Partecipando a BCC come musicista mi sono reso conto che una chiave per l'identità del festival, la residenzialità (il pubblico è incoraggiato a campeggiare a Bardineto, e lo fa. C'erano 2.200 tende quest'anno) può essere anche una chiave per costruire un modello di business diverso da quello prevalente per i festival italiani. Se le persone stanno tre giorni a Bardineto e campeggiano nell'area del festival, più che "chi suona" è importante l'esperienza dello stare lì. E questo permette di pensare a forme nuove di sostegno economico: servizi premium al campeggiatore, associazione "Amici di BCC", servizi alle famiglie (nei festival con 10-30 anni di storia gli aficionados della prima ora si sposano, fanno figli e continuano a venire con le famiglie) come i parchi giochi per i bambini etc.
Alcune considerazioni le ho scritte
sul mio blog, dove tra l'altro alcuni lettori mi hanno segnalato altri festival con campeggio, o comunque con elementi di novità. Mi chiedo se voi di BCC, e gli altri organizzatori di festival di Kublai, siete d'accordo...
Tag: antitesi, balla, cinghiali, coi, concerti, etniche, festival, mediterraneo, minoranze, per
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