Presentazione realizzata durante il Pitch Club al KublaiCamp2010 - Roma.
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Spiegazione, per i 2 lettori che avranno tempo, pazienza e voglia di comprendere.
Queste sono state le slide che ho preparato, in fretta e furia, per il Kublai Camp, 2 notti prima di partire a Roma, stavamo preparando un video, chiamato appositamente il dembrione (demo + embrione), per presentare quello che stavamo facendo, ovvero innovazione di processo da studio di registrazione a studio crossmediale, coinvolgendo in poco tempo 15-20 persone che non si conoscevano e allinearsi a raggiungere un obiettivo, presentare un concept di un'Opera crossmediale a Kublai.
Putroppo non mi è riuscito molto bene, preparare 2 presentazioni al Pitch Club (presentavo anche FooTour), realizzare in fretta il dembrione, assemblato in tempo reale con file che venivano trasferiti a distanza da più fonti, preparare un gioco (inventato tra l'altro Tagether, con Carlo Infante), presidiare postazioni, progettisti, essere pronto sempre a dare una mano a tutti, stanco morto e con un'iniezione di Inflibimax fatta una settimana prima per il morbo di Crohn che mi fa stare male e mi limita le energie.
Ho presentato per primo queste slide, mi spiace e chiedo venia al mio staff che riponeva in me speranze di vittoria di questa competizione, organizzata e mandata in maniera virale una settimana prima,mentre noi ci preparavamo in maniera diversa con un video.
Non sono stato all'altezza evidentemente della situazione, sufficientemente brillante, attento, pur avendo dato risposta a una delle domande arrivate con carta arrolotolata (me ne sono arrivate 30 tutte vuote, come fossi un bersaglio da lapidare) da Carlo Infante, che mi chiedeva 3 Tag progettuali: ho risposto Dembrione, Peeripato, Crossmedialab, parole che non esistevano prima eccetto forse per crossmedialab, perchè quello che stiamo facendo è probabilmente innovativo, un atto unico, un solco in cui si può sbagliare e correggersi.
Così che il buon Davide, o meglio il BuonDì vide...visto che con una cassa di Buondì ha saputo accattivarsi il pubblico, che con l'applausometro da corrida, ha decretato la vittoria ad una presentazione di qualcosa che, onestamente non ho ben compreso, rispetto alla presentazione in 200 secondi x 10 slide di un 'innovazione di processo da studio di registrazione, un'Opera crossmediale e corale nata senza mezzi ma con tanto cuore e idee, 7-8 spin off progettuali, un'evento di carattere internazionale ambientato a Taranto che possa far vedere tutte le potenzialità creative, open source, di innovazione sociale reale motore del cambiamento partecipato del mio amato e bistrattato territorio.
Onore ai vincitori, che mi hanno dato una bella lezione, di come accattivarsi il pubblico, come non ho saputo fare in quei 200 secondi, io ridevo comunque, pensavo di aver fatto una performance lodevole, ma al mio staff evidentemente non è piaciuta.
A questo punto penso che la prossima volta, racconterò delle barzellette sui bambini morti di tumore a Taranto, o su operai dell'arsenale che si spiattellano al suolo, o scherzerò su persone che fanno chemioterapia, come mio padre... o gente disposta a buttarsi da un tetto per mancanza di lavoro, lancerò sul pubblico magari dei guanti sporchi di sangue, degni del vero Fight Club che ogni giorno chi davverò sta in trincea e si sporca le mani, si macchia.
Ho capito in ogni caso che devo fare un passo indietro, per profondo rispetto di quello che stiamo facendo, perchè come una pianta soffocata da troppa acqua, forse concedendomi troppo a questo progetto rischio di soffocare l'espressività degli altri, che dovranno anche loro e ne hanno tutte le capacità, forze e possibilità e professionalità di portare avanti questi meravigliosi progetti, che sono in realtà dei sogni che rispondono a dei bisogni territoriali.
Io sarò li, sempre presente, pronto a intervenire quando mi verrà chiesto, pronto a risolvere ogni problema, ad apportare soluzioni, ma voglio essere una soluzione non un problema....
Per questo oggi al primo reale brief per fare il punto della situazione del dopo Kublai, io non ci sarò alla riunione, perchè sono certo che ogni decisione, ogni scelta che sarà presa, sarà quella giusta e se non lo sarà, ci sarà sufficiente forza, capacità, lungimiranza e saggezza di correggere il tiro.
E' un atto di fiducia, di apertura di credito, che spero un giorno mi potrà essere ricambiata.