Secondo me l'arte, intesa come opera fisica o come perfoming art, ha il compito di emozionarci, stupirci, meravigliarci o comunque trasformarci, farci crescere.
L'esperienza più forte che ho avuto legata all'arte è ambientata a Firenze.
Piccola premessa, ho studiato storia dell'arte alla triennale e ho passato circa 6 mesi di studio "matto e disperatissimo" sul libro di storia dell'arte moderna centrato sul rinascimento Fiorentino. Ormai conoscevo la città a memoria, o almeno così pensavo, ma passare da quelle piccole immagini sul libro alla grandezza naturale diciamo che per me è stato uno shock. Parcheggio a piazzale Michelangelo con visione del grande cupolone del Brunelleschi e discesa lunga le scalinate per la traversata dell'Arno e poi nel cuore della città. Non saprei come descrivervi quello che succedeva dentro di me, ma dall'esterno sembravo una pazza che correva da un monumento all'altro col naso all'insù per guardare i dettagli e verificarne l'autenticità, e questo ve lo può testimoniare il mio fidanzato che mi ha inseguita per mezza città XD. A tratti mi mancava il fiato, non sapevo dove guardare tanta era l'abbondanza, ero fuori controllo.
Molto della mia reazione è stata predisposta dalla premessa che ho fatto,il conoscere i valori che stavano dietro le opere. Non è stato difficile per me farli miei forse per una sensibilità particolare che mi caratterizza, ma credo che la bellezza che contraddistingue le opere d'arte può essere percepita a vari livelli, e soprattutto anche dai non adetti ai lavori.
Voi cosa mi raccontate?
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Permalink Risposto da Ivan Ferrero su 24 Marzo 2012 a 11:37
Permalink Risposto da Antonietta Panico su 24 Marzo 2012 a 18:42 Grazie per il tuo contributo, molto interessante :).
Cmq avevo individuato come target in una prima fase soprattutto bambini, ragazzi e disabili con una serie di attività specifiche per ognuno, perchè penso che siano categorie più sensibili al bello in modo istintivo, senza troppe sovrastrutture. Cosa ne pensi?
Permalink Risposto da Ivan Ferrero su 13 Aprile 2012 a 15:34
Permalink Risposto da Giovanna Li Voti su 12 Aprile 2013 a 11:19 Ciao Antonietta, ho letto la tua esperienza e credo comunque che indubbiamente la tua sensibilità ti porti a vedere con occhio diverso un'opera d'arte o un luogo denso di elementi artistici o culturali in genere, è la tua sensibilità che alimenta costantemente la tua curiosità e la tua voglia di conoscenza. Se nel tuo progetto ti rivolgi anche a chi potrebbe non avere quella sensibilità o quel particolare interesse, cosa possibile, il tuo lavoro deve riuscire a stimolare l'interesse, deve essere in grado di trascinare dentro un mondo in modo leggero e coinvolgente, come gli esempi fatti da Ivan. E per ricollegarmi a quanto detto da Ivan sul focalizzarsi sull'emozione, cosa che permetterebbe il coinvolgimento di utenti appartenenti a diverse fasce d'età, credo sia perseguibile innanzitutto attraverso una progettualità precisa ed elaborata dell'attività stessa e una certa capacità di gestione.
Ho un ricordo di un'esperienza fatta qualche anno fa in Irlanda con mio marito e mio figlio che allora aveva 4 anni e dopo aver visitato Ross Castle a Killarney, uno dei tanti castelli dell’Irlanda, siamo stati coinvolti in un'attività che andava bene per noi adulti ma anche per i bambini la quale ci ha permesso di condividere la conoscenza della storia di quei luoghi in modo giocoso ma coinvolgente. Nel caso specifico si trattava di un enorme quadro (enorme davvero, quasi un’intera parete) che riproduceva l’incendio del castello, del quale si era parlato durante la visita, si dovevano trovare degli elementi intrusi nella scena o perché anacronistici o perché estranei alla storia, naturalmente è stata determinante la visita fatta in precedenza che aveva coinvolto tutti grandi e bambini. Questo è poca cosa ma abbiamo tutti un bel ricordo di quella esperienza.
Credo comunque in genere che un’esperienza piacevole sia quella in cui ci si ritrovi a “fare” e a questo proposito mi ricordo Ekwall e Shaker (in Ginnis, 2002) i quali affermavano che le persone ricordano:
10% di quello che leggono,
20% di quello che sentono,
30% di quello che vedono,
50% di quello che sentono e insieme vedono,
70% di quello che dicono,
90% di quello che dicono e insieme fanno
Permalink Risposto da Antonietta Panico su 12 Aprile 2013 a 11:45 Grazie Giovanna per il tuo contributo, in effetti devo dire che proprio ieri mi interrogavo sulle difficoltà del trasmettere un'emozione a persone con diversa sensibilità, anche perchè avevo riletto il commento di Ivan.
L'esperienza che hai voluto condividere con noi è proprio il tipo a cui mi riferisco quando penso alle attività da progettare :D.
Non ho più scuse dopo i vostri suggerimenti devo mettermi a tavolino e iniziare a proporre qualcosa di più concreto per far crescere il progetto, come dici tu infatti solo delle attività progettate in modo puntuale possono permettere di raggiungere lo scopo designato XD.
Sono sicura che col vostro aiuto riuscirò a creare qualcosa di buono :D, ancora grazie!!!
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