Kublai

sono qui di passaggio, perchè ho potuto connettermi al volo, non potendo avere ancora prima del 6 agosto nella nuova casa l'ADSL (fase finale del trasloco...)...
Ho ricevuto anche qui una buona quantità di messaggi (cosa che mi fa paicere, per carità...) ma ...con diversi inviti a nuovi ning...

Lascio questa riflessione, che ho ormai da un pò di tempo: ricevo in continuazione inviti a nuovi networks...
ma che sarà? una nuova mania....????

Poichè non avrei assolutamente il tempo per seguirli tutti, sarò obbligata a fare una selezione...a parte che dietro questa esplosione intravedo solo una frammentazione di forze, tipica dei nostri tempi...
ma forse mi sbaglio... ci rifletterò...

A presto e un saluto a tutti
e mi scuso con tutti quelli hai quali non posso per ora rispondere.
Phil

Tag: network, ning

Condividi

Rispondi

Risposte a questa discussione

La stessa cosa capita a me, Phil. Beh, la rete è sempre stata modaiola: è anche una cosa buona, perché significa che le buone pratiche viaggiano veloci. Mi pare comunque che lo stare in contatto sia più importante dello strumento che si usa. Tu ed io, per dire, siamo connessi su diversi social networks: è come incontrarsi sul campo da beach volley per la partita, alla conferenza per apprendere insieme e al ristorante per un po' di sano cazzeggio.

Poi si va a gusti: io mi accorgo di essere rimasto al tempo romantico della "colonizzazione della frontiera digitale" di cui parlava Howard Rheingold 15 anni fa. Mi piacciono le comunità relativamente piccole e orientate a un qualche tipo di fine comune. Spero tanto che Kublai possa essere così: una piccola stanza raccolta nella Biblioteca di Babele, dove un numero relativamente piccolo di creativi si incontra per condividere idee e progetti, riorganizzare le idee in vista della prossima avventura, al limite fare cose insieme. Ma sono solo le mie 40 lire (come 2 cents, ma più caserecce).

Già trovato casa, già traslocato... siete stati velocissimi! :)

Rispondi

Un medioevo informatico pieno di comuni con i loro regni e le loro corti, io sono positivo sai Phil, tanti ning, molti comuni, variegati e colorati comuni con tanti uomini liberi di popolarli che arriveranno sempre di più ad essere condizionati oltre che dalle pulsioni aggreganti dai fattori emozionali, come già avviene dentro Second life e nella realtà.
Per la capacità di seguire i vari network mi piace pensare che la mia testa si stia adeguando al multitasking dei Social Network, io la chiamo anche atomizzazione dell'informazione, vedi atomi informativi indipendenti, che costruiscono un patrimonio di informazione nella testa di ognuno.
Per fare un esempio basta pensare al telegiornale, parecchi anni addietro uno ed alle ore 20.00 su raiuno, oggi milioni di atomi informativi che navigano in ogni media, non sai più da dove arrivano le "Notizie", sono tante, "i periodici", "internet", "google reader", "gli sms", e tanti tanti telegiornali ad ogni momento....il nostro cervello si è adattato raccoglie queste informazioni ricreando la notizia come un puzzle nella nostra testa.
Sono positivo per la geniale capacità della rete "umana" di creare interfacce intelligenti.
Credo in oltre che la vera novità è appena alla porta quella del" Social network da asporto" un social network che ci identificherà come individui "in movimento" anche nello spazio.
E cmq smetto che sto filosofeggiando, complimenti per la discussione aperta.
Aggiungo solo una cosa:
Allego un interessante mappa che segnà i territori dei social network di sviluppo orizzontale.....la guerra è comiciata il grande risiko dei social network è partito.
I contendenti sono Social network orizzontali (Facebook-My space ed altri) contro Social network verticali (ning).
Ciao ciao

Rispondi

Ma allora noi cosa siamo, in un network verticale?
la cosa non mi sembra buona? O lo è?
Ti prego, ci spieghi incosa differiscono e perchè ning è verticale

Rispondi

Non è grave essere un network verticale, sarà grave piuttosto non potersi spostare da un network ad un altro con facilità e gestire la marea di informazioni che ognuno di essi creerà ( che in effetti è il problema che evidenziava Phil ).
Per spiegarmi meglio con verticale intendo quei social network che nascono, sotto la spinta di un gruppo esterno già esistente oppure formato in rete con un numero di elementi che per adesso non supera normalmente in media le 1500 unità la cui caratteristica e quella di avere una specifica ideologia, ed informazione da condividere su argomenti comuni.
E' l'inizio di una rivoluzione che vedrà una costellazione di piccoli social network che cresceranno come funghi nei prati, le argomentazioni forti e valide ne reggeranno la strutture, i legami esperienziali ed emozionali decreteranno il loro successo mantenendoli vivi ed interessanti.
In concomitanza i "grossi" che io chiamo orizzontali, perchè non esattemente focalizzano la propria struttura su argomentazioni in particolare, compiono in genere l'obbiettivo primario il cui unico sforzo è arruolare e fare in modo che tutti arruolino altri, in una rete infinita, spingendo sulle loro pulsioni aggreganti ( io ne sono assolutamente affascinato).
In questo momento Facebook è la macchina da guerra più potente mai messa in campo....negli ultimi anni, un poco flickr un poco myspace un poco you tube un poco linkedin e molto moltissima strategia di "aggregazione"ne stanno decretando il successo planetario, però......
La mia conclusione è che se dovessi investire dei miliardi ( forse meglio dire se potessi, e come ?) lo farei non sù facebook ma piuttosto con aziende come ning.... loro sono appena agli inizi, e si stanno movendo bene se non forzeranno troppo sui guadagni, per loro basterà collegare ( probabilmente nel tempo con spazi virtuali simili a second life) questa miriade di social network in qualche modo per dar vita ad un network dei network.
Aggiungo e ribadisco secondo il mio modesto parere l'elemento più rivoluzionario per lo sviluppo dei Social Network sarà poi l'identificazione spaziale dei suoi componenti in delle mappe reali....
Spero di essermi saputo spiegare :-), le mie sono solo delle divagazioni, che mi piace riportare, in fondo mi interessa sapere cosa renderà migliore questa nostra epoca rispetto alla precedente...son un positivista.
un saluto Simone
N.B. Tito sarei lieto di sapere cosa ne pensi, un dibattito sull'uso dei social network sarebbe davvero una gran cosa.

Rispondi

Ciao Simone,

volevo chiederti se a tuo parere Facebook è "solo orizzontale", perchè a me sembrerebbe che i gruppi su FB prolifichino come i funghi partendo molto spesso anche dalla loro esistenza nella vita sociale "fisica".

Mi verrebbe da dire che la struttura di NING è più "rigida" di quella di FB sotto questo aspetto, che riesce invece a creare connessioni sia orizzontali che verticali e che, pertanto, con alcune ipotizzabili "varianti tecniche" (volte a potenziare la componente verticale) potrebbe essere davvero la "Microsoft" dei social network.

D'altro canto NING è una piattaforma soddisfacente per far esprimere la socialità di un gruppo, per cui chi è interessato ad una presenza sul web mirata maggiormente allo sviluppo delle relazioni di gruppo sicuramente preferirà questa piattaforma.

Se dovessi decidere su chi investire, al momento direi che farei un "fifty fifty", in attesa di vedere in che misura i due SN saranno in grado di integrare le funzioni orizzontali e verticali al loro interno o attraverso addirittura delle alleanze tecnico-strategiche :)

Rispondi

Evidentemente, in parte la verticalità è espressa dai gruppi, concordo, però come accennavi il gruppo e tecnicamente limitato, è parte di una struttura che deve procedere in maniera uniforme ed eterogenea che sta educando le masse al suo utilizzo ( cosa cmq positiva), la strategia ed il meccanismo del gruppo è vista più come strumento aggregante piuttosto che di diffusione condivisione e divulgazione"culturale"(dimostrazione sono la stupidità di alcuni gruppi), un vero sostanziale cambiamento tecnico sarebbe l'accettazione dell'embed (il vero oro del concetto di Share).
Io per il mio ateneo sto utilizzando una strategia che prevede la costituzione di tutti i gruppi/facoltà in facebook in previsione di un esplosione di facebook in settembre per poi costruire dei ning per ogni facoltà che si collegheranno con i gruppi di "faccia di libro".
In ogni modo il vero enigma e la capacità umana di assorbire le informazione, e riorganizzarle battendo i parametri percettivi tipici della realtà (privacy prima di tutto)
Da parecchio tempo rifletto sul problema che Phil poneva, sono arrivato alla conclusione di definire quello che può succedere al nostro cervello come una sorta di "overbooking di informazioni".
Forse un "fifty fifty" non sarebbe na cattiva idea :-).
Vedremo :-)

Rispondi

Siamo tornati ad essere delle comunità (neo) tribali e neo-totemiche e nei social network riecheggia un tam tam frenetico di tipo ancestrale.
Sarà positivo?
Dipende dal nostro metro di giudizio, dalla nostra visione del mondo, dalle nostre ambizioni, dai nostri sentimenti, dal nostro approccio culturale, dal nostro concepire e vivere i legami sociali.
Quello che dubito si possa fare è seguire tutti i social network di cui facciamo parte e considerare Amici (con la a maiuscola) tutte le "friendship" sparse per il Web come tracce di appartenenza ad un "clan" o ad una sorta di "intelligencija tribal-digitale" (io le considererei più che altro relazioni empatiche nella maggioranza dei casi).
Non so quanti siano i NING, ma mi sa che aumenteranno... :)

Rispondi

Lo diceva Emanuele: nel loro business plan c'è scritto che vorrebbero arrivare a 4 milioni di social network entro il 2010, o qualcosa di simile. Phil, ci iscriviamo a tutti? No, vero? :)

Rispondi

Bellissima discussione quella che si è sviluppata qui. In particolare ho apprezzato le delucidazioni su social network orizzontali e social network verticali, dove la parolaccia "verticale" fa qui invece buona risonanza al rapporto tra vera promozione sociale di gruppi di individui che si organizzano nella realtà e usano il social network come modalità di accrescimento partecipativo. Grazie dunque Philosofia...

Rispondi

Stimolante discussione. Interessante la visione di Simone.

E' da ieri che cerco di scrivere un post sulla mia idea di sviluppo dei social network, stimolato anche da un post di Roldano "The Marketer" De Persio.

Partiamo da una considerazione. Che Internet abbia scritto nel proprio codice (genetico) una naturale avversione per ogni barriera, per ogni muro o recinto che limiti o solo rallenti la trasmissione delle informazioni è cosa risaputa.

Manuel Castells scriveva nel 2001:

l'architettura aperta di Internet è stata la fonte della sua forza principale: la capacità di svilupparsi ed evolvere autonomamente, con gli utenti che diventano produttori della tecnologia e modellano l'intera rete.

Da allora questa autoproduzione di tecnologia ha generato gli strumenti che permettono agli utenti di produrre, distribuire e condividere contenuti e di interagire tra di loro in spazi sociali online.

La natura aperta di quel superorganismo reticolare che è internet vede come patologie i tentativi di controllare ed imprigionare dati ed informazioni in strutture chiuse, non permeabili, refrattarie all'ibridazione.

Da qui tutta quella serie di iniziative, di proposte, di progetti legati al concetto di "apertura": Linked, attention e open data, open ID, interoperabilità (tra linguaggi, applicazioni, database, mondi virtuali), semantic web, open source, copyleft e licenze creative commons, lotta al digital divide ed altro ancora.

Consideriamo un altro punto: l'avanzata del mobile social networking da una parte e dell'"internet delle cose" dall'altro.

Perché ho citato questi aspetti emergenti all'interno di Internet e del Web?

Perché la mia visione a medio termine dei social network è questa:
"spazi informazionali personali" che si collegheranno tra di loro, creando social network temporanei, plastici, adattabili al contesto sociale e professionale definito in maniera automatica, trasparente e "real time".

Io la vedo come una nuvola di bit, analoga alla nuvola probabilistica che caratterizza un elettrone in orbita attorno ad un atomo. Questa nebulosa "informazionale" (contraddistinta da un'URI e da un openID univoci) contiene tutti i dati che l'individuo ritiene di dover inserire nell'universo digitale e che egli stesso ha prodotto frequentandolo. Parti di questa struttura informativa si condensano, si manifestano nel momento dell'interazione non solo con gli altri individui ma anche con gli oggetti, gli spimes. I nuclei di condensazione sono ovviamente tutti i dispositivi, dal computer allo smartphone, dall'iPod alla Playstation, dal navigatore satellitare a chissà cos'altro: i dispositivi dialogano tra loro per consentire ai loro proprietari di dialogare all'interno di uno spazio di informazioni condivise.

ps a proposito, come seguire in maniera decente una conversazione che si svolge tra diversi blog, tra diversi social network? Aspettando le nebulose informazionali sono curioso di provare uberVu, quando riuscirò ad avere l'invito...

Rispondi

arghhhhhhhhh !

Voglio l'invito anche io :)

Ma tutta questa libertà senza frontiere e poi ... ce vò l'invito?

Rispondi

In effetti la rete è come la visaione quantica dell'informazione. Siamo noi a riempirla senza una linea gerarchica predeterminata.
Certo si potrebbe pensare che tutto ciò da vita a situazioni 'minimalistiche' cioè di tutto di più, ma è la vita stessa che lo è.
Solo la nostra attenzione, quello che chiamiamo 'selezione' sposta il punto di osservazione e un qualche modo influenza anche i flussi comunicativi.
E' una situazione nuova alla quale ancora non siamo abituati ma che entrerà ben presto nell'uso comune.
ciao a Tutti
Giuliano

Rispondi

RSS

Info su

Giuseppe Granieri Giuseppe Granieri ha creato questo social network su Ning.

Badge

Caricamento in corso...

© 2009   Creato da Giuseppe Granieri su Ning.   Crea il tuo social network personale

Badge  |  Segnala un problema  |  Privacy  |  Termini del servizio

Accedi alla chat