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MIcropolis

Viviamo in città progettate per gli automezzi, siamo ridotti a scomodi intrusi dei luoghi che abitiamo. Urge un nuovo modello di fruizione della città che incentivi la mobilità alternativa a scapito del flusso veicolare.

Luogo: Milano
Membri: 13
Attività Recenti: 21 Mag 2012

Micropolis

MIcropolis è un progetto per la radicale trasformazione delle aree urbane in favore dei cittadini e non dei loro veicoli.
L'obiettivo è di creare i presupposti per una nuova fruizione degli spazi pubblici - strade, marciapiedi, le poche zone pedonali- puntando sulla disincentivazione degli spostamenti automobilistici in favore della mobilità alternativa.

L'idea alla base del progetto è la conversione delle zone residenziali di Milano in aree urbane - Polis- a traffico limitato in cui gli spostamenti al loro interno avvengono prevalentemente con modalità alternative all'automobile, reindirizzando il flusso veicolare alle arterie di scorrimento principali.

Per far questo si vuole compiere un drastico riassetto delle modalità di accesso al suolo pubblico destinato alla sosta dei veicoli incominciando da questa constatazione:

Secondo i dati rilasciati dall'Agenzia Mobilità e Ambiente e riferiti al 2001, ogni giorno all'interno delle nove zone amministrative che compongono Milano uno spostamento su quattro nella fascia oraria 7:30-8:30 ha come destinazione la zona di origine.
Una percentuale sproporzionatamente alta e fortemente connotativa dei modi e delle preferenze dei milanesi in fatto di mobilità….

Per invertire questa tendenza bisogna adottare nuove politiche di gestione del suolo pubblico:
maggiorare il prezzo della sosta per chi compie in auto brevi spostamenti e costituire degli abbonamenti di quartiere per i residenti che lasciano l'auto parcheggiata in strada durante la notte.

I proventi di queste tassazioni confluirebbero in un fondo di quartiere pubblicamente gestito e facilmente accessibile ai cittadini che servirà a finanziare le seguenti attività:

-Agevolazioni economiche per la sottoscrizione di abbonamenti ai mezzi pubblici per i residenti delle aree interessate dal progetto che cambieranno abitudini certificano di non utilizzare la propria automobile per gli spostamenti casa-lavoro.
-Espansione del servizio di Bike sharing Bike Mi all'interno delle nuove polis messo gratuitamente a disposizione dei residenti che faranno il più possibile a meno dell'auto.
-Creazione di infrastrutture pedonali, barriere anti traffico, piste ciclabili e progetti d'arredo urbano per migliorare la vivibilità del quartiere e di conseguenza il valore commerciale degli immobili.
-Condivisione delle automobili fra i residenti con il beneficio di ricevere gratuitamente l'abbonamento ai mezzi pubblici

MIcropolis vuole rappresentare un punto di partenza per una nuova riflessione sulle città ed il loro sviluppo futuro incominciando dall'annoso problema della mobilità cittadina, causa di molti troppi mali, ma che possiede in se anche il seme della soluzione.

Proviamo ad immaginare che nel luogo in cui viviamo per mobilità alternativa si intenda l'auto anziché la bici, forse ad incominciare da qui molto o tutto potrebbe cambiare.

Dati di base per MIcropolis:
Dati di base per MIcropolis
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Commento da Angelita Levato il 12 Ottobre 2010 a 16:43
Cioa Alessandro,
sono rientrata da poco in kublai, ma la curiosità mi ha spinto a controllare cosa avessi realizzato in questo periodo. Mi auguro di leggere grandi cose!! Aggiornaci sui tuoi progressi.
Un saluto caro a presto
Angelita
Commento da Angelita Levato il 5 Luglio 2010 a 16:45
Ciao Alessandro,
non sono riuscita a vedere la presentazione. Potrebbe, credo, essere un problema mio. Non avevo colto l’aspetto della collaborazione con l’Università. Benissimo, ti avrei, quanto prima, suggerito di creare un contatto. Premetto che condivido pienamente il tuo percorso nel voler mantenere un approccio pubblico. Si tratta di un progetto di ricerca che deve, quindi, trovare da una parte, un sostegno universitario e/o di strutture scientifiche che sono finalizzate, in particolar modo, alla ricerca; e dall’altra, il sostegno e l’interesse delle amministrazioni pubbliche locali che devono avere a cuore il tema di una migliore fruibilità e vivibilità dei contesti cittadini. Vorrei comprendere meglio alcuni elementi: chi sta elaborando il progetto? Tu, l’Università o insieme? Sulla base di un accordo, un protocollo o altro? Con quale Università? e nel dettaglio con quale dipartimento? Sono coinvolti nel progetto alcuni studenti universitari? Se si qual è il loro compito? Una volta elaborato questo progetto, a chi deve essere presentato? Questo terso soggetto pubblico è stato individuato? Se si qual è il suo ruolo? C’è un impegno finanziario a sostegno? Ci sono altri soggetti che sono coinvolti o desideri coinvolgere?
Scusami se ti faccio domande a raffica, ma è necessario definire le questioni di fondo relative all’organizzazione, per meglio individuare le strategie di lungo periodo (una mission statement) e inoltre per me utile al fine di darti indicazioni che vadano nella giusta direzione. Mi è venuto in mente inoltre che l’ISFORT Istituto Superiore di Formazione e Ricerca per i Trasporti, opera con la finalità di contribuire al rinnovamento del settore della mobilità di persone e merci, e, pertanto, potrebbe essere un valido partner e/o darti un valido supporto. L’Istituto, infatti, si propone di favorire lo sviluppo del know-how socio-economico e tecnico-gestionale del settore, attraverso attività di ricerca, consulenza, assistenza tecnica e formazione. Ha realizzato diversi osservatori e studi di settore. Tra questi ti suggerisco di guardare con attenzione Audimob l’analisi su stili e comportamenti di mobilità degli italiani e Opmus che ha focalizzato l’attenzione sui temi della mobilità urbana sostenibile, con l’obiettivo di studiare azioni e politiche, di sviluppare strumenti tecnici di supporto e valutazione ed di informare sulle novità del settore. Attendo tue news.
A presto
Angelita
Commento da Alessandro Carelli il 26 Giugno 2010 a 18:31
Walter sarebbe fantastico...intanto qualcosina (molto misera) ho trovato fra le statistiche dell'istat a questo indirizzo:

http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20100317_00/

Continuo la ricerca, l'obiettivo è comprendere i vantaggi e gli svantaggi per i residenti se si estendesse la tassazione sui parcheggio alle aree in cui vivono, ed i possibili ricavi da reinvestire per il miglioramento del quartiere in termini di mobilità integrata ecc..
Commento da Walter Giacovelli il 26 Giugno 2010 a 17:50
Posso chiedere all'Ing. Maccagnani e ad Euromobility, questi dati, tra l'altro A.Costa ha sviluppato dei tool per il pagamento della sosta, ed è partner di FooTour appunto.
Commento da Alessandro Carelli il 26 Giugno 2010 a 16:43
Grazie del link Walter, credo che i dati siano comunque confortanti anche se Milano non rientra in alcune statistiche che mi sarebbero state utili.
Ma non è incredibile che i dati più recenti pubblicati dall'AMA risalgono al 2001 nonostante compiano (così dicono) studi annuali?...bò
Ad ogni modo faccio come mi hai suggerito per le slide, anche se si trattava di una presentazione quasi fatta ad hoc per Angelita.
Ti chiedo in fine un'ultimo consiglio: secondo te esistono da qualche parte studi visionabili che riguardano l'estensione ed il fatturato delle strisce blu nei capoluoghi di provincia?
Non riesco a trovare nulla in merito...continuo a cercare...
Commento da Walter Giacovelli il 25 Giugno 2010 a 22:01
Ciao Alessandro, un piccolo suggerimento tecnico, le slide, sarebbe meglio embeddarle, direttamente nella spiegazione del progetto altrimenti nei commenti rischiano di non ricevere la giusta visibilità.

Secondo ti posto il link a delle slide che sono la sintesi di esperienze fatte negli anni in diverse municipalizzate in merito alla mobilità di corto e medio raggio, che è quella che riguarda gli spostamenti di lavoro o commissioni di routine.
http://www.slideshare.net/load.it/em-carsharing-adattamento-ecocamp, dati e statistiche per concessione dell'ing, M.Maccagnani dell'ATC di Bologna.
Commento da Alessandro Carelli il 25 Giugno 2010 a 20:18

Ecco qui i dati preliminari.

Angelita, ho visionato i dati Istat e li trovo abbastanza in linea con quanto avevo già appreso dal rapporto Cittalia sulla mobilità.
Aumenta se pur di poco la domanda di spostamento con i mezzi pubblici e la multi modale, diminuendo contemporaneamente anche le nuove immatricolazioni.

Purtroppo i dati sui quali devo ancora fare maggior affidamento perchè più specifici seppur datati sono sempre quelli divulgati da''agenzia mobilità e ambiente riferiti però al 2001. Il sito dell'agenzia non pubblica le ricerche più recenti anche se appaiono i titoli nella pagina del download...fanno molto i preziosi, eppure sono dati pubblici...
( magari sai consigliarmi le agenzie giuste da consultare, io purtroppo non sono molto pratico in questo campo ma sono più che felice di imparare).

Ho potuto sviluppare una bozza di infografica che riguarda la Zona 8 di Milano (la seconda per volume di spostamenti dopo il centro) con particolare riferimento come vedrai all'area funzionale 137 che è quella che vorrei prendere come caso studio.

L'utenza alla quale mi riferisco è quella che effettua spostamenti brevi nella fascia oraria 7:30-8:30 utilizzando l'auto.
Come puoi vedere dalle percentuali si tratta circa del 30% degli spostamenti generati dalla zona 8 nell'ora di punta mattutina...una percentuale catastroficamente alta: vuol dire che un automobilista su quattro è residente nel raggio di pochi chilometri dalla zona di destinazione..

Ho ricavato alcune cifre di riferimento per capire orientativamente quante automobili si spostano dall'area funzionale 137 della Zona 8 (3° slide)...sono loro il mio obiettivo principale, sono loro da "riformare",e sopratutto sono anche i primi che potrebbero traree vantaggio dalla mobilità alternativa.

Dalla tua analisi non mi è però chiaro se consideri superfluo l'intervento delle istituzioni comunali.
Questo progetto sviluppato in ambito universitario vorrebbe dimostrare che una gestione (pubblica) differente della mobilità è possibile e necessaria.
Mi rendo benissimo conto che di per se è un errore progettuale fare affidamento senza le dovute considerazioni alle amministrazioni comunali perchè detentrici del "potere", ma vorrei mantenerne l'orientamento prevalentemente pubblico perchè credo che si quello il suo naturale ambito.
Come credo che il suolo occupato dalle auto seppur dei residenti, seppur sotto la propria abitazione, non appartenga ai residenti, ma sia pubblico e tassabile come tale.
In ultima analisi credo che qualsiasi progetto per migliorare la mobilità urbana OGGI non debba più considerare un diritto avere l'automobile -semmai un diritto è spostarsi nella maniera più confortevole ed efficace- ma una scelta del cittadino che avendo dei costi sociali più o meno alti sulla comunità, deve essere trattata come tale.

C'è sicuramente molta ingenuità nelle mie parole ma vorrei chiarire quantomeno la mia visione sul tema che tratto.

Infine parlavi delle implicazioni che la gestione/creazione di opere pubbliche comporta...ti prego di avere molta pazienza...puoi redirigermi alle informazioni che mi mancano?

Grazie ancora, moltissimo.
Commento da Angelita Levato il 25 Giugno 2010 a 17:40
Grazie Alessandro, non ti fare alcun problema per qualsiasi chiarimento in tema. Si e' una tabella di marcia, e ti chiedo scusa ma fa parte del mio lavoro programmare e fare ordine. Attendo la tua analisi a presto
Angelita
Commento da Alessandro Carelli il 25 Giugno 2010 a 14:29
Angelita..cosa dire...mi aspettavo certamente un parere critico sul progetto ma addirittura una tabella di marcia ed una così accurata analisi è veramente un atto straordinariamente gentile...ti ringrazio moltissimo.
Inizio subito a fare come mi hai suggerito, sento che la morsa stringente delle politiche che ho proposto stia stritolando quanto di buono potrebbe nascere dalla giusta collaborazione fra cittadini se opportunamente cooptati da un buon servizio.
Mi metto subito a lavoro -oggi per fortuna in studio tutto tace- per mettere ordine fra le idee e riparlarne...
Spero di non approfittare della tua cortesia, grazie ancora
Commento da Angelita Levato il 25 Giugno 2010 a 14:04
Ciao Alessandro,
ho letto la tua descrizione progettuale. Ritengo che ci sia un grande valore civico (quindi merita grande rispetto) il voler rendere la propria città un luogo più vivibile e fruibile da parte di tutti. È evidente che l’introduzione di determinati servizi si fonda sulle modifiche dei comportamenti di buona parte della cittadinanza. Pertanto i tempi di attuazione delle politiche per il traffico risentono, inevitabilmente, di un lungo periodo di consolidamento. Voglio puntare l’attenzione oltre che ad una analisi progettuale, come da te richiesto, anche, su alcune piccole considerazioni che nascono spontanee dalla descrizione riportata in alto.
Fare riferimento a dati statistici, alle fonti e agli studi di settore, ci permette di capire meglio il contesto in cui stiamo lavorando, come nel tuo caso specifico i flussi automobilistici di traffico urbano. Ad ogni modo, quando questi dati risultano datati e riferibili ad un contesto storico totalmente differente (in termini di mobilità urbana – 2001 siamo al 2010 -) da quello attuale, il rischio è che siano poco attendibili e quindi risultano poco significativi. Ti invito pertanto a fare un’analisi più aggiornata. Ti suggerisco di fare riferimento ai dati ISTAT che ogni anno pubblica aggiornamenti sul traffico sulla mobilità e viabilità urbana. L’ISTAT ha realizzato, inoltre, un documento sul trasporto urbano che può risultarti utile, guarda:“Indicatori ambientali urbani” dell’11 agosto 2009, disponibile sul sito dell’Istat nella sezione dedicata all’Ambiente e territorio. Questo naturalmente rappresenta uno dei primi passi da affrontare per realizzare un documento progettuale. Non ci sono strategie ed obiettivi che possono essere perseguibili se non si conosce con esattezza il contesto di riferimento. Oltretutto, nei documenti non è sufficiente la conoscenza diretta, potrebbe risultare poco attendibile. Di fatto, le trasformazioni che hanno investito la forma urbana negli ultimi anni hanno reso necessario, in tutti in contesti urbani, riconsiderare le dinamiche territoriali. Il tuo obiettivo strategico, deve essere dunque quello di interpretare questo cambiamento ed operare attraverso un ammodernamento dei servizi di trasporto pubblico tradizionali, ed in alcuni casi di un vero e proprio stravolgimento, al fine di rendere attraente e competitivo il trasporto pubblico affinché la mobilità dei privati si trasferisca su forme di mobilità pubblica o comunque collettive. Da quanto scrivi mi pare di aver compreso che la mobilità alternativa da te descritta si concentra su due “nuove” politiche: una disincentivante all’utilizzo dell’auto ed un’altra incentivante all’utilizzo dei mezzi pubblici. Cercherei di evidenziare meglio questi due ambiti nel progetto, mettendo in discussione tutti gli aspetti legati ai vantaggi in termini di opportunità ma anche gli aspetti che possono costituire elementi di debolezza. In conclusione gli obiettivi devono essere stimolanti ed invitanti innanzitutto per te, ma anche rispondere alle esigenze ed ai bisogni dell’utente. Ad esempio ci può essere chi pur pagando meno un abbonamento preferisce prendere la macchina; ci può inoltre essere chi ha realmente bisogno di prendere la macchina e si troverebbe a dover pagare cifre alte per il parcheggio (non credo sarebbe molto contento delle tue politiche alternative di mobilità urbana).

L’idea di costituire con gli introiti del servizio, un fondo di quartiere è interessante e meritevole; ma, conosci gli aspetti giuridici e fiscali legati alla costituzione e gestione di fondi privati e degli accantonamenti per la realizzazione di opere pubbliche? Non è del tutto semplice. Qual è la forma giuridica che vuoi dare alla tua iniziativa? Sarà un’associazione o una società? In un caso o nell’altro di che tipo?
Prima di andare avanti su altre riflessioni, avrei bisogno di capire, chi è l’interlocutore del tuo progetto. A chi devi fare riferimento? Mi pare di comprendere che ci debba essere, necessariamente, un coinvolgimento delle amministrazioni locali e dei vari servizi che si occupano di viabilità e mobilità. Non mi dilungo più e, se sei d’accordo, direi di procedere con ordine. Iniziamo a mettere su carta un indice con gli aspetti principali legati al progetto ed alle finalità da realizzare (alcuni di questi già definiti nella tua analisi di presentazione progettuale), ed una sintesi di altri studi e ricerche di settore realizzati in altri contesti.
Non mi dilungo più attendo un tuo nuovo cenno (sempre che non ti sei stancato di leggere tutto sino in fondo)
A presto saluti cari
Angelita
 

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