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Conversazioni creative

Ecco le slides in formato PDF. A caldo, mi sembra di potere dire che il modo in cui ho provato a raccontare questa storia, cioè "Tempi duri per gli innovatori, facciamo un'alleanza per l'innovazione tra un settore del Comune e spingiamo l'ideologia dell'innovazione" NON sia stata validata dai creativi. Dico questo perchè (1) la partecipazione non è stata molta - ho visto più interesse da parte dei funzionari comunali che da parte dei creativi - e (2) non mi è parso di vedere tutta questa voglia di spingere un'agenda innovativa. Vediamo se qui sul gruppo di CITIES raccogliamo qualche altra suggestione interessante.

Tag: Bensone, CITIES, Modena, creative, focus, group, industrie

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Risposte a questa discussione

Ciao a tutti...e grazie mille ancora in ritardo per l'ospitalità!! Purtroppo ritorno solo ora ad avere internet... sono davvero molto curiosa di leggere i progressi di questo progetto modenese e, dalla mia, credo che sì, modena ed i suoi creativi abbiano voglia di mettersi in gioco ma, dato il particolare momento socioculturale, non ci si può aspettare una partecipazione fervida ed impegnata da parte di chi già tutti i giorni deve lottare per esistere, promuoversi, lavorare!
L'impressione che ho avuto anch'io è che in qualche modo tutti i creativi presenti si aspettassero di ritrovarsi fra la mani qualcosa di più concreto di cui parlare mentre invece si sono ritrovati a ricevere una palla un po' bollente...e l'hanno rilanciata!
Credo che per evitare perdite di tempo e, soprattutto, di entusiasmo, sia vitale trovare un accordo sui reali obiettivi del progetto...definire in che direzione le politiche comunali devono muoversi per andare incontro alle imprese creative e per far capire a tutta modena che ogni impresa, ogni attività può dialogare, guadagnandoci, con queste mosche bianche!!
Mi trovo anche polemicamente d'accordo con Caterina nella percezione di una sorta di "ansia da prestazione" creativa che credo non sia affatto un buon tonico per la creatività!
Consiglio anch'io trasparenza degli obiettivi, attenzione ai partecipanti in quanto menti pensanti e braccia amiche e non solo "potenziali innovatori" e, ancora più importante...chiarezza sui ruoli all'interno del progetto Cities e di come i partecipanti debbano relazionarsi al progetto, per evitare fughe di persone preoccupate dall'idea di dover affrontare mole di lavoro gratuito...questo c'è già nella vita di tutti i giorni, non c'è bisogno di innovazione per averlo :)
Forza e coraggio quindi, ma anche divertimento e serenità per mettere in moto l'altra metà del cervello!!
A presto e rispondetemi anche male se volete!
Anche io sono d'accordo sul fatto che il mattone in senso stretto non è qualcosa di nuovo e che funziona. Aggiungo che spessissimo gli interessi in ballo fanno deragliare ogni buona intenzione...
PERò...
a. parliamo qui di strategia per la città, quindi vediamola dal punto di vista urbano e sociale insieme. NON voglio nemmeno parlare di Urbanistica, che secondo me in italia è troppo identificata con la mera burocrazia e gli standard aberranti, che tutto sono tranne vera urbanistica.
b. strategia significa dal mio punto di vista utilizzare quello che già c'è ( a livello di immobili ed infrastrutture) e farlo lavorare in senso diverso, per applicazioni che secondo noi soddisfano determinate necessità: prendiamo ad esempio il centro storico. io sento parlare continuamente di necessità di riqualificare. Ma tutti parlano del mattone e si pensa meno al tessuto sociale: se non si interviene sulla qualità della vita io credo che ci sia poco da fare.
La mia proposta è di lavorare sul villaggio artigiano come se fosse una realtà da diffondere nel centro per revitalizzarlo. non creiamo un'altra scatola vuota, ci sono troppi vuoti di valore da colmare. Inseriamo laboratori che riattivino la vita della città DENTRO la stessa, non in un ghetto.

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