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LocalMente - Free knowledge

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E' un social network sotto le mentite spoglie di un'associazione. Ha come oggetto lo sviluppo del territorio di Lamezia Terme partendo dalla condivisione del valore della conoscenza - e dei saperi - quale bene comune alla comunità residente.

Sito web: http://www.localmente.eu
Luogo: Lamezia Terme (CZ)
Membri: 11
Attività Recenti: 8 Giu

Localmente: finalità, obiettivi, attività

LocalMente nasce con l'intento di favorire la nascita di una rete di soggetti di diversa estrazione culturale e professionale per la condivisione e la proposizione di idee nuove per lo sviluppo del territorio di Lamezia Terme. Il gruppo attualmente è composto da circa 20-25 persone che, in diversi modi, collaborano alla realizzazione delle iniziative. Attualmente gestisce una biblioteca aperta tutti i pomeriggi. La strategia di LocalMente punta a favorire il protagonismo della popolazione locale nello sviluppo del territorio, modificando alla base le esigenze ed i desiderata nei confronti della classe dirigenziale. Un percorso culturale, quindi, che si snoda attraverso diverse proposte progettuali, caratterizzate da un filo comune: realizzare strutture da rilasciare al territorio, e non eventi.
Il primo step realizzato è stato quello che è considerato il quartier generale, il laboratorio delle idee: la Biblioteca degli Studi Territoriali.
L'obiettivo è favorire l'approccio multidisciplinare alle problematiche del territorio, favorendo l'aggregazione, lo scambio e la contaminazione delle singole competenze, finalizzato a favorire una crescita collettiva intorno a determinate tematiche.
Per realizzare questa idea abbiamo avanzato un progetto all'Amministrazione comunale nel quale si chiedeva un supporto nell'acquisizione di una bibliografia di base, sul modello universitario, ma con specifica focalizzazione su teoria, metodologia e casi emprici aventi per oggetto lo studio del territorio.
Il Comune ci ha messo a disposizione dei locali ma, ahinoi, a distanza di un anno, non siamo riusciti a ricevere un-libro-uno. Forse ci riusciamo per fine anno. La struttura è comunque attrezzatissima dal punto di vista multimediale, tramite nostri conferimenti. Abbiamo realizzato un database informativo nel quale sistematizzare le informazioni in nostro possesso. L'idea è quella di aggregare le informazioni per ambiti tematici e soprattutto, costituire una banca dati delle buone prassi da mettere al servizio della comunità. Tale iniziativa è replicabile in altri territori ai fini della costituzione di una rete capace di generare attività di benchmarking e scambio delle buone iniziative.
Il secondo passo, che stiamo per compiere è il lancio dell'Iniziativa "Consegna la tua tesi alla tua Città". In sostanza chiediamo a chi ha svolto tesi di laurea, ma anche altri tipi di lavori scientifici aventi per oggetto il territorio lametino, di consegnarne una copia alla nostra biblioteca. Circa 30 sono già nei nostri scaffali. L'obiettivo è censire ed organizzare la ricerca sul territorio e fornire servizi di orientamento ai laureandi sulla scelta di argomenti che vadano ad integrare ed aggiornare gli studi esistenti piuttosto che duplicarli. Lamezia non ha una università. A fronte di un dibattito cittadino sulla necessità di aprire l'ennesima facoltà distaccata, noi stiamo cercando di far capire che il vero ruolo di un istituto del genere sul territorio sta nella sua capacità di generare ricadute positive in termini di ricerca e di spin off imprenditoriale, un aspetto economico leggermente diverso da quello delle rendite in termini di fitti ed indotto (che comunque sarebbe minimo).
Una seconda iniziativa in fase di avvio (inaugurazione il 15 dicembre) è "Genius Loci". Abbiamo fittato un locale rustico nel centro storico disabitato ma sul quale insistono iniziative culturali del tipo "spot" (un evento di una sera). Cosa fare in questo locale? Sulla moda degli happy hours e degli aperitivi di prima serata, vogliamo proporre un spazio d'espressione dell'identità locale. Non mi dilungo sul raccontarvi le complicazioni storiche e sociali locali, ma tali iniziative incombono su un quartiere specifico di Lamezia, nel quale è necessario un lavoro preparatorio di ri-costruzione dell'identità e del senso di appartenza ai luoghi. Nella struttura sarà possibile esprimere in tutte le arti e e le forme l'identità locale, il tutto accompagnato dall'offerta di prodotti tipici non commerciali. L'obiettivo è far rilevare ai produttori il valore commerciale del suo vino sfuso, delle "olive ammaccate", dell'olio d'oliva, ecc., ma anche dei prodotti di artiganato locale, sposandolo con gli aspetti storici e culturali del luogo.
La terza attività in cantiere è la realizzazione del Laborarotorio d'identità. Una bottega artigiana dove gli artisti ed artigiani locali che aderiscono all'iniziativa collaborano nel conferimento delle loro competenze a coloro che ne fanno richiesta. Il campo d'allenamento sarà costituito dalle occasioni culturali che già sono in essere (festa patronale, processione del Venerdì Santo, presepi viventi, ecc.), in coincidenza delle quali sarà ideata una produzione ad hoc di prodotti per la vendita. Obiettivo è valorizzare e tramandare i mestieri artigianali ed, al tempo stesso, provare a convertire eventi culturali consolidati, ma nei quali il cittadino è spettatore, in eventi collegati alla promozione dei prodotti locali nei quali si rileva un coinvolgimento reale della popolazione locale.
Un'ultima sottolineatura: per oguno di questi moduli sono coinvolti soggetti "presi tra la gente" ai quali, dopo un processo di affiancamento, la struttura viene conferita. Ciò permette di aumentare la base associativa, garantendo il protagonismo di tutti pur all'interno di una strategia condivisa.
Mi scuso per la lungaggine ma anche per l'estrema sintesi di alcuni concetti.
E' giusto anche accennare alle criticità rilevate:

1. Enti pubblici assurdamente distanti dal concetto di struttura, rispetto all'evento.
2. Resistenze nella maturazione dell'idea di condividere le proprie idee o i propri lavori. I beni immateriali, prodotti dall'intelletto, sono oggetto di maggiore gelosia, paradossalmente.
3. La difficoltà nel far evolvere queste iniziative verso qualcosa di più stabile e, perchè no, di fonte di reddito, in quanto non si calano in un territorio in fermento su cui generare massa critica.

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Walter Giacovelli Commento da Walter Giacovelli il 27 Novembre 2008 a 9:57
Non avevo dubbi che era questa la vostra intenzione Paolo, volevo solo sentirlo in maniera esplicita. Ti segnalo le iniziative 40xvenezia e 40xcatania che sono legate con Kublai.

Con le dovute differenze, ovviamente poichè Venezia e Catania non sono Lametia Terme, però l'effetto rete avviene tanto in un paese di 20 mila abitanti tanto in una metropoli di 1 milione.
Marco Magrassi Commento da Marco Magrassi il 26 Novembre 2008 a 12:23
paolo, grazie a te.
mi sembra tutto molto bello e interessante. davvero. pensate e riflettiamo insieme, a dove potreste (vorreste) andare con queste iniziative, e in che modo kublai possa sotenervi nel processo. come avrai oramai intuito, il modo migliore è un percorso di progetto che canalizzi e sistematizzi tutte le azioni e energie che state attivando
a presto
marco
Paolo Strangis Commento da Paolo Strangis il 26 Novembre 2008 a 12:13
Per Walter...
Ti ringrazio..le tue buone impressioni mi confortano. Per quanto riguarda le tesi l'obiettivo è proprio quello di creare gruppi di lavoro multidisciplinari capaci di dare una lettura qualitativa trasversale alle tesi depositate ed offrire spunti di lavoro.
Non è detto però che io o i miei amici siamo le persone giuste per far ciò. La consegna della tesi ci sta permettendo di conoscere persone che, innanzitutto sono riusciti a cogliere il valore dell'iniziativa - ossia, condividere il proprio lavoro e metterlo a disposizione di chi vuole leggerlo, piuttosto che farlo ingiallire a casa - ; in tre casi, poi, abbiamo individuato persone che si sono volute dedicare ad attività di valorizzazione trasversale di diverse tesi. In questi giorni stiamo svolgendo un'attività con le scuole elementari del quartiere sulla raccolta differenziata, partendo proprio da tesi sul paesaggio, sul rapporto antropologico con l'ambiente e sulla diffusione di tale pratica nel Sud. Sono tre ragazze rimaste fuori dalla SISS.... che stanno provvedendo anche loro ad emigrare al Nord... mi piacerebbe riuscire a far si che da LocalMente potessero nascere occasioni anche minime di reddito...ma sufficienti di speranza per loro...
Il vero problema è questo... fare il lavoro di un istituto di ricerca nel volontariato puro...
Paolo Strangis Commento da Paolo Strangis il 26 Novembre 2008 a 12:01
Io vi ringrazio tantissimo per i contributi portati alle mie idee. Provo a dare ulteriori elementi, cercando di sintetizzare il più possibile.
Per Marco:
Vivendo questi luoghi da sempre e confrontandomi con gli studi e le esperienze professionali, ho (abbiamo) rilevato le seguenti criticità:
1. Assenza di identità condivisa
(lamezia è stata creata nel 1968 dall'unione di tre comuni di estrazione sociale e storica diversa...nei fatti, a distanza di 40 anni persistono forti campanili e luoghi comuni).
2. Disprezzo per le origini culturali
(il quartiere specifico in cui opero con la mia associazione ha un'estrazione contadina di gran valore..ma negli ultimi ventanni le "mani sporche di terra" sono stato motivo di vergogna...la terra è ignorata dai figli dei contadini..con tutte le conseguenze (valoriali ed economiche, anche alla luce delle tendenze in atto volte a riqualificare l'agricoltura e le tradizioni quale elemento distintivo del territorio comunicato) che non sto qui ad approfondire.
3. Disimpegno civile
(soprattutto i giovani, tendono ancora a pensare che tutto sia dovuto dal Comune o da altri. L'autopromozione è disfattista in partenza)
4. Egoismo associazionistico
Le associazioni culturali, pur se numerose, sono mononucleari (brutto vizio) e tendono a farsi concorrenza piuttosto che a cooperare.

Con la nostra strategia puntiamo in questa fase alla creazione delle condizioni precompetitive allo sviluppo, ossia:
1. dotazione strutturale (i locali che apriamo sono a disposizione di tutti coloro che ne necessitano...ovviamente aderendo allo spirito "open source" da noi promosso)
2. "Formare" i collaboratori alla gratuità dell'impegno, al recupero dell'identità culturale ed alla predisposizione a comprendere tutto ciò come un'opportunità per il fituro, anche lavorativa.

Specifico una cosa: nelle iniziative stiamo andando per strada a coinvolgere gente comune o intere compagnie di amici. E la cosa al momento sta riuscendo. Stanno comprendendo che la cultura non è appannaggio degli intellettuali, che la laurea non è uno spartiacque nella vita, che possono dire la loro.

Lo testimonia il fatto che (e ti rispondo sull'aspetto dei finanziamenti) che, ad esempio nel caso di Genius Loci, il cui nome dalla riunione di venerdì scorso è mutato in Officina Culturale dell'identità (l'hanno voluto loro questo nome, ed io lo accetto) è tutto finanziato da noi: i muratori che hanno aderito all'iniziativa stanno lavorando gratis ed il materiale edile che serviva, al momento di pagare, mi è stato invece offertto dalla ditta. Le loro mogli si stanno curando degli addobbi e dell'arredamento. Il magazzino, 130mq) mi è stato offerto in comodato gratuito dalla proprietaria "...perchè quando trovi una persona che viene qui, nel centro storico, a fare queste iniziative con questo spirito, non puoi ciedergli soldi...ma le bollette ve le pagate voi)... e così vale anche per i prodotti tipici, per le fotografie, per i musicisti, che stanno già andando in giro ad intervistare e filmare gli anziani che provano a cantare a cappella le canzoni che cantavano per le vigne...Altri stanno offrendo uno sponsor..."o se vi serve qualcosa chiedetemi..magari conosco qualcuno..."
Vedi, Marco, non ho accennato per nulla a criminalità e malavita... che c'è... ma non mi preoccupa..proviamo a far emergere il gusto del bello... aspettando i suoi tempi ed i suoi modi...magari sarà questo a fare da antibiotico a tanti mali...senza tante parole... ;-)
Attendo vostre impressioni...
Walter Giacovelli Commento da Walter Giacovelli il 24 Novembre 2008 a 21:35
Ciao Paolo, il vostro progetto a Lamezia è lodevole, trovo le ultime due iniziative molto interessanti e utili, un bel locale che punti sulla relazione, dare un quid in più rispetto al solo incontrarsi per l'aperitivo, da quello che comprendo.
Oltre al laboratorio artigianale-artistico anche questo molto bello.

Il tutto potenziato da una community locale che magari crea relazioni glocal (così come con Kublai o altri contatti) e apporta valore e conoscenza in loco.

Penso che queste due idee abbiano bisogno davvero poco per essere speciali, perchè lo siete voi col vostro entusiasmo; trovo invece poco utilizzata la connessione di tesi e tesisti di Lamezia, creare un'archivio è sicuramente una cosa utile per chi dovesse realizzare una tesi territoriale, ma personalmente penso che il vero valore aggiunto sia cercare di connettere queste tesi, queste competenze territoriali, penso che questo sia un grande valore aggiunto al territorio e alla vostra iniziativa.
Mi rendo conto che è già difficile per loro lasciare le tesi, il patrimonio intellettivo, figuriamoci potersi relazionare...ma bisogna iniziare a pensare che certe cose possono cambiare!
Marco Magrassi Commento da Marco Magrassi il 21 Novembre 2008 a 17:47
Ciao Paolo, benvenuti. Immagino non facile realizzare le vostre inizaitive
Subito, a freddo, ti restituisco un paio di curiosità che mi son venute leggendo di LocalMente:
Tu segnali come ci sia poca attenzione alle “strutture” rispetto all’evento.

Io invece, anche per la mia esperienza di economista territoriale che segue molti investimenti nei comuni del Mezzogiorno, vedo un’altra cosa: enti pubblici (ma anche privati, no profit e gruppi di cittadini) troppa attenzione alle strutture e poca o nulla rispetto all’esistenza e consistenza e perché no misurazione della domanda sociale e di servizi che queste strutture dovrebbero soddisfare (lo stesso comune di Lamezia ha ottenuto finanziamenti per almeno 4 o 5 strutture sui fondi comunitari 2000-2006). Ti segnalo peraltro un mio post al progetto IdeaStore che tocca esattamente questi temi:


Io credo che sempre dalla domanda bisognerebbe partire, da chi utilizzerebbe la Biblioteca, da chi acquisterebbe i prodotti locali data la localizzazione della struttura che avete affittato (è in un’area commerciale? Ha passaggio turistico?). Altrimenti la cosa diviene insostenibile per chi ci investe il proprio tempo e le i propri soldi. A proposito, perché non ci dici qualcosa di più su come finanziate le vostre attività? E che tipo di accordo concessione avete con il comune per i locali biblioteca.

Comunque bravi a provare a fare le vostre cose. Chissà che in Kublai queste non divengano un bel progetto per la città di Lamezia.
Paolo Strangis Commento da Paolo Strangis il 15 Novembre 2008 a 21:12
Siamo consapevoli dell'attuale non aderenza del layout del sito internet con le attività...ma viviamo una mancanza temporanea del webmaster ed, in sua attesa, si è bloccato un po' lo sviluppo dei servizi web. Il tutto dovrebbe comunque assumere una impostazione per canali tematici, con attenzione al locale, ma anche con uno sguardo allo spazio europeo.
Paolo Strangis Commento da Paolo Strangis il 14 Novembre 2008 a 13:33
Ho provveduto ad integrare e corregere. Grazie per dritte Mr.
Mr Volare aka Alberto Cottica Commento da Mr Volare aka Alberto Cottica il 14 Novembre 2008 a 12:42
Hmm. In realtà sarebbe stato meglio utilizzare una casella di testo Prova a cliccare su "Add Text" sotto al logo e vedi se riesci a copiare e incollare la cosa che hai scritto nel commento qui sotto. Ma tu esattamente che tipo di background hai? Sei un artista, un economista, un cane sciolto? Ti posso chiedere di aggiungere qualche dettaglio nel tuo profilo, che non dice molto?
Mr Volare aka Alberto Cottica Commento da Mr Volare aka Alberto Cottica il 14 Novembre 2008 a 11:02
Ciao Paolo, ho visto il sito ma non ho capito moltissimo. La cosa più bella, molto in asse con Kublai, è il manifesto. Però alla fine "che cosa fa" LocalMente? Come si svolge la giornata? Perché questo interesse per i temi europei? Da un certo punto di vista - ha ragione Cristian, che ha commentato per primo,- mi ricorda Faenza_switchON, un blog con obiettivi di animazione territoriale: ma allora avrebbe molto senso concentrarsi su notizie locali e tentare di promuovere discussioni su scelte di sviluppo che il territorio sta facendo, o dovrebbe fare. No?
 

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