Eccoci.
Leggendo alcune delle risposte mi rendo conto che forse è meglio fare un passo indietro e spiegare le ragioni che ci hanno spinto ad aprire questa discussione.
Da Kublaiani la nostra sensazione è che Kublai si trovi in un momento di difficoltà. Il nostro punto di vista può (evidentemente) essere solo parziale ma i principali segni che vediamo sono:
1. A gennaio 2011 non c'è stato il KublaiCamp. Come sappiamo il Camp è ben più di un evento in cui la community di Kublai si riunisce ma l'apice di una corsa frenetica di progettazione nei mesi precedenti. L'assenza di un Camp ha fatto mancare la partecipazione settembre-dicembre che è sempre stata LA stagione della progettazione in Kublai nei due anni precedenti.
2. L'attività di progettazione sul ning è sempre più 1 to 1 e sempre meno fatta in peering come negli anni precedenti. Quello che sembra succedere è che Kublai si stia trasformando in una sorta di sportello dove si posta il proprio progetto e qualcuno dello staff di coaching fornisce un feedback, aprendo un canale di comunicazione sostanzialmente individuale.
3. Manca (o non è stato comunicato) un calendario delle attività: non è percepibile una progettualità di Kublai nel medio termine. In passato ci sono stati incontri in SL, il mese del progettista, sessioni di discussioni su singoli progetti, Kublai beer…(ma ancora una volta era il Camp a scandire il ritmo dell'anno kublaiano).
Tutto questo contribuisce a dare la sensazione che Kublai si trovi in una fase di attesa.
In questo senso credo che se non succederà presto qualcosa sarà sempre più difficile rinsaldare la community per riportarla ai livelli di partecipazione del passato.
Dalle parole di Alberto sembra trasparire che difficilmente sarà il Ministero a sostenere Kublai nei prossimi mesi, potrebbe succedere, ma anche in questo caso si tratterebbe soltanto del supporto di 1 anno o poco più, terminato il quale Kublai deve riuscire a trovare una sua forma di auto-sostenibilità oppure dovrà chiudere.
E allora perché non cominciare a progettare subito questo traghettamento verso la sostenibilità?
Fine del passo indietro e del chiarimento, ora la proposta.
Il piano B ce lo immaginiamo in 2 fasi.
La FASE 1 è quella di Spinoff o del "traghettamento". 1 anno e mezzo durante il quale fare alcune attività di rilancio.
Le prime che ci vengono in mente sono:
La FASE 2 è quella della Sostenibilità, raggiunta la quale ci immaginiamo che Kublai possa sopravvivere e crescere con pochissime risorse finanziarie grazie alla partecipazione dei volontari aiutati da 1 persona a contratto part-time o poco più.
Provando ad immaginare una forma di governance per la fase di traghettamento, quello che potrebbe succedere è che gli indirizzi strategici di Kublai sarebbero dettati dalla community, magari insieme anche al Ministero, ma la parte operativa sarebbe gestita da un responsabile e un suo team che consegni i risultati.
In questo senso come Focus, la cooperativa sociale che sta dietro a CriticalCity, ci sentiamo di fare un passo in avanti perché pensiamo di avere una buona conoscenza di Kublai (che ci ha dato tanto e alla quale siamo riconoscenti e affezionati) e, crediamo, anche le competenze operative e gestionali per provare ad affrontare questa avventura. Naturalmente si tratterebbe di trovare delle risorse economiche per realizzare questo piano e sul piatto potremmo mettere anche una discreta esperienza accumulata nella ricerca fondi.
Che ne dite?
Tag: 2.0, governance, kublai
Le risposte a questa discussione sono chiuse.
Permalink Risposto da stefano consiglio su 15 Marzo 2011 a 18:38
Permalink Risposto da Pico Miles aka Nino Galante su 15 Marzo 2011 a 21:40 Parto dalla mia visione principale di Kublai per aggiungere anche in questo thread qualche altra mia personale considerazione.
Kublai la vivo come aggregazione diffusa che permette anche a me di sentirmene parte pur non vivendo a Milano o Roma ma in una zona periferica del Paese.
Ho condiviso e promosso l'etica e la missione di Kublai, insieme ad altri kublaiani, perché credo che di quest'etica e di quest'intelligenza il Paese e, soprattutto, territori come quello in cui vivo abbiano bisogno.
Considero positivi tutti i contributi ma guardo ad essi preoccupandomi che la natura di aggregazione diffusa che caratterizza Kublai persista fidando sull'uso degli strumenti che l'hanno resa possibile per tutto il 2008 e il 2009, dando a ciascun kublaiano pari opportunità.
Va bene quindi, ad esempio, che l'evento principale di Kublai, il camp, possa essere occasione di ulteriore confronto per dibattere sul futuro di Kublai ma non vorrei che si sprecassero altri tre mesi in attesa del camp per far proseguire questo dibattito e privare coloro che non potranno parteciparvi, per i più svariati motivi, della possibilità di prender parte alle decisioni sul futuro di Kublai.
La mia preoccupazione rimane pertanto che Kublai non perda la sua natura di aggregazione diffusa per diventare una creatura prevalentemente milanese o romana.
Riferendomi ora alle questioni sollevate da Stefano, ad esempio, noto che sono esattamente quelle già sollevate in passato e che evidentemente non hanno ancora avuto risposte convincenti. Anche l'intervento di Federico Ricci su Kublai come luogo di scambio trasversale interprogettuale di conoscenze e competenze è una questione più volte sollevata e alla quale non si è ancora data una risposta; i Circoli delle Conoscenze, Quora, i Fora, rappresentano tante soluzioni prospettate di cui nessuna adottata anche se da più parti e in tempi diversi l'esigenza è stata manifestata.
Chi a questo punto decide che cosa, e in che modo, diventa una questione fondamentale insieme alla direzione che vogliamo dare a questo nostro stare insieme.
Insisto nel dire che urge un confronto su SL (anche per capire meglio, ad esempio, la proposta di Augusto & Co.) e aggiungerei anche un documento accessibile dal Ning che posizioni le varie proposte che vanno emergendo e sintetizzi gli scenari che si vanno delineando.
Permalink Risposto da stefano consiglio su 16 Marzo 2011 a 9:13 Riprendo il mio ragionamento prima di andare a fare lezione.
Una volta chiarito chi è legittimato a decidere è necessario capire se l'equipaggio può e vuole prendersi cura di Kublai. Su questo punto non mi sembra che ci siano dubbi. Esiste un nucleo di circa 20 persone che mi sembra sia pronto ad offrire il proprio tempo e magari anche un pò (pochi perchè non mi sembra che nessuno tra noi navighi nell'oro) di soldi per rilanciare alla grande Kublai. Io sono pronto sia sul fronte tempo che su quello donazione o partecipazione ad associazione con quota da socio fondatore.
Se esiste la possibilità e la volontà è assolutamente necessario delineare la visione di kublai: cosa vogliamo che Kublai diventi? Su questo punto Alberto, Tito, Marco ed altri si sono in parte già espressi. Ma su questo tema la discussione sul ning non funziona è troppo frazionata ed a singhiozzo. L'ideale sarebbe una bella giornata trascorsa in un bel posto a ragionare (se volete posso organizzare un incontro a Napoli in un posto bellissimo sul mare). Probabilmente se vogliamo includere tutti questa discussione è più fattibile sulla nostra isola, una sera di queste organizzata con largo anticipo.
All'ordine del giorno metterei tre serie di punti:
- cosa sarà Kublai nel 2015?
- quale può essere la governance di Kublai (oggi ed in prospettiva)?
- quali i prossimi step?
Intanto grazie a Nicola che ha predisposto un piano di attività per il 2011. Mentre ragioniamo manteniamo vivo Kublai. Se volete mi offro per una chiacchierata sullo stato di avanzamento di Angeli per Viaggiatori o in alternativa per un intervento sul tema: tre cose da fare per alimentare la discussione sul tuo progetto, oppure le iniziative per risvegliare i progettisti.
Permalink Risposto da Enrico Alletto su 16 Marzo 2011 a 9:24
Permalink Risposto da stefano consiglio su 16 Marzo 2011 a 16:04
Permalink Risposto da Enrico Alletto su 17 Marzo 2011 a 8:13
Permalink Risposto da stefano consiglio su 17 Marzo 2011 a 18:18
Permalink Risposto da anna venegoni su 18 Marzo 2011 a 17:54 Eccola, perplessa ma eccola.
messaggi sbagliati portano persone sbagliate
Permalink Risposto da Enrico Alletto su 18 Marzo 2011 a 20:41
Permalink Risposto da anna venegoni su 22 Marzo 2011 a 18:28
Permalink Risposto da Walter Giacovelli su 25 Marzo 2011 a 16:51 Concordo sulla birra fredda e la strada Anna, in realtà concordo su tutto, a Taranto abbiamo attivato uno spazio di coworking, che porta il concetto di progettazione seriale con il format del calcetto una pratica molto diffusa dalle mia parti a differenza della progettazione .-) ci riusciremo?
ci proviamo!
Permalink Risposto da stefano consiglio su 23 Marzo 2011 a 22:03 Benvenuto in
Kublai
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