi, come possono essere le proposte su nuovi spazi e la costituzione di un consorzio o un'associazione ombrello che possa gestirli o possa proporre iniziative più grandi e ambiziose.

* 2 gruppi di lavoro? si potrebbero quindi costituire 2 gruppi di lavoro, uno per sviluppare il progetto di servizio/Banca delle opportunità e uno per quello di evento/Fabbriche della Cultura/Modena Hackfestival (i due progetti che appaiono da subito come realizzabili e sicuramente utili e importanti), che potrebbero inizialmente essere coordinati dallo staff di Cities, ed avere la supervisione di esperti (ad esempio: Tommaso Fabbri per il gruppo-servizio e Alberto Cottica per quello evento).


Che ne dite? vi ritrovate in ciò che ho detto e proposto?
.
Molto d'accordo con Marco.
Cari tutti,
pur avendo fatto parte della squadra gialla con Federica, desidero comunque esprimere (brevemente) i miei interessi rispetto agli altri progetti. Premesso che anch'io gradirei un momento di incontro vis à vis (aperitivo o altro) per discutere di tutto questo, mi trovo d'accordo con Michela nel considerare possibile l'inserimento della Banca delle Opportunità all'interno del Consorzio. Un altra cosa che apprezzo della Banca è che ha un budget iniziale pari a zero. Il festival invece, ha un costo elevato che coprirebbe una progettazione una tantum della quale non riesco bene a capire gli esiti, le investigazioni e le possibili ricadute future.
Sempre per quanto riguarda l'annosa questione degli spazi, è vero che alla fine ci siamo trovati in due a lavorare sul Dast, ma è altrettanto vero che questo percorso ha portato comunque alla nascita di uno spazio che potrebbe diventare un cantiere di possibilità e idee. Dunque, perché non iniziare a pensare fin da subito alle future "strategie" per renderlo vivo e funzionale? Prima o poi queste riflessioni andrebbero fatte in ogni caso. Il progetto del Villaggio Artigiano mi sembra ricalcare in molti punti cose che sono già state affrontate nella progettazione del Dast e quindi non mi sembrerebbe opportuno rifare lo stesso percorso e trovarsi non con 1 ma con 2 spazi da "riempire"!
Sono convinta anch'io che la casa è un bisogno primario, ma se è vuota è difficile immaginarla. Forse è questo che fa paura quando ti dicono "ecco lo spazio, ora cosa ci mettiamo dentro"?

Detto ciò, vorrei un feed back da parte dei creativi di Modena, quelli contattati fin dai primi incontri di cities, sul loro effettivo interesse a proposito dei progetti presentati, e se la proposta acclamata sarà un festival, una banca di oppurtunità o un consorzio, penso che dovremo fare del nostro meglio per metterli in pratica.

alice
ciao marco non so se sei ancora on-line comunque come dicevo più giù a Caterina, noi stiamo cercando di organizzare un aperitivo il 3 giugno ai Giardini ducali. Nel caso ci sei? Hai una proposta alternativa?
Spero davvero di potervi incontrare presto, dato che mi è mancato proprio il contatto diretto, cosa che ritengo fondamentale.

Premesso il fatto che, da neo-modenese, ho raccolto negli anni le lamentazioni di chi invoca uno spazio culturale aggregato, meno istituzionale e più da cittadinanza attiva e creativa, personalmente apprezzo molto l'idea di un gruppo potenzialmente sempre espandibile di imprese culturali...

...non necessariamente vincolato ad uno spazio fisico "fisso", ma che di volta in volta crei opportunità, eventi, network, in sinergia con varie realtà che invece lo spazio fisico ce l'hanno.

La sensazione che ho è che non funzioni tanto il passaparola che in questa fase è fondamentale, cosa davvero strana dato l'interesse che ha CITIES, anche solo come promozione del proprio lavoro e collegamento tra le persone e le professionalità. Come mai secondo voi? E' una mia percezione sbagliata?

E..ci vediamo a fine giugno?
Stiamo cercando di organizzare un aperitivo il 3 giugno ai Giardini Ducali. Potrebbe andare bene? avete idee migliori?
per me sarebbe perfetto!
Caterina, anch'io ho un po' questa impressione del passaparola che "non parte". Strano, la discussione di marzo qui sul gruppo di CITIES è stata molto vivace, con thread da 20-30 risposte... Credo che CITIES abbia solo bisogno di qualche attivista che ci crede, ci mette la faccia e fa succedere le cose. Magari tu potresti essere una di questi! :-)
visti i progetti..
tutti molto interessanti..
penso che il concept di "fabbriche di cultura" sia un'ottima base di partenza per sviluppare una service idea che possa coinvolgere il lato tech e il lato "ingegnoso" della cultura locale (legato alla meccanica..al fare concreto in generale).
una sorta di mesh up tra due culture che può produrre una visione realmente creativa...una variazione genetica...una evoluzione del sistema locale.
il festival è il link con le culture disperse nel mega-mondo..il punto di connessione con i nodi del rizoma.
e con un sapore autenticamente..originalmente...locale

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